I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un mese martedì, mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e le nuove misure statunitensi sul trasporto marittimo hanno alimentato i timori sulla disponibilità globale di gas naturale liquefatto (GNL).
Il contratto front-month del Title Transfer Facility (TTF) olandese, il principale benchmark europeo del gas, è salito del 3,3% a 56 euro per megawattora, superando i recenti livelli di negoziazione. Anche il mercato britannico del gas all’ingrosso ha registrato un forte rialzo, con il contratto front-month in aumento del 3,5% a 128,50 pence per therm.
Il movimento rialzista ha seguito il deciso aumento dei prezzi del petrolio, sostenuto dalle crescenti tensioni geopolitiche che stanno creando nuove preoccupazioni sulle principali rotte marittime mondiali.
Le misure sullo Stretto di Hormuz alimentano le preoccupazioni per l’offerta
I mercati energetici hanno assunto un atteggiamento più prudente dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il ripristino di un blocco navale rivolto alle rotte marittime iraniane.
Ad aumentare le preoccupazioni, l’amministrazione statunitense ha dichiarato che applicherà una tassa del 20% sui carichi trasportati da tutte le navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, il passaggio strategico attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di GNL.
Dopo una terza notte consecutiva di attacchi militari nella regione, gli operatori hanno iniziato a scontare il rischio di interruzioni prolungate delle spedizioni e di ritardi nelle consegne del GNL proveniente dal Medio Oriente.
Il rafforzamento del dollaro aumenta i costi per l’Europa
Anche le prospettive della politica monetaria statunitense hanno contribuito al rialzo dei prezzi del gas. Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha affermato che le persistenti pressioni inflazionistiche potrebbero richiedere un aumento dei tassi d’interesse nel breve termine.
L’aspettativa di tassi più elevati negli Stati Uniti, unita alla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI), ha rafforzato il dollaro.
Un dollaro più forte rende più costosi per gli operatori europei i contratti di GNL denominati in valuta statunitense, aumentando ulteriormente la pressione sui prezzi del gas. I mercati attendono inoltre la testimonianza di due giorni davanti al Congresso del futuro presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che dovrebbe confermare un orientamento favorevole a condizioni finanziarie globali più restrittive.

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