I mercati affrontano una settimana decisiva tra petrolio in rialzo, chip in calo e stagione delle trimestrali: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

New York Stock Exchange trading floor

I mercati finanziari hanno iniziato la settimana in un clima di incertezza, con la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran che ha spinto al rialzo il prezzo del petrolio, penalizzato i futures azionari e riportato l’attenzione degli investitori sulla stagione delle trimestrali.

Allo stesso tempo, la debolezza dei titoli dei semiconduttori in Asia ha alimentato interrogativi sul sentiment verso il settore dell’intelligenza artificiale, nonostante la domanda di chip avanzati resti sostenuta.

Le tensioni geopolitiche frenano i futures

I futures sui principali indici statunitensi hanno mostrato un andamento misto dopo i nuovi attacchi militari tra Washington e Teheran.

Alle 04:53 ET (08:53 GMT), i futures sull’S&P 500 perdevano lo 0,3%, quelli sul Nasdaq 100 l’1%, mentre i futures sul Dow Jones guadagnavano lo 0,03%.

Il comparto tecnologico si avviava a registrare le perdite maggiori dopo le vendite sui produttori asiatici di semiconduttori, mentre il mercato si prepara a una settimana ricca di risultati societari.

Per gli investitori saranno soprattutto la geopolitica e le trimestrali a determinare la direzione dei mercati.

Lo Stretto di Hormuz resta sotto osservazione

L’attenzione rimane concentrata sul Medio Oriente dopo il nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana.

Lo U.S. Central Command ha dichiarato di aver colpito nuovi obiettivi iraniani per ridurre la capacità di Teheran di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Il presidente Donald Trump ha ribadito che il passaggio marittimo resta aperto al traffico commerciale, smentendo le affermazioni dell’Iran sulla sua chiusura.

L’incertezza rimane elevata poiché attraverso lo Stretto transita circa un quinto del petrolio trasportato via mare a livello mondiale.

Il petrolio accelera

I prezzi del greggio hanno proseguito il rialzo.

Il Brent è salito del 4,8% a 79,65 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 5% a 74,98 dollari.

Il movimento è seguito all’annuncio dell’Iran sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, contestato però dalle autorità statunitensi.

Prezzi energetici più elevati possono tradursi in maggiori costi di carburante e trasporto, alimentando le pressioni inflazionistiche.

I titoli dei semiconduttori subiscono prese di profitto

Le azioni di SK Hynix sono crollate di quasi il 14% in Corea del Sud, trascinando al ribasso l’intero comparto dei semiconduttori asiatici nonostante il positivo debutto sul Nasdaq della scorsa settimana.

Il KOSPI ha perso oltre il 5%, costringendo la Korea Exchange a sospendere temporaneamente le contrattazioni.

Le vendite sembrano essere legate soprattutto a prese di profitto e alla prudenza degli investitori prima della stagione delle trimestrali, piuttosto che a un indebolimento della domanda di chip per l’intelligenza artificiale.

Al contrario, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (NYSE:TSM) ha registrato un altro trimestre solido, con ricavi in crescita del 36% su base annua fino a 1.270 miliardi di dollari taiwanesi.

Le trimestrali diventano il principale catalizzatore

Oltre alla geopolitica, l’attenzione del mercato si concentra sulla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre.

Dopo mesi di rialzi sostenuti dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, gli investitori vogliono verificare se la crescita degli utili sia in grado di giustificare le valutazioni raggiunte.

Le società tecnologiche saranno osservate con particolare attenzione per capire se gli investimenti nell’AI continuano a tradursi in maggiori ricavi e profitti.

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