La banca assume una posizione più prudente sulle principali criptovalute
Citigroup ha rivisto al ribasso le proprie previsioni a 12 mesi per bitcoin (COIN:BTCUSD) ed ether (COIN:ETHUSD), citando un indebolimento della domanda degli investitori, persistenti deflussi dagli ETF e i limitati progressi della normativa statunitense sugli asset digitali.
In una nota di ricerca pubblicata martedì, la banca ha abbassato il target sul bitcoin da 112.000 a 82.000 dollari e quello su ether da 3.175 a 2.240 dollari.
Bitcoin ed Ether restano sotto pressione
Bitcoin è stato scambiato recentemente a 58.864,27 dollari, il livello più basso da settembre 2024, dopo aver perso circa la metà del proprio valore rispetto al massimo storico di 126.223,18 dollari raggiunto nell’ottobre dello scorso anno.
Ether è sceso a 1.585,63 dollari, il minimo da aprile 2025.
Nel corso dell’anno il mercato delle criptovalute ha sofferto per l’elevata volatilità, l’attenzione degli investitori verso alcune importanti IPO e i continui deflussi dagli ETF dedicati agli asset digitali.
Entrambe le criptovalute continuano inoltre a essere scambiate al di sotto delle rispettive medie mobili di lungo periodo, segnale di un sentiment ancora negativo.
Gli ETF restano il principale fattore di mercato
Nello scenario più negativo elaborato da Citi, basato su una recessione economica e sul proseguimento dei deflussi dagli ETF, bitcoin potrebbe scendere a 53.000 dollari ed ether a 1.094 dollari entro i prossimi dodici mesi.
La banca ha spiegato che la revisione delle stime riflette la decisione di ridurre a zero la previsione di afflussi netti negli ETF nei prossimi dodici mesi, rispetto ai 10 miliardi di dollari precedentemente stimati.
“Gli afflussi negli ETF, un importante motore dei prezzi, sono recentemente diventati negativi”, ha affermato Citi, aggiungendo che gli ETF su bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 3,3 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno.
La banca ha inoltre evidenziato che il lento avanzamento della normativa statunitense sulle criptovalute e i timori di possibili vendite di bitcoin da parte delle società che detengono asset digitali in bilancio hanno ulteriormente indebolito il sentiment degli investitori, mentre i capitali continuano a spostarsi verso gli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

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