I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono mentre le tensioni in Medio Oriente riaccendono i timori sull’inflazione

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I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un rialzo lunedì, mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi del petrolio hanno riportato in primo piano i timori sull’inflazione, spingendo gli investitori a privilegiare il dollaro statunitense rispetto ai titoli obbligazionari europei.

Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, riferimento per l’area euro, è salito al 2,86%, recuperando dai minimi plurimensili toccati la scorsa settimana. Anche il rendimento del titolo tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi d’interesse, è aumentato al 2,53%.

I mercati obbligazionari sono stati messi sotto pressione dopo i nuovi sviluppi militari registrati nel fine settimana nello Stretto di Hormuz. Sebbene Washington e Teheran abbiano concordato una sospensione temporanea delle azioni militari reciproche in vista dei colloqui tecnici previsti martedì a Doha, le preoccupazioni sulla sicurezza di una delle principali rotte marittime mondiali hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio, riportando al centro dell’attenzione i rischi inflazionistici dopo che, la scorsa settimana, la volatilità dei mercati azionari aveva dominato il sentiment.

Gli investitori attendono inoltre una serie di importanti appuntamenti macroeconomici nel corso della settimana. Il mercato del debito sovrano resta prudente in vista della pubblicazione dei dati statunitensi sui nuovi posti di lavoro non agricoli, che potrebbero confermare o mettere in discussione le aspettative di due ulteriori rialzi dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno.

Nell’Eurozona sono inoltre attesi i dati di giugno sulla fiducia dei consumatori e sull’andamento dell’attività economica. Grande attenzione sarà rivolta anche all’intervento della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che aprirà il Forum BCE di Sintra, al quale parteciperanno anche il governatore della Bank of England Andrew Bailey e il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh.

Gli operatori cercheranno eventuali segnali che possano modificare le attuali aspettative dei mercati monetari, che continuano a scontare almeno un ulteriore rialzo dei tassi della BCE di 25 punti base dopo il recente aumento del tasso sui depositi al 2,25%.

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