Barclays Promuove Poste Italiane Grazie al Potenziale Accordo con TIM e alle Nuove Prospettive di Crescita

Poste Italiane

Le azioni di Poste Italiane SpA (BIT:PST) sono salite di oltre il 2% mercoledì dopo che Barclays ha alzato il giudizio sul titolo a “overweight” da “equal weight” e ha incrementato il target price a 35,20 euro dai precedenti 21,60 euro, riflettendo una maggiore fiducia nelle prospettive di crescita del gruppo e nei potenziali benefici dell’operazione proposta con Telecom Italia (BIT:TIT).

Considerando che il titolo Poste Italiane ha chiuso il 23 giugno a 27,82 euro, il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale rialzo superiore al 25%.

Barclays ha indicato tre motivi principali alla base della revisione positiva. La banca ha dichiarato: “Ci piace l’operazione proposta su TIM per l’effetto accrescitivo sull’EPS che potrebbe generare nel breve e medio termine e per il maggiore potenziale di crescita nel lungo termine”, aggiungendo che l’entità combinata “sarebbe in grado di generare cassa (lato Poste) con maggiori opportunità di investire quella liquidità per crescere (lato TIM)”.

Gli analisti hanno inoltre evidenziato il progetto di integrazione tra servizi finanziari, assicurazioni e pagamenti. Secondo Barclays, ciò potrebbe dare vita a “un operatore basato sui dati e fortemente orientato all’IT, in grado di competere con le neobank”.

Pur ritenendo che la crescita assumerà un ruolo sempre più centrale nella tesi d’investimento, Barclays ritiene che il rendimento per gli azionisti resterà interessante. Il broker ha osservato che il dividendo “potrebbe diventare meno centrale, man mano che la crescita assume maggiore importanza”, ma continua a prevedere un dividend yield medio di circa il 6% tra il 2026 e il 2029, definendo la distribuzione “un pilastro della tesi d’investimento”.

Barclays ha aumentato in media dell’11% le proprie stime di utile per azione rettificato per il periodo 2026-2028, grazie alle aspettative di maggior margine di interesse e ricavi più elevati nei servizi finanziari. La banca ha inoltre rivisto al rialzo i multipli di valutazione e ridotto il costo del capitale proprio “per riflettere le maggiori aspettative di crescita derivanti da potenziali operazioni di M&A e da una possibile accelerazione della crescita organica”.

In merito all’operazione con Telecom Italia, Barclays stima un effetto accrescitivo sugli utili per azione “compreso tra il 10% nel nostro scenario peggiore e il 20% nel nostro scenario migliore”, aggiungendo di non vedere “problemi rilevanti di natura azionaria, politica o tecnica per l’operazione proposta”.

Il broker ha inoltre ricordato che il management di Poste ha dichiarato di “non avere intenzione di modificare i termini dell’offerta” relativa alla transazione con TIM.

Durante la presentazione dei risultati del primo trimestre, Poste ha aumentato la guidance sull’EBIT 2026 a 3,4 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione di oltre 3,3 miliardi, confermando al contempo una previsione di utile netto verso la parte alta dell’obiettivo di 2,3 miliardi di euro e mantenendo invariata la guidance sul dividendo.

Guardando avanti, Barclays considera il nuovo piano industriale del gruppo, atteso il 24 luglio, come un “catalizzatore chiave” per il titolo. Un ulteriore aggiornamento sull’operazione TIM dovrebbe arrivare dopo il completamento della transazione, probabilmente nel quarto trimestre del 2026.

Tra i principali rischi individuati dalla banca figurano un aumento dello spread sovrano italiano, cambiamenti normativi nei settori postale, finanziario o assicurativo e l’eventuale mancato completamento dell’operazione con TIM.

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