La Borsa di Milano ha aperto la seduta in lieve calo mercoledì, prendendosi una pausa dopo i recenti massimi storici, in linea con l’atteggiamento prudente osservato sugli altri mercati europei.
Gli investitori restano in attesa di ulteriori dettagli sull’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran e preferiscono mantenere un approccio cauto prima di assumere nuove posizioni.
L’Attenzione è Rivolta alla Federal Reserve
I riflettori sono puntati sulla riunione della Federal Reserve, la prima sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.
Il mercato si aspetta ampiamente che i tassi d’interesse rimangano invariati, ma la conferenza stampa successiva sarà attentamente monitorata per comprendere l’orientamento futuro della banca centrale statunitense.
Gli investitori cercano indicazioni su come Warsh intenda gestire le pressioni del presidente Donald Trump a favore di una politica monetaria più accomodante in un contesto caratterizzato da dati occupazionali ancora solidi e inflazione persistente.
Il FTSE MIB Arretra Leggermente
Alle 9:40, il FTSE MIB registrava un calo dello 0,2%, penalizzato principalmente dai titoli energetici e ciclici.
Il listino milanese ha comunque trovato sostegno nel comparto bancario, che ha continuato a mostrare una performance relativamente positiva rispetto al resto del mercato.
Le Banche Restano Protagoniste
Tra i principali titoli del settore finanziario, Unicredit (BIT:UCG) ha guadagnato l’1,2% dopo aver portato la propria partecipazione in Commerzbank (TG:CBK) al 42,4% in seguito alla conclusione dell’offerta pubblica.
Resta inoltre alta l’attenzione su Banco BPM (BIT:BAMI), il cui consiglio di amministrazione avrebbe avviato un confronto sulle possibili strategie da adottare in risposta all’operazione da 30,6 miliardi di euro che coinvolge MPS (BIT:BMPS), con il supporto di Unipol (BIT:UNI).
Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha ceduto lo 0,7%, mentre MPS ha perso l’1,1%. Unipol ha invece registrato un progresso dello 0,1%.
Debolezza per Energia e Automotive
La flessione dei prezzi del petrolio ha pesato sul comparto energetico, con ENI (BIT:ENI) in ribasso dell’1,8%.
Anche le utility hanno mostrato debolezza, mentre Stellantis (BIT:STLAM) ha perso l’1,9% dopo il profit warning diffuso da BMW, che ha riacceso le preoccupazioni sullo stato di salute dell’industria automobilistica europea.
Tra gli altri titoli in evidenza, DiaSorin (BIT:DIA) ha ceduto l’1,3% dopo che Deutsche Bank ha abbassato la raccomandazione sul titolo a “sell”.

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