Stellantis (BIT:STLAM) e gli altri principali produttori automobilistici europei hanno registrato ribassi mercoledì dopo che BMW ha rivisto significativamente al ribasso le proprie previsioni per il 2026, alimentando nuove preoccupazioni sulla salute del settore e sull’impatto del rallentamento della domanda in Cina.
Le azioni BMW hanno perso l’8% nelle prime contrattazioni a Francoforte, mentre Stellantis ha ceduto circa il 2%, risultando tra i peggiori titoli del FTSE MIB. Nel resto del comparto, Mercedes-Benz (TG:MBG) ha lasciato sul terreno il 3%, mentre Traton (BIT:18TRA) e Volkswagen (TG:VOW3) hanno perso circa il 2%. Porsche (TG:P911) ha registrato un calo dell’1,6%.
BMW Riduce le Attese sulla Redditività
BMW ha dichiarato di attendersi ora un margine operativo compreso tra l’1% e il 3% nella propria divisione automobilistica principale, rispetto al precedente intervallo del 4%-6%.
La società ha inoltre avvertito che l’utile ante imposte dovrebbe diminuire di oltre il 15%, un peggioramento significativo rispetto alla precedente previsione di una flessione moderata.
Il management ha annunciato ulteriori misure di riduzione dei costi che avranno un impatto negativo una tantum nella seconda metà del 2026. Tuttavia, BMW non ha fornito dettagli sulle iniziative previste né ha chiarito se queste possano includere riduzioni del personale.
Il Rallentamento della Cina Dietro il Profit Warning
Secondo BMW, la revisione delle previsioni riflette un “approfondimento della crisi in Cina” e “il clima negativo generato dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran”.
L’annuncio ha colto di sorpresa molti investitori che consideravano BMW meglio posizionata rispetto a concorrenti come Mercedes-Benz grazie alla sua strategia più flessibile nel passaggio all’elettrico.
La revisione arriva a un mese dalla nomina del nuovo amministratore delegato Milan Nedeljkovic, subentrato a Oliver Zipse. Nedeljkovic, già responsabile della produzione, sta guidando lo sviluppo della nuova gamma elettrica Neue Klasse, un progetto che ha richiesto investimenti per miliardi di euro.
Il Peggioramento delle Vendite Accelera
I dirigenti di BMW hanno riconosciuto che il deterioramento del mercato cinese è stato più rapido del previsto.
Il direttore finanziario Walter Mertl ha spiegato che le previsioni formulate a marzo si basavano su vendite stabili di circa 50.000 veicoli al mese in Cina per tutto il 2025 e oltre. Tuttavia, le vendite sono diminuite del 10% nel primo trimestre e il calo si è accentuato nei mesi di aprile e maggio, portando a una contrazione del 17,6% nei primi cinque mesi dell’anno.
La società ha evidenziato che il peggioramento ha colpito in particolare i veicoli con motore a combustione interna.
Crescono le Pressioni sui Costruttori Europei
L’avvertimento di BMW evidenzia le crescenti difficoltà che stanno affrontando i produttori automobilistici premium europei, alle prese con una concorrenza sempre più intensa e una domanda più debole in Cina.
Per anni i marchi tedeschi hanno beneficiato della forte richiesta cinese di veicoli ad alto margine. Oggi questo modello è sotto pressione a causa dell’avanzata dei produttori locali, della maggiore prudenza dei consumatori e della minore convenienza economica delle esportazioni dall’Europa.
L’ultimo aggiornamento di BMW suggerisce che persino la sua strategia di elettrificazione relativamente prudente non è più sufficiente a proteggerla dalle difficoltà strutturali del mercato.
Gli Analisti Lanciano un Segnale d’Allarme
Un trader ha dichiarato a Reuters: “Il nuovo CEO potrebbe voler fare pulizia, ma bisogna tenere presente che BMW definisce il mercato cinese una crisi da diversi trimestri e che questo warning è davvero sostanziale.”
L’analista di Jefferies Philippe Houchois ha affermato che il deterioramento delle condizioni in Cina aveva aumentato le aspettative di un profit warning, “ma non di una revisione dei margini di questa portata.”
“Sembra che BMW stia riconsiderando un modello di business globale ancora ampiamente basato sulle esportazioni dalla Germania di auto con motore a combustione interna”, ha aggiunto.
L’analista di JP Morgan Jose Asumendi ha definito il “drastico taglio degli utili” di BMW un “segnale di allarme per l’industria automobilistica.”
Secondo Asumendi, i costruttori premium europei hanno ormai perso gran parte della loro presenza nel segmento delle auto compatte in Cina e devono affrontare contemporaneamente il rallentamento della domanda cinese e la stagnazione delle vendite in Europa.
L’analista ha concluso che BMW potrebbe essere costretta a ridurre la propria capacità produttiva globale, con l’Europa destinata a essere una delle aree maggiormente interessate qualora le condizioni di mercato continuassero a deteriorarsi.

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