I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva giovedì, suggerendo che il mercato azionario potrebbe recuperare parte delle forti perdite registrate nella seduta precedente.
Gli investitori sembrano infatti tornare ad acquistare dopo il marcato ribasso di mercoledì, che ha portato il Nasdaq e l’S&P 500 ai livelli di chiusura più bassi dell’ultimo mese.
Intel sostiene il comparto dei semiconduttori
I titoli tecnologici, in particolare quelli dei semiconduttori, dovrebbero guidare il rimbalzo iniziale.
Intel (NASDAQ:INTC) è salita del 4,6% nelle contrattazioni premarket dopo che Bank of America ha migliorato il giudizio sul titolo da Underperform a Buy, rafforzando il sentiment sull’intero settore dei chip.
Il buon andamento del comparto tecnologico potrebbe contribuire a compensare le preoccupazioni legate all’inflazione e alle tensioni geopolitiche.
Il rialzo del petrolio limita l’ottimismo dei mercati
Nonostante il recupero dei futures, i guadagni si sono ridotti dopo il forte aumento dei prezzi del petrolio in seguito alle nuove dichiarazioni del presidente Donald Trump sull’Iran.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto duramente questa sera” e ha sostenuto che Washington intende assumere il controllo dei mercati petroliferi e del gas iraniani “a un certo punto nel non troppo lontano futuro”.
Le dichiarazioni hanno alimentato i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche globali e hanno contribuito ad aumentare la volatilità nei mercati delle materie prime.
I dati sui prezzi alla produzione alimentano i timori inflazionistici
L’entusiasmo degli investitori è stato inoltre frenato dai nuovi dati sull’inflazione pubblicati dal Dipartimento del Lavoro.
Il rapporto ha mostrato che i prezzi alla produzione sono aumentati più del previsto nel mese di maggio, rafforzando i timori che le pressioni inflazionistiche restino persistenti.
Un’inflazione più elevata potrebbe complicare le prospettive per i tassi d’interesse e la politica monetaria, limitando il potenziale di un rally duraturo dei mercati azionari.
Forte calo dei mercati nella seduta di mercoledì
Le azioni statunitensi hanno mostrato un andamento incerto nelle prime ore della seduta di mercoledì, prima che le vendite si intensificassero nel corso della giornata.
I principali indici hanno chiuso poco sopra i minimi intraday.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 953,33 punti, pari all’1,9%, a 49.918,78. Il Nasdaq Composite è sceso di 509,32 punti, pari al 2%, a 25.169,50, mentre l’S&P 500 ha ceduto 119,66 punti, pari all’1,6%, chiudendo a 7.266,99.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran pesano sul sentiment
Il clima di mercato è peggiorato dopo che il presidente Donald Trump ha intensificato la sua retorica nei confronti dell’Iran a seguito dei recenti scambi di attacchi tra i due Paesi.
“Li abbiamo colpiti duramente ieri e li colpiremo duramente di nuovo oggi”, ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. “Li attaccheremo e li attaccheremo molto duramente.”
Le dichiarazioni sono arrivate dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che le forze americane hanno effettuato quelli che ha definito attacchi di “autodifesa” contro obiettivi iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense.
Secondo il CENTCOM, aerei dell’Aeronautica e della Marina statunitense hanno colpito con munizioni di precisione sistemi di difesa aerea iraniani, stazioni di controllo terrestre e siti radar di sorveglianza vicino allo Stretto di Hormuz.
Successivamente, secondo alcune fonti, l’Iran ha lanciato attacchi contro basi statunitensi in Kuwait, Bahrain e Giordania, promettendo inoltre di rispondere a qualsiasi ulteriore minaccia o azione militare.
In un altro messaggio pubblicato su Truth Social giovedì mattina, Trump ha affermato che l’Iran ha “impiegato troppo tempo per negoziare un accordo” e che ora dovrà “pagare il prezzo!”
Il petrolio sale per i timori sulle forniture
Il deterioramento della situazione geopolitica ha sostenuto i prezzi del petrolio, con gli operatori preoccupati per possibili interruzioni delle forniture energetiche provenienti dal Medio Oriente.
I mercati hanno in gran parte ignorato l’affermazione di Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero aiutato segretamente a trasferire oltre 100 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’aumento del greggio ha alimentato ulteriormente le preoccupazioni inflazionistiche.
L’inflazione al consumo rispetta le attese
Separatamente, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l’inflazione al consumo è aumentata in linea con le aspettative nel mese di maggio.
L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% dopo il rialzo dello 0,6% registrato ad aprile, in linea con le stime.
Su base annua, l’inflazione è salita al 4,2% dal 3,8% precedente, anch’essa in linea con le previsioni.
L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,2% dopo il +0,4% di aprile. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,3%.
Il tasso annuale dell’inflazione core è salito al 2,9% dal 2,8%, in linea con le attese.
Compagnie aeree, oro e tecnologia guidano i ribassi
L’impennata del petrolio ha colpito duramente i titoli delle compagnie aeree, con l’indice NYSE Arca Airline in calo del 5,4%.
Anche i titoli auriferi hanno registrato forti ribassi a causa della debolezza del metallo prezioso, trascinando l’indice NYSE Arca Gold Bugs in calo del 5%.
Anche i comparti hardware, semiconduttori e immobiliare hanno mostrato marcata debolezza.
In controtendenza, i titoli energetici hanno sovraperformato grazie al rialzo dei prezzi del petrolio.

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