Le Borse europee arretrano tra nuove tensioni in Medio Oriente e timori sul settore dell’intelligenza artificiale: DAX, CAC, FTSE100

I mercati azionari europei hanno aperto la settimana in ribasso, mentre i prezzi del petrolio sono balzati al rialzo dopo la ripresa delle ostilità tra Iran e Israele, alimentando i timori sulla tenuta del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti e aumentando l’incertezza sui mercati finanziari.

Alle 03:03 ET (07:03 GMT), l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva lo 0,9%. Il DAX tedesco cedeva l’1,3%, il CAC 40 francese lo 0,9% e il FTSE 100 lo 0,4%.

L’ultima escalation rappresenta il primo scambio diretto di attacchi tra Iran e Israele dall’entrata in vigore della fragile tregua raggiunta ad aprile.

Secondo le ricostruzioni dei media, la nuova fase del conflitto sarebbe iniziata con un attacco israeliano contro Beirut, capitale del Libano. Israele continua a confrontarsi con Hezbollah, il movimento sostenuto dall’Iran, sebbene gli scontri recenti fossero rimasti relativamente limitati. Teheran ha successivamente risposto con propri attacchi, provocando ulteriori operazioni militari israeliane contro obiettivi nell’Iran centrale e occidentale.

Israele ha dichiarato lunedì che sono stati attivati sistemi di allarme per segnalare nuove ondate di attacchi provenienti dall’Iran. Il Paese ha inoltre affermato di aver intercettato un missile balistico lanciato dallo Yemen, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Lo stesso quotidiano ha citato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana, che avrebbe confermato attacchi contro basi aeree nel sud di Israele.

Nonostante il deterioramento della situazione, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli eventi non comprometteranno gli sforzi della Casa Bianca per raggiungere un accordo di pace con l’Iran. Tuttavia, un funzionario iraniano ha dichiarato a MS NOW che un’intesa è “non più realizzabile in questa fase.”

I mercati energetici hanno reagito con forza agli sviluppi geopolitici. Il Brent, riferimento internazionale per il petrolio, è salito del 5,1% a 97,81 dollari al barile. Sebbene i prezzi restino al di sotto dei massimi superiori a 100 dollari al barile registrati in passato, rimangono nettamente superiori ai livelli precedenti al conflitto.

L’aumento del costo dell’energia ha riacceso le preoccupazioni per una possibile ripresa delle pressioni inflazionistiche, con il rischio che le banche centrali, inclusa la Banca Centrale Europea, possano essere costrette ad adottare una politica monetaria più restrittiva.

I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno raggiunto i massimi delle ultime settimane, esercitando ulteriore pressione sui mercati azionari. Gli investitori scontano ora fino a tre rialzi dei tassi da parte della BCE entro la fine dell’anno. I rendimenti obbligazionari si muovono inversamente rispetto ai prezzi.

Oltre alle tensioni geopolitiche, il mercato sta rivalutando le aspettative sul settore dell’intelligenza artificiale. Il sentiment si è indebolito dopo i risultati trimestrali inferiori alle attese pubblicati la scorsa settimana dal produttore di chip Broadcom (NASDAQ:AVGO), alimentando dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’AI.

Anche il robusto rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti pubblicato venerdì ha rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve nel 2026.

I titoli europei dei semiconduttori hanno registrato ribassi nelle prime contrattazioni, seguendo la debolezza del comparto tecnologico in Asia e prolungando le vendite viste a Wall Street alla fine della scorsa settimana.

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