L’indagine della BCE mostra che le tensioni geopolitiche stanno alimentando i timori sull’inflazione

L’ultima Consumer Expectations Survey della Banca Centrale Europea evidenzia come le nuove tensioni geopolitiche stiano rafforzando le preoccupazioni delle famiglie dell’area euro riguardo a un aumento dell’inflazione e a un rallentamento della crescita economica, con il conflitto che coinvolge l’Iran che ha provocato un significativo peggioramento del sentiment dei consumatori.

Secondo i dati raccolti nel marzo 2026, i consumatori hanno rivisto sensibilmente al rialzo le proprie aspettative di inflazione dopo lo scoppio delle ostilità in Iran nel mese precedente. Le aspettative medie sull’inflazione sono aumentate di circa 2,5 punti percentuali, mentre quelle relative alla crescita economica sono diminuite di circa 1,2 punti percentuali. Anche le aspettative mediane sull’inflazione sono cresciute di 1,5 punti percentuali nello stesso periodo.

Lo studio, realizzato da ricercatori tra cui Olivier Coibion dell’Università del Texas e Dimitris Georgarakos della BCE, ha confrontato le reazioni delle famiglie al conflitto iraniano con quelle osservate dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. I risultati indicano che i consumatori restano particolarmente sensibili agli eventi geopolitici dopo aver sperimentato le forti pressioni inflazionistiche degli ultimi anni.

Anche le aspettative di inflazione a più lungo termine hanno registrato un aumento. Le previsioni medie sull’inflazione a tre anni sono cresciute di 0,87 punti percentuali nel marzo 2026, mentre quelle mediane sono aumentate di 0,44 punti percentuali. I ricercatori sottolineano che questi incrementi si sono verificati partendo da livelli già elevati, segnalando che le preoccupazioni sui futuri aumenti dei prezzi erano in crescita già prima dell’ultima crisi geopolitica.

L’attenzione dei consumatori verso l’inflazione è rimasta particolarmente elevata. Quasi il 50% degli intervistati ha dichiarato di seguire con attenzione l’andamento dei prezzi nel marzo 2026, un dato solo leggermente inferiore ai picchi registrati all’inizio del 2023, quando l’inflazione dell’area euro aveva raggiunto l’8,6%. Questo suggerisce che gli effetti del recente periodo di alta inflazione continuano a influenzare le aspettative delle famiglie.

L’indagine evidenzia inoltre l’impatto duraturo dell’incertezza geopolitica sulla fiducia dei consumatori. Circa il 35% degli intervistati dichiarava nel maggio 2022 di essere fortemente preoccupato per gli effetti dei rischi geopolitici sulla propria situazione finanziaria. Sebbene tale percentuale sia diminuita nel tempo, circa il 25% dei consumatori continuava a manifestare analoghe preoccupazioni nel dicembre 2024, con livelli di ansia ancora elevati fino alla fine del 2025, poco prima dell’inizio del conflitto in Iran.

I ricercatori hanno inoltre rilevato che la fiducia nella Banca Centrale Europea svolge un ruolo importante nel contenere le aspettative inflazionistiche. Le famiglie che ripongono maggiore fiducia nell’istituzione tendono infatti a rivedere al rialzo le proprie previsioni di inflazione in misura inferiore rispetto a quelle con minore fiducia, sia dopo il conflitto in Ucraina sia dopo gli eventi in Iran. I risultati mostrano inoltre che il livello di fiducia nella BCE all’inizio del 2026 era superiore a quello registrato prima dello scoppio della guerra in Ucraina nel 2022.

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