Le borse europee hanno aperto in netto calo martedì, mentre cresce la preoccupazione degli investitori per l’assenza di progressi concreti nei negoziati tra Stati Uniti e Iran verso una soluzione duratura del conflitto.
Alle 07:04 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva l’1,2%. Il DAX tedesco cedeva l’1,4%, mentre il FTSE 100 di Londra e il CAC 40 francese registravano entrambi ribassi intorno all’1,1%.
Il sentiment di mercato si è deteriorato dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha suggerito come i progressi diplomatici tra Washington e Teheran si siano sostanzialmente bloccati. Parlando ai giornalisti lunedì, Trump ha affermato che il fragile cessate il fuoco era “attaccato a un supporto vitale massiccio”.
In precedenza, Trump aveva respinto l’ultima risposta dell’Iran alla proposta americana per porre fine al conflitto, definendola “inaccettabile” e successivamente “un pezzo di spazzatura”.
Le autorità iraniane hanno replicato difendendo la propria proposta come “generosa e responsabile”, mentre i negoziati continuano a concentrarsi soprattutto sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La rotta marittima strategica al largo della costa meridionale iraniana resta infatti fortemente compromessa da settimane, limitando i flussi globali di petrolio e alimentando timori di una più ampia crisi energetica.
“Il Medio Oriente è tornato al centro dell’attenzione nel fine settimana, e qualsiasi normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz sembra ora destinata a slittare”, ha scritto in una nota Felix Vezina-Poirier, Chief Strategist di BCA Research.
Anche il mercato petrolifero ha reagito con nuovi rialzi. I futures sul Brent sono saliti del 2,0% a 106,30 dollari al barile, restando nettamente sopra i livelli di circa 70 dollari registrati prima dell’escalation del conflitto.
L’aumento del prezzo del petrolio ha rafforzato i timori di nuove pressioni inflazionistiche a livello globale, alimentando le aspettative che le banche centrali possano mantenere una politica monetaria restrittiva o aumentare ulteriormente i tassi di interesse.
Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato europei sono saliti, aggiungendo ulteriore pressione ai mercati azionari mentre gli investitori rivedono le aspettative sui costi di finanziamento e sulla crescita economica.

Leave a Reply