I mercati azionari europei hanno chiuso in calo martedì, con gli investitori che adottano un approccio prudente in vista delle trimestrali delle grandi società tecnologiche e della prossima decisione della Federal Reserve.
Anche le tensioni geopolitiche hanno pesato sul sentiment, dopo che alcune notizie hanno indicato che l’amministrazione Trump difficilmente accetterà la proposta dell’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz rinviando però le discussioni sul programma nucleare.
Il portavoce del ministero della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik ha affermato che gli Stati Uniti non sono più in grado di “dettare” la propria politica ai Paesi sovrani e che Washington dovrebbe “accettare di dover abbandonare le sue richieste illegali e irrazionali.”
Sui mercati, il DAX tedesco è sceso dello 0,7%, il CAC 40 francese dello 0,6% e il FTSE 100 britannico dello 0,2%.
Tra i singoli titoli, Barclays (LSE:BARC) ha registrato un forte calo dopo aver annunciato accantonamenti superiori a 800 milioni di sterline per coprire perdite legate al fallimento di un istituto di credito ipotecario.
Anche la svedese Securitas (TG:S7MB) ha mostrato debolezza dopo aver riportato utili del primo trimestre inferiori alle attese, penalizzati dall’effetto dei cambi.
Novartis (NYSE:NVS) è scesa dopo che il gruppo farmaceutico svizzero ha mancato le stime su ricavi e profitti trimestrali.
Air Liquide (EU:AI) ha registrato un calo significativo dopo aver pubblicato ricavi del primo trimestre inferiori alle aspettative.
Taylor Wimpey (LSE:TW.) ha subito forti ribassi dopo aver segnalato pressioni sui prezzi e aver aumentato le previsioni di inflazione dei costi di costruzione per il 2026, citando il rincaro dell’energia.
In controtendenza, Norwegian Air Shuttle (TG:NWC) è balzata dopo aver ridotto la perdita netta nel primo trimestre.
I titoli petroliferi BP Plc (LSE:BP.) e Shell (LSE:SHEL) sono invece saliti, sostenuti dall’aumento dei prezzi del greggio, con il Brent stabile sopra i 110 dollari al barile mentre i tentativi di risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran restano bloccati.

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