La Borsa di Milano ha avviato la settimana con lievi ribassi, in linea con le altre piazze europee, penalizzata dalla rinnovata debolezza dei mercati delle materie prime. Oro, argento e petrolio sono rimasti sotto pressione dopo la nomina, da parte del presidente Donald Trump, dell’ex governatore della Fed Kevin Warsh come successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve, una mossa che ha rafforzato il dollaro e accelerato le prese di profitto sui metalli preziosi.
Intorno alle 9:40, il FTSE MIB segnava un calo marginale dello 0,1%.
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha ceduto lo 0,8% dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e del nuovo piano industriale. La banca punta a un utile netto superiore a 11,5 miliardi di euro nel 2029 e a ricavi netti pari a 30,7 miliardi, con una crescita media annua di circa il 3%. Intermonte ha indicato che i conti trimestrali sono risultati sostanzialmente in linea con le attese e che gli obiettivi del piano sono leggermente migliori del previsto, sostenuti soprattutto dall’aumento del margine di interesse.
Tra gli altri istituti di credito, MPS (BIT:BMPS) si è mossa in rialzo dell’1,7%, seguita da BPER (BIT:BPE) con un progresso dell’1,3%.
Buona anche la performance del comparto assicurativo, con Generali (BIT:G) in aumento dell’1,8% e Unipol (BIT:UNI) in crescita dell’1,6%.
BFF (BIT:BFF) ha continuato a mostrare forte volatilità dopo il crollo di quasi il 33% seguito alla revisione al ribasso dei target per il 2026 e alle dimissioni dell’amministratore delegato Massimiliano Belingheri dal ruolo esecutivo, pur restando nel consiglio come consigliere non esecutivo. Intermonte ha declassato il giudizio da “outperform” a “under review”, in attesa di maggiori dettagli sulle mosse del management e sulle prospettive.
I titoli legati alle materie prime sono risultati tra i peggiori in Europa, con l’indice delle risorse di base in calo di oltre il 2%. Anche il settore energetico ha perso circa due punti percentuali, appesantito dai segnali di un possibile allentamento delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che hanno innescato vendite sul petrolio. A Milano, ENI (BIT:ENI) è scesa dell’1,6%, Saipem (BIT:SPM) dello 0,12%. Vendite anche su Prysmian (BIT:PRY), in ribasso dell’1,6%, e Tenaris (BIT:TEN), in calo del 2,5%.
In fondo al listino principale, STM (BIT:STM) è risultato il titolo peggiore del FTSE MIB, lasciando sul terreno quasi il 4%.

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