Il settore manifatturiero italiano è tornato in territorio di contrazione nell’ottobre 2026, con l’indice PMI manifatturiero S&P Global Italy sceso a 49,4 punti dai 50,4 di settembre, registrando il livello più basso da gennaio.
Il peggioramento ha riflesso una flessione della produzione e dei nuovi ordini, accompagnata da riduzioni dell’occupazione e dell’attività di acquisto. Le imprese hanno inoltre segnalato maggiori difficoltà nelle catene di approvvigionamento e un aumento dei costi dei fattori produttivi, pur mantenendo aspettative positive sull’attività nei prossimi dodici mesi.
Un valore del PMI inferiore a 50 indica una contrazione dell’attività, mentre un dato superiore a tale soglia segnala un’espansione.
Produzione manifatturiera in calo per il terzo mese consecutivo
Le imprese manifatturiere italiane hanno registrato un’ulteriore diminuzione della produzione a ottobre, segnando il terzo mese consecutivo di contrazione.
Il ritmo del calo ha accelerato, raggiungendo il livello più marcato da gennaio 2026, sebbene la flessione complessiva sia rimasta moderata.
Anche i nuovi ordini sono diminuiti per il quarto mese consecutivo, con una contrazione più accentuata rispetto a settembre.
Alcune aziende hanno segnalato il rinvio degli ordini da parte dei clienti a causa dell’incertezza geopolitica.
La debolezza è risultata particolarmente evidente nella domanda interna, mentre le vendite sui mercati internazionali hanno registrato soltanto una lieve diminuzione.
Occupazione e attività di acquisto in diminuzione
Il deterioramento delle condizioni operative ha spinto le aziende manifatturiere a ridurre gli organici per la prima volta da luglio.
Sebbene il calo dell’occupazione sia stato relativamente contenuto, ha rappresentato la riduzione più marcata registrata dall’inizio del 2026.
Le imprese hanno inoltre diminuito l’attività di acquisto per il quinto mese consecutivo, in risposta alla minore produzione e alla debolezza dei nuovi ordini.
Questi sviluppi indicano un atteggiamento prudente delle aziende nell’impiego delle risorse, in un contesto caratterizzato dall’incertezza sull’evoluzione della domanda.
Aumentano le difficoltà nelle catene di approvvigionamento
Nel mese di ottobre, i produttori hanno segnalato un ulteriore allungamento dei tempi di consegna dei fornitori, con ritardi in aumento al ritmo più rapido degli ultimi tre mesi.
Le aziende hanno indicato problemi nei trasporti, difficoltà logistiche e carenze di materiali produttivi, soprattutto per le forniture provenienti dall’Asia.
Il conflitto in Medio Oriente è stato individuato come uno dei principali fattori di interruzione, con ripercussioni sui trasporti e sulla disponibilità di determinate merci.
Queste difficoltà hanno aggiunto ulteriori pressioni a un settore già penalizzato dalla debolezza della domanda e dalla riduzione dei volumi produttivi.
Costi di produzione ai massimi da quattro mesi
Le pressioni sui costi sono aumentate ulteriormente a ottobre, con l’inflazione dei prezzi degli input in accelerazione per il secondo mese consecutivo e al livello più elevato degli ultimi quattro mesi.
Le imprese manifatturiere hanno segnalato rincari delle materie prime, dell’energia, dei componenti elettronici, dei servizi logistici e dei prodotti derivati dal petrolio.
Una parte di questi maggiori costi è stata trasferita ai clienti attraverso aumenti dei prezzi di vendita.
Di conseguenza, l’inflazione dei prezzi applicati alla clientela ha raggiunto il massimo degli ultimi tre mesi, nonostante la persistente debolezza dei nuovi ordini.
La combinazione tra costi crescenti e domanda contenuta ha rappresentato un’ulteriore difficoltà per le imprese impegnate a preservare la redditività.
Fiducia delle imprese ancora positiva, ma in diminuzione
Nonostante il peggioramento dell’attività manifatturiera, le aziende italiane hanno mantenuto aspettative positive sull’andamento della produzione nei prossimi dodici mesi.
Il livello di fiducia è tuttavia diminuito rispetto a settembre, segnalando una maggiore cautela sulle prospettive di ripresa.
I risultati del PMI di ottobre evidenziano nuove pressioni sul settore manifatturiero italiano, con la debolezza della domanda interna, il calo della produzione e le difficoltà di approvvigionamento che hanno contribuito al deterioramento delle condizioni operative.
L’evoluzione degli ordini, dei costi produttivi e del contesto geopolitico resterà determinante per valutare la possibilità di una stabilizzazione dell’attività manifatturiera nei prossimi mesi.

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