L’oro si avvia verso un calo settimanale mentre i mercati valutano le prospettive sui tassi della Fed e la forza del dollaro

Gold coin

I prezzi dell’oro sono saliti venerdì, ma restavano avviati verso un calo settimanale mentre gli investitori valutavano l’andamento del dollaro statunitense, i rendimenti dei Treasury e le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

Alle 04:59 ET, l’oro spot era in rialzo dello 0,5% a 4.293,56 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro guadagnavano lo 0,7% a 4.329,97 dollari l’oncia.

L’indice del dollaro statunitense, che misura la valuta rispetto a un paniere di altre divise, scendeva dello 0,2% a 101,11. Nell’arco della settimana precedente, tuttavia, l’indice era salito dello 0,9%.

Un dollaro statunitense più forte può influire sulla domanda di oro denominato in dollari, aumentandone il costo per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

Petrolio e prospettive sull’inflazione restano sotto osservazione

I prezzi del petrolio sono scesi venerdì dopo i rialzi della seduta precedente, mentre i mercati valutavano le notizie relative ai negoziati tra Stati Uniti e Iran.

Secondo quanto riportato, i negoziatori stavano valutando un accordo graduale in base al quale l’Iran avrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca di un blocco navale statunitense.

Non è stato riportato il raggiungimento di alcun accordo definitivo.

Gli sviluppi che interessano i flussi energetici hanno contribuito a mantenere elevati i prezzi del petrolio, mentre gli investitori valutano le potenziali implicazioni dell’aumento dei costi del carburante sull’inflazione.

La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse la settimana precedente, il primo rialzo in tre anni. I mercati stanno ora valutando se le pressioni inflazionistiche legate all’energia possano influenzare le future decisioni di politica monetaria della banca centrale.

I rendimenti dei Treasury aumentano

I rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati giovedì, con quello a 30 anni vicino al livello più alto degli ultimi due decenni.

Tassi di interesse e rendimenti dei titoli di Stato più elevati possono ridurre l’attrattiva relativa dell’oro, poiché il metallo non genera interessi.

Le aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve restano quindi tra i fattori seguiti dai mercati dei metalli preziosi.

ANZ segnala una domanda di investimento resiliente

Gli analisti di ANZ hanno affermato che la domanda di investimento per l’oro è “rimasta resiliente” nonostante i cambiamenti nel contesto macroeconomico generale.

Secondo gli analisti, finora non si è verificata “alcuna liquidazione significativa” delle posizioni in oro.

L’andamento dell’oro nel breve termine continua a essere monitorato insieme ai movimenti dei prezzi del petrolio, dei rendimenti dei Treasury e del dollaro statunitense, oltre alle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

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