I prezzi del gas europeo scendono di oltre l’8% nella settimana mentre cambiano le rotte del GNL

Gas storage towers

I futures sul gas naturale all’ingrosso in Europa e nel Regno Unito sono scesi venerdì, portando entrambi i mercati verso il maggiore calo settimanale da metà giugno.

Il contratto TTF olandese front-month di riferimento e l’equivalente contratto britannico NBP sul gas all’ingrosso sono diminuiti entrambi del 3,2% durante la seduta di venerdì.

Entrambi i benchmark si avviavano verso perdite settimanali superiori all’8%, dopo i rialzi registrati all’inizio di settembre in un contesto di incertezza sulle forniture energetiche e sulle rotte marittime in Medio Oriente.

Gli ultimi movimenti sono arrivati mentre le navi metaniere e gli operatori del trasporto marittimo commerciale modificavano le rotte di transito intorno alla Penisola Arabica in risposta alle interruzioni che interessano il traffico marittimo regionale.

Le rotte del GNL si adattano alle interruzioni in Medio Oriente

Le modifiche alle rotte marittime hanno fornito indicazioni sulla possibilità che i carichi di GNL continuino a raggiungere i mercati di destinazione nonostante le interruzioni che interessano alcune rotte di transito consolidate.

I mercati del gas hanno registrato una significativa volatilità nelle ultime settimane in concomitanza con gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran e con i timori relativi al possibile impatto sulle infrastrutture energetiche e sul trasporto marittimo nel Golfo Persico.

Il calo di venerdì ha inoltre seguito i rialzi registrati all’inizio del mese, con alcuni operatori di mercato che hanno realizzato profitti prima del fine settimana.

Non è stato raggiunto alcun accordo formale tra Stati Uniti e Iran, lasciando le prospettive per le forniture energetiche regionali dipendenti da ulteriori sviluppi diplomatici e di sicurezza.

Stoccaggi di gas dell’UE a circa il 70% della capacità

Le scorte europee di gas restano inferiori ai livelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno mentre la regione si avvicina alla stagione invernale di riscaldamento.

I dati di Gas Infrastructure Europe indicavano che, nell’ultima rilevazione citata, gli stoccaggi sotterranei di gas nell’Unione Europea erano a circa il 70% della capacità operativa complessiva.

Le scorte risultavano inferiori di circa 12 punti percentuali rispetto ai livelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Questa differenza lascia i mercati europei del gas esposti alle variazioni della domanda invernale e a potenziali interruzioni delle forniture, nonostante il recente calo dei prezzi all’ingrosso.

I prezzi dell’energia restano inoltre rilevanti per le prospettive dell’inflazione, poiché le variazioni dei costi all’ingrosso possono riflettersi sui prezzi dell’energia pagati dai consumatori.

La Banca Centrale Europea ha indicato la volatilità dei prezzi energetici come uno dei fattori che possono influenzare l’inflazione, mantenendo gli sviluppi del mercato europeo del gas tra le variabili monitorate dai responsabili della politica monetaria.

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