UniCredit e governo tedesco proseguono i colloqui su Commerzbank, BofA alza il target a 113 euro

Unicredit tower in Milan

L’amministratore delegato di UniCredit (BIT:UCG), Andrea Orcel, ha avuto colloqui con il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil in merito a Commerzbank (TG:CBK), mentre separatamente Bank of America ha alzato il prezzo obiettivo sulla banca italiana a 113 euro da 100 euro.

Klingbeil ha definito «costruttivi» i colloqui con Orcel a Berlino, secondo Handelsblatt.

Il ministro delle Finanze tedesco ha ribadito che Commerzbank dovrebbe rimanere quotata a Francoforte e continuare a svolgere un ruolo nel finanziamento delle piccole e medie imprese tedesche, sia sul mercato nazionale sia a livello internazionale.

Tra le priorità del governo tedesco figurano inoltre il mantenimento della sede centrale di Commerzbank a Francoforte e la tutela degli interessi degli oltre 40.000 dipendenti della banca.

«Sono grato al ministro Klingbeil per l’opportunità di illustrare le nostre priorità e di ascoltare per la prima volta le sue. Abbiamo avuto un primo confronto proficuo e costruttivo, al quale ne seguiranno presto altri. Spetta ora a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro, in modo da poter trovare una strada da seguire nel migliore interesse di tutti gli stakeholder e gli azionisti», ha dichiarato Orcel.

Bank of America alza il prezzo obiettivo di UniCredit

Separatamente, Bank of America ha alzato il prezzo obiettivo sulle azioni UniCredit a 113 euro da 100 euro, confermando la raccomandazione buy e indicando nuovamente la banca tra le sue top pick.

BofA ha affermato che la valutazione di UniCredit rimane «confortevole» sulla base del rendimento sul patrimonio netto tangibile e del potenziale per ulteriori efficienze sui costi e sulle attività ponderate per il rischio.

Il broker prevede un ROTE di circa il 26% nel 2028.

BofA vede inoltre «un valore significativo nelle prospettive di allocazione del capitale agli azionisti, attraverso distribuzioni, crescita dei volumi e/o operazioni di M&A». Secondo il broker, il consolidamento dei mercati bancari frammentati potrebbe generare «un valore considerevole» e «questo potenziale è attualmente sottovalutato».

BofA prevede un aumento del margine di interesse

BofA ha inoltre esaminato diverse ipotesi che, secondo il broker, gli investitori formulano su UniCredit, tra cui la possibilità che la crescita dei prestiti possa avvenire a scapito dei margini.

Secondo BofA, UniCredit dispone di un portafoglio di replica di circa 218 miliardi di euro, con un rendimento del portafoglio esistente di circa l’1,59%. Ogni anno giungono a scadenza circa 22 miliardi di euro che, secondo il broker, possono essere reinvestiti con rendimenti compresi tra il 3,2% e il 3,3%.

BofA stima che ciò potrebbe generare circa 700 milioni di euro di interessi maturati aggiuntivi nella seconda metà del 2026 e nel 2027.

Il broker prevede un margine di interesse di 25,4 miliardi di euro nel 2027 e successivamente di 27,1 miliardi di euro, con quest’ultima stima circa il 5% superiore al consenso e comprensiva di Commerzbank.

BofA valuta una possibile struttura per Commerzbank

Per quanto riguarda Commerzbank, BofA ha affermato di non prevedere che UniCredit debba necessariamente presentare una nuova offerta nello scenario esaminato nella propria analisi.

«Una possibile strada potrebbe essere un’offerta inversa, nella quale Commerzbank acquisisce HVB al fair value. Ciò porterebbe UniCredit a detenere una quota ipotetica di circa il 70% dell’entità combinata senza alcun esborso di cassa. Questa possibilità non è adeguatamente riflessa nelle quotazioni attuali. UniCredit incontrerà il ministro delle Finanze tedesco e questo evento potrebbe rappresentare un catalizzatore importante», ha affermato BofA.

Si tratta di uno scenario preso in considerazione dal broker e non di una struttura di transazione annunciata.

BofA ha inoltre affermato che UniCredit sta attualmente registrando un maggiore assorbimento di capitale legato alla partecipazione di circa il 48% in Commerzbank. Il broker stima una generazione organica di capitale di circa 300 punti base all’anno.

Secondo i calcoli di BofA, ogni aumento di circa il 10% della partecipazione di UniCredit in Commerzbank potrebbe ridurre l’assorbimento di CET1 di circa 20-30 punti base.

BofA prevede una crescita dell’EPS del 17%

BofA ha inoltre affermato di non ritenere che UniCredit sia esclusa da un possibile consolidamento del settore bancario italiano, indicando il Danish Compromise come un elemento che offre ulteriori opzioni strategiche.

Il broker prevede una crescita dell’utile per azione di circa il 17%, con un EPS di 10,46 euro entro il 2028.

Sulla base di queste stime, BofA calcola che UniCredit sarebbe valutata a circa otto volte gli utili, con uno sconto di circa il 20% rispetto alle altre banche europee.

Le stime del broker includono il consolidamento del conto economico e dello stato patrimoniale di Commerzbank, rettificato per le partecipazioni di minoranza.

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