Il gas europeo sale di quasi il 5% tra livelli di stoccaggio e rischi sulle forniture

Natural gas pipeline

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono saliti di quasi il 5% lunedì, mentre i mercati valutavano le interruzioni del traffico marittimo in Medio Oriente e i livelli degli stoccaggi europei.

Il contratto britannico NBP sul gas all’ingrosso è aumentato di quasi il 5% a 201,50 pence per therm, superando quota 200 pence e raggiungendo il livello più elevato dalla fine del 2022.

Nell’Europa continentale, il contratto benchmark TTF olandese front-month è salito di circa il 5% a €83,40 per megawattora, raggiungendo anch’esso un massimo pluriennale.

Il CEO di JERA richiama l’attenzione sugli stoccaggi europei

Yukio Kani, Global CEO e Chair di JERA, ha affermato che le riserve europee di gas rimangono basse e che le interruzioni del traffico marittimo intorno allo Stretto di Hormuz potrebbero continuare.

JERA è il maggiore produttore di energia elettrica del Giappone e uno dei principali acquirenti di gas naturale liquefatto.

Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe citati nella fonte, gli impianti europei di stoccaggio sotterraneo del gas erano pieni per circa il 68%, approssimativamente 17 punti percentuali al di sotto delle medie stagionali storiche.

La situazione degli stoccaggi precede il periodo invernale, durante il quale i livelli delle riserve rappresentano un fattore rilevante per l’approvvigionamento europeo di gas.

Le tensioni in Medio Oriente incidono sul trasporto di GNL

Gli sviluppi militari nel Golfo Persico hanno ridotto il traffico delle metaniere attraverso lo Stretto di Hormuz, alimentando l’attenzione sulle esportazioni del Qatar e sulla disponibilità globale di GNL.

Gli sviluppi riguardanti i militanti Houthi nelle vicinanze delle rotte marittime del Mar Rosso e gli attacchi alle infrastrutture regionali degli oleodotti hanno inoltre aumentato l’incertezza sulle rotte di trasporto alternative.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta un’importante via di transito per le esportazioni di GNL del Qatar, rendendo le condizioni del traffico marittimo nella regione rilevanti per i mercati europei e globali del gas.

L’aumento dei prezzi dell’energia segue il rialzo dei tassi della BCE

L’incremento dei prezzi del gas naturale ha coinciso con un ulteriore rialzo del petrolio, con il Brent in crescita di circa il 3% a quasi 112 dollari al barile.

I prezzi più elevati dell’energia vengono monitorati per il loro potenziale impatto sull’inflazione europea dopo che giovedì scorso la Banca Centrale Europea ha aumentato di 25 punti base il tasso sui depositi, portandolo al 2,50%.

I mercati monetari stanno inoltre valutando le implicazioni dell’aumento dei costi energetici per le prospettive della politica monetaria in Europa e negli Stati Uniti.

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