Futures di Wall Street in calo tra petrolio in rialzo e timori sui tassi Fed: Dow Jones, S&P, Nasdaq

Trading floor of the New York stock exchange

I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in calo martedì, alla ripresa degli scambi dopo il lungo fine settimana del Labor Day, mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente spinge al rialzo il petrolio e gli investitori rivalutano le prospettive sui tassi di interesse della Federal Reserve.

I futures sul greggio statunitense sono saliti di quasi il 2% dopo che gli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane durante il fine settimana, in seguito al lancio di missili balistici iraniani verso due navi da guerra della Marina statunitense operative nella regione.

L’Iran ha minacciato ritorsioni in caso di ulteriori attacchi statunitensi contro i suoi asset, mentre le forze della coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno promesso una risposta decisa dopo una serie di attacchi condotti dalle forze Houthi.

Teheran ha inoltre affermato che sarebbe vicino un accordo con l’Oman sulle modalità di gestione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, anche se i timori per possibili interruzioni lungo questa rotta strategica continuano a sostenere i prezzi dell’energia.

I dati sull’inflazione USA al centro dell’attenzione

Gli scambi potrebbero rimanere relativamente prudenti in attesa dei principali dati statunitensi sull’inflazione previsti nel corso della settimana.

I dati sui prezzi al consumo e alla produzione dovrebbero fornire indicazioni importanti sulla direzione della politica monetaria prima della prossima riunione della Federal Reserve, prevista più avanti questo mese.

Le aspettative sui tassi sono cambiate significativamente dopo il rapporto sull’occupazione statunitense di venerdì, risultato più forte del previsto.

I posti di lavoro non agricoli sono aumentati di 162.000 unità ad agosto, superando nettamente le attese per un incremento di 55.000. Il dato di luglio è stato inoltre rivisto al rialzo, mostrando una crescita di 21.000 posti rispetto alla precedente stima di una perdita di 23.000.

I rendimenti dei Treasury sono aumentati dopo la pubblicazione del rapporto, mentre gli investitori hanno rafforzato le scommesse sul fatto che la solidità del mercato del lavoro possa offrire alla Fed maggiore margine per aumentare i tassi nel tentativo di contrastare un’inflazione persistente.

Secondo il FedWatch Tool di CME Group, i mercati attribuivano una probabilità del 58,4% a un aumento dei tassi di un quarto di punto, dopo che giovedì era scesa sotto il 50%.

Charlie Ripley, Senior Investment Strategist di Allianz Investment Management, ha dichiarato: “Sebbene il rapporto sul mercato del lavoro di oggi abbia modificato nettamente le aspettative per un rialzo dei tassi a settembre, l’esito non è affatto certo e ulteriori segnali che confermino che l’inflazione ha raggiunto il picco renderanno ancora più difficile per la Fed decidere di aumentare i tassi nella riunione di settembre.”

Dow e S&P 500 chiudono venerdì in calo

Le azioni statunitensi hanno chiuso prevalentemente in ribasso venerdì, restituendo parte dei guadagni registrati nelle due sedute precedenti.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 271,86 punti, pari allo 0,5%, a 53.414,25. Il Nasdaq Composite è sceso di 77,07 punti, o dello 0,3%, a 26.506,99, mentre l’S&P 500 ha ceduto 29,11 punti, pari allo 0,4%, a 7.718,60.

Su base settimanale, l’andamento è stato misto. Il Dow ha perso lo 0,3%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,1% e il Nasdaq è salito dello 0,4%.

Software e oro in calo, semiconduttori in forte rialzo

L’andamento settoriale è stato contrastato durante la seduta di venerdì.

I titoli software hanno registrato una netta correzione dopo il rally di giovedì, facendo scendere del 2,2% il Dow Jones U.S. Software Index.

Anche i titoli auriferi sono stati penalizzati dal calo del prezzo dell’oro, con il NYSE Arca Gold Bugs Index in ribasso dell’1,8%. Perdite significative sono state registrate anche nei comparti farmaceutico e biotecnologico.

I semiconduttori si sono invece mossi decisamente al rialzo, spingendo il Philadelphia Semiconductor Index a un guadagno del 3,4%. Anche i titoli dell’hardware informatico e delle compagnie aeree hanno registrato una buona performance, contribuendo a limitare le perdite del mercato più ampio.

Con il petrolio in rialzo e i dati sull’inflazione in arrivo, gli investitori resteranno concentrati sulla possibilità che le nuove pressioni energetiche e la solidità dell’occupazione rafforzino le motivazioni per un ulteriore aumento dei tassi della Federal Reserve.

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