Eni firma un contratto di 25 anni per il giacimento petrolifero Junín-5 in Venezuela

Oil pump

Eni (BIT:ENI) ha firmato un contratto con la compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA per lo sviluppo del giacimento di petrolio extra-pesante Junín-5, situato nella Fascia dell’Orinoco in Venezuela.

In base all’accordo, Eni diventerà operatore esclusivo con responsabilità per la gestione tecnica, finanziaria e commerciale del giacimento, al quale vengono attribuiti 35 miliardi di barili di petrolio in posto.

L’accordo assume la forma di un Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos (CPPH) della durata di 25 anni, con possibilità di proroga. Il quadro contrattuale CPPH è stato introdotto nell’ambito della riforma della Legge Organica sugli Idrocarburi approvata dall’Assemblea venezuelana.

L’accordo modifica la struttura operativa di Junín-5

Eni ha dichiarato che la firma «rappresenta il completamento del processo iniziato con la firma dell’Head of Terms il 28 aprile 2026, con l’obiettivo di rilanciare la produzione petrolifera attraverso la transizione dall’attuale modello operativo della ’empresa mixta’ Petrojunin (Eni 40%, PDVSA 60%) al nuovo regime contrattuale del CPPH, introdotto dalla Legge Organica sugli Idrocarburi, approvata dall’Assemblea venezuelana nel gennaio 2026».

Il contratto formalizza l’accordo sui termini principali firmato ad aprile e modifica il quadro operativo di Junín-5. Eni è presente in Venezuela dal 1998.

Junín-5 produce attualmente circa 12.000 barili di petrolio al giorno. Nell’ambito del nuovo assetto, l’obiettivo è portare la produzione a 400.000 barili al giorno entro la fine del decennio, sostenuta da investimenti della joint venture pari a circa 1,5 miliardi di dollari all’anno.

Separatamente, fonti di mercato citate nel materiale originale hanno indicato che la produzione petrolifera complessiva di Eni potrebbe raggiungere 1 milione di barili al giorno nel lungo termine.

Descalzi commenta l’accordo su Junín-5

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato: «Questo accordo rappresenta un nuovo pilastro per il rilancio del settore petrolifero e del gas del Paese, che avviene proprio in una fase storica in cui la sicurezza energetica, basata sull’abbondanza delle risorse e sulla diversificazione delle rotte di approvvigionamento, è vitale per l’equilibrio globale»,

Descalzi ha proseguito: «Il Venezuela può così intraprendere un percorso di sviluppo energetico e crescita economica che porterà grandi benefici alla popolazione locale e alla disponibilità energetica globale. L’operatorship di un’area importante come Junin-5 è un riconoscimento della nostra capacità di completare rapidamente ed efficientemente progetti complessi e valorizza la nostra storica presenza nel Paese, che non abbiamo mai abbandonato, continuando a fornire energia alla popolazione locale anche nei momenti più difficili».

Contratto firmato durante la visita in Venezuela del Segretario all’Energia degli Stati Uniti

Eni ha dichiarato che il contratto è stato firmato «alla presenza della presidente eletta della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, durante la visita in Venezuela del Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright, e alla presenza della Ministra degli Idrocarburi del Governo venezuelano, Paula Henao, dell’amministratore delegato della società statale PDVSA, Hector Obregon, e dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi».

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