Oro in lieve calo ma vicino ai massimi di tre mesi con petrolio e rendimenti in discesa

Large gold nugget

I prezzi dell’oro sono leggermente diminuiti mercoledì, rimanendo tuttavia vicini ai massimi degli ultimi tre mesi, mentre il calo del petrolio e dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha contribuito ad attenuare i timori sull’inflazione. Gli investitori hanno inoltre continuato a monitorare gli sforzi diplomatici di Iran e Oman riguardanti lo Stretto di Hormuz.

Alle 01:10 ET, le 05:40 GMT, XAU/USD perdeva lo 0,4% a 4.642,38 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro guadagnavano lo 0,1% a 4.699,04 dollari.

Tra gli altri metalli preziosi, XAG/USD è salito dello 0,7% a 69,05 dollari l’oncia e XPT/USD ha guadagnato lo 0,3% a 1.866,89 dollari. L’indice del dollaro statunitense è aumentato dello 0,1% a 99,01.

Il calo del petrolio e dei Treasury sostiene l’oro

L’oro ha guadagnato oltre il 7% nell’ultima settimana, mantenendosi vicino al massimo degli ultimi tre mesi raggiunto nella seduta precedente.

Il rally è stato sostenuto dalla discesa dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dalla debolezza del petrolio, fattori che hanno ridotto parte delle preoccupazioni inflazionistiche che potrebbero altrimenti scoraggiare la Federal Reserve dal tagliare i tassi.

Martedì, i rendimenti dei Treasury sono scesi di circa cinque-sette punti base lungo la curva, mentre il greggio ha perso terreno sulla crescente speranza di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente.

Iran e Oman hanno discusso la creazione di un “corridoio marittimo congiunto temporaneo” che potrebbe consentire la ripresa di parte del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il calo dei prezzi energetici può favorire l’oro perché il petrolio rappresenta una componente importante delle pressioni inflazionistiche. Un aumento prolungato del greggio potrebbe infatti spingere la Fed a mantenere i tassi elevati più a lungo.

Poiché l’oro non genera interessi, rendimenti elevati possono renderlo meno interessante rispetto agli asset che producono reddito. Al contrario, rendimenti più bassi possono aumentare l’attrattiva relativa del metallo prezioso.

Il debasement trade resta sotto osservazione

La recente forza dell’oro ha inoltre mantenuto alta l’attenzione degli investitori sul cosiddetto debasement trade legato ai Treasury.

Gli analisti di ANZ hanno affermato che il segretario al Tesoro Scott Bessent non ha fornito ulteriori indicazioni sulle modifiche alla gestione del debito annunciate la scorsa settimana.

Alcune indiscrezioni hanno tuttavia suggerito che il Tesoro potrebbe utilizzare parte delle proprie disponibilità liquide per finanziare il riacquisto di titoli più vecchi caratterizzati da rendimenti più elevati.

Le preoccupazioni riguardanti l’indebitamento pubblico, la politica fiscale e il potere d’acquisto di lungo periodo delle valute hanno contribuito a rafforzare la domanda di oro come riserva di valore alternativa.

Inflazione PCE e discorso di Warsh sono i prossimi test

Gli investitori guardano ora a due possibili catalizzatori importanti per l’oro: il rapporto statunitense sull’inflazione Personal Consumption Expenditures di mercoledì e il primo importante intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole, previsto per venerdì.

I dati PCE offriranno nuove indicazioni sulle pressioni inflazionistiche e sulle condizioni dell’economia statunitense, con possibili conseguenze sulle aspettative relative alla politica monetaria.

La presidente della Fed di Boston Susan Collins ha dichiarato di essere favorevole a mantenere invariati i tassi per il momento, a condizione che l’inflazione continui ad avvicinarsi all’obiettivo del 2% della banca centrale.

L’intervento di Warsh a Jackson Hole potrebbe invece fornire maggiore chiarezza sul modo in cui la Fed valuta l’equilibrio tra i persistenti rischi inflazionistici e le prospettive economiche generali.

Gli investitori cercheranno in particolare indicazioni sulle condizioni che potrebbero spingere i responsabili della politica monetaria a modificare i tassi in risposta all’andamento dell’inflazione.

Warsh ha ricevuto critiche per la mancanza di chiarezza sulle sue posizioni economiche, rendendo il discorso di venerdì un potenziale evento chiave per le aspettative sui tassi e per il mercato dei metalli preziosi.

La recente avanzata dell’oro ha inoltre riportato in primo piano il cosiddetto debasement trade che aveva contribuito al rally del metallo nel 2025, mentre gli investitori considerano sempre più l’oro un’alternativa ai titoli sovrani e alle valute nei periodi di maggiore preoccupazione per deficit, politica fiscale e potere d’acquisto della moneta.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *