Le nuove speculazioni sul settore bancario italiano riportano UniCredit (BIT:UCG) al centro dell’attenzione, con indiscrezioni secondo cui il gruppo starebbe valutando ulteriori opzioni strategiche dopo l’operazione su Commerzbank.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, FinecoBank (BIT:FBK) sarebbe uno dei possibili obiettivi, insieme a Banca Generali e Banco BPM.
FinecoBank considerata un’opzione strategica
Il quotidiano definisce un’eventuale acquisizione di FinecoBank come “la più intrigante” e ritiene che rappresenterebbe “un perfetto mosaico industriale” per UniCredit.
Secondo il report, la banca disporrebbe della solidità patrimoniale necessaria per sostenere un’operazione di questo tipo. Con un requisito CET1 fissato dalla Banca Centrale Europea al 10,2%, il coefficiente CET1 pro forma di UniCredit dopo l’operazione Commerzbank sarebbe pari al 12,5%, lasciando margini per ulteriori acquisizioni.
I tempi potrebbero non essere maturi
Nonostante le indiscrezioni, fonti citate dal Corriere della Sera sottolineano che “qualsiasi possibile iniziativa sembra prematura”, soprattutto considerando l’impegno richiesto dall’operazione Commerzbank.
L’amministratore delegato Andrea Orcel ha già dimostrato in passato di poter gestire più operazioni contemporaneamente, ma il quotidiano osserva anche che le possibili alternative si stanno progressivamente riducendo, mentre un’operazione su Monte dei Paschi di Siena non sembra più essere una prospettiva immediata.
La reazione del mercato
Gli investitori hanno accolto positivamente le indiscrezioni su FinecoBank, con il titolo in rialzo di circa il 2% nella prima ora di contrattazioni a 23,31 euro, mentre il FTSE MIB guadagnava lo 0,05%.
Le azioni UniCredit, invece, hanno registrato un calo dello 0,60%, scendendo a 85,50 euro.
Un possibile ritorno al passato
Un’acquisizione di FinecoBank rappresenterebbe il ritorno di UniCredit in una società di cui era già stata azionista.
Nel 2019, sotto la guida dell’allora amministratore delegato Jean Pierre Mustier, UniCredit cedette il 35,1% detenuto in FinecoBank per 2,1 miliardi di euro.
Ai valori di mercato attuali, con una capitalizzazione di poco inferiore ai 14 miliardi di euro, quella partecipazione varrebbe oggi oltre 4,8 miliardi di euro.
FinecoBank è una public company priva di un azionista di controllo ed è guidata dall’amministratore delegato Alessandro Foti dal 2000.
I possibili vantaggi strategici
Secondo le indiscrezioni, il ritorno di FinecoBank consentirebbe a UniCredit di rafforzare la propria presenza nel risparmio gestito, riducendo la dipendenza da Amundi, parte del gruppo Crédit Agricole, a cui versa importanti commissioni di distribuzione.
L’operazione potrebbe inoltre favorire lo sviluppo della piattaforma Onemarkets.
Dal punto di vista industriale, il Corriere della Sera conclude che si tratterebbe di “un perfetto mosaico”, anche se diversi osservatori evidenziano le possibili difficoltà nell’integrare il sistema informatico proprietario di FinecoBank con le infrastrutture tecnologiche di UniCredit.

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