Le azioni di Trevi Finanziaria Industriale (BIT:TFIN) sono salite del 7,4% a 3,80 euro dopo che la società è diventata oggetto di un’inaspettata offerta di acquisizione da parte di ICOP (BIT:ICOP), azienda specializzata nell’ingegneria delle fondazioni. Il gruppo con sede a Basiliano ha annunciato un’offerta pubblica volontaria di scambio sull’intero capitale sociale di Trevi, offrendo 133 nuove azioni ICOP ogni 1.000 azioni Trevi conferite. Sulla base dei termini dell’operazione, l’offerta attribuisce a Trevi un valore implicito di 4,163 euro per azione, pari a un premio di circa il 20% rispetto al prezzo di chiusura precedente all’annuncio.
L’operazione punta a creare un importante gruppo italiano nel settore delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo. Su base pro forma, la società combinata avrebbe ricavi superiori a 1 miliardo di euro e un portafoglio ordini oltre i 2 miliardi di euro. Le due aziende presentano inoltre una presenza geografica complementare: ICOP è particolarmente forte nell’Europa occidentale e nel Nord America, mentre Trevi vanta una posizione consolidata nell’area Asia-Pacifico. ICOP ha inoltre dichiarato l’intenzione di procedere al delisting di Trevi da Euronext Milan al completamento dell’operazione, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari, all’approvazione della Consob e al raggiungimento di almeno il 90% dei diritti di voto.
Il rialzo del titolo è avvenuto in una seduta negativa per il mercato azionario italiano, con il FTSE MIB in calo. La performance di Trevi è quindi riconducibile esclusivamente al potenziale accordo di acquisizione e non all’andamento generale dei mercati. Anche i principali indici statunitensi, tra cui S&P 500 e Nasdaq, hanno registrato lievi ribassi, confermando che il movimento del titolo è stato determinato da fattori specifici della società.
L’offerta di acquisizione è stata il principale catalizzatore del forte rialzo delle azioni Trevi, spingendo il titolo verso il valore implicito dell’offerta. Nonostante il recupero, le azioni restano comunque ben al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane di 16,32 euro, pur essendosi allontanate in modo significativo dal minimo di 2,8961 euro.

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