Eni sale nonostante lo stacco del dividendo grazie al rally del petrolio

Eni (BIT:ENI) ha registrato una seduta positiva a Piazza Affari nonostante lo stacco del dividendo da 0,27 euro per azione, con il titolo salito a 23,635 euro e in rialzo dell’1,63% nella prima mezz’ora di contrattazioni.

L’effetto del dividendo pesa per circa l’1,14% sul prezzo corrente del titolo, rappresentando il calo teorico legato alla data di stacco. Considerando tale componente, la performance effettiva della seduta si avvicina a un rialzo di circa il 2,8%.

Su base annua, la politica di remunerazione degli azionisti di Eni porta il dividendo complessivo a circa 1 euro per azione, che ai prezzi attuali equivale a un rendimento intorno al 4,2%, confermando l’attrattiva del titolo per gli investitori orientati ai rendimenti da dividendo.

Le azioni Eni sono state inoltre sostenute dal forte rialzo del petrolio, che ha favorito anche Saipem (BIT:SPM), in crescita del 2,74%, dopo le nuove minacce rivolte all’Iran da Donald Trump.

Il Brent è tornato sopra i 110 dollari al barile, mentre il WTI ha raggiunto picchi vicini ai 104 dollari al barile.

“Accept the deal or there will be nothing left,” ha scritto il presidente sui social media nelle ultime ore. Le dichiarazioni sono state seguite da una telefonata tra Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante la quale Israele avrebbe manifestato la propria disponibilità a sostenere una ripresa delle ostilità statunitensi contro l’Iran.

Trump ha inoltre convocato i principali consiglieri per la sicurezza presso il suo golf club in Virginia per discutere del conflitto. Secondo Axios, la Situation Room dovrebbe riunirsi martedì 19 maggio, mentre alcune indiscrezioni di stampa sostengono che il presidente statunitense abbia ottenuto da Pechino l’impegno a non fornire armi a Teheran.

Nel frattempo, un attacco con drone ha provocato un incendio in una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, mentre l’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato tre droni.

“The closure is rapidly draining global oil supplies,” hanno spiegato gli analisti di Capital Economics, aggiungendo che “stocks could reach critical levels by the end of June, paving the way for Brent prices of between $130 and $140 a barrel, if not higher.” Gli analisti hanno avvertito che, se lo Stretto dovesse rimanere chiuso fino alla fine dell’anno e il petrolio restasse intorno ai 150 dollari al barile fino al 2027, “inflation would rise to close to 10% in the UK and the eurozone, returning rates to their recent peaks and leading to a global recession.”

Separatamente, venerdì Eni ha annunciato il completamento del proprio investimento in Nouveau Monde Graphite, società canadese quotata a Toronto e New York attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie.

Il gruppo italiano ha sottoscritto un investimento da 70 milioni di dollari nell’ambito di un aumento di capitale complessivo da 309,5 milioni di dollari che ha coinvolto investitori privati, tra cui Eni, Canada Growth Fund e Investissement Québec, oltre al mercato. Dopo l’approvazione degli azionisti e il completamento dell’operazione, Eni detiene ora circa l’11,6% del capitale di Nouveau Monde Graphite e ha ottenuto il diritto di nominare un membro del consiglio di amministrazione.

L’investimento, annunciato inizialmente ad aprile, rientra nella strategia di Eni volta a diversificare le catene di approvvigionamento ed entrare nel settore dei minerali critici attraverso partnership con operatori specializzati. L’accordo consentirà inoltre a Eni di negoziare forniture dedicate di grafite e materiali anodici attivi, supportando il progetto di una Gigafactory per batterie al litio a Brindisi dedicata allo stoccaggio energetico stazionario.

Eni ha inoltre annunciato lunedì l’intenzione di emettere nuove obbligazioni a tasso fisso con scadenza a cinque e nove anni destinate a investitori istituzionali nell’ambito del proprio programma Euro Medium Term Note.

L’emissione obbligazionaria segue la delibera del consiglio di amministrazione del 2 aprile 2026 ed è finalizzata a mantenere una struttura finanziaria equilibrata, con i proventi destinati alle esigenze generali del gruppo.

Le obbligazioni saranno quotate sui mercati regolamentati di Borsa Italiana e della Borsa del Lussemburgo.

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