I future USA arretrano mentre Trump respinge la risposta iraniana al piano di pace e il petrolio sale: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

I future sui mercati azionari statunitensi hanno registrato un lieve calo lunedì dopo che il presidente Donald Trump ha definito “inaccettabile” la risposta dell’Iran a una proposta di pace sostenuta dagli Stati Uniti, riducendo le speranze di una rapida conclusione del conflitto in Medio Oriente. Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno continuato a salire mentre i trader reagivano alle nuove incertezze legate alle forniture energetiche globali.

Gli investitori continuano inoltre a monitorare il forte slancio dei titoli legati all’intelligenza artificiale e si preparano a una settimana ricca di dati economici, inclusi gli attesi numeri sull’inflazione negli Stati Uniti.

I future scendono dopo i nuovi massimi storici

Alle 03:36 ET, i future sul Dow Jones Industrial Average erano in calo di 79 punti, pari allo 0,2%. I future sullo S&P 500 perdevano 8 punti, ovvero lo 0,1%, mentre quelli sul Nasdaq 100 arretravano di 25 punti, anch’essi dello 0,1%.

I movimenti seguono un’altra settimana positiva per Wall Street, con sia lo S&P 500 sia il Nasdaq Composite che hanno raggiunto nuovi massimi storici, estendendo il rally alla sesta settimana consecutiva.

Gran parte della recente forza dei mercati è stata sostenuta dall’ottimismo secondo cui l’amministrazione Trump starebbe cercando una via per porre fine al conflitto con l’Iran, in corso da oltre due mesi, che ha interrotto i flussi commerciali globali e aumentato i timori per la stabilità economica mondiale. Allo stesso tempo, l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale continua a rappresentare un importante supporto per i mercati azionari, alimentato dai massicci investimenti delle grandi aziende tecnologiche nelle infrastrutture dei data center.

“Per le azioni statunitensi, lo scenario rialzista è semplicemente troppo solido per essere contrastato in questo momento, poiché l’ottimismo geopolitico si combina con una crescita eccezionale degli utili e con il ritorno dell’euforia legata al tema dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Michael Brown, Senior Research Strategist di Pepperstone, in una nota.

“A meno che uno di questi fattori non cambi, il percorso di minore resistenza dovrebbe continuare a essere orientato al rialzo, con eventuali ribassi che resteranno relativamente contenuti e probabilmente utilizzati dalla maggior parte degli investitori come opportunità di acquisto.”

Trump respinge la controproposta iraniana

La televisione di Stato iraniana ha riferito che Teheran ha presentato una risposta alla proposta statunitense finalizzata a porre fine al conflitto, concentrandosi sulla cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti e chiedendo al contempo un risarcimento per i danni di guerra.

L’Iran ha inoltre ribadito il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico attraverso il quale transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio. La via marittima ha subito pesanti interruzioni durante il conflitto e rimane di fatto bloccata sia dalle forze iraniane sia da quelle statunitensi.

Poco dopo la diffusione delle notizie sulla risposta iraniana, Trump ha reagito sui social media scrivendo: “Non mi piace — TOTALMENTE INACCETTABILE.” Non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Washington sta cercando di ottenere una rapida conclusione del conflitto prima di avviare negoziati più ampi sulle questioni chiave, in particolare sul programma nucleare iraniano.

I prezzi del petrolio continuano a salire

I mercati petroliferi hanno proseguito il rialzo mentre le tensioni geopolitiche continuano a persistere, con i prezzi che restano ampiamente superiori ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto.

I future sul Brent, benchmark globale del petrolio, sono saliti del 3,4% a 104,69 dollari al barile.

“Ci si potrebbe aspettare che il mercato inizi a mostrare una crescente stanchezza di fronte al flusso continuo di notizie e ai continui botta e risposta. Tuttavia, i prezzi del petrolio rimangono altamente sensibili alle notizie riguardanti l’Iran, evidenziando l’importanza delle continue interruzioni delle forniture nel Golfo Persico”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

Trump in visita in Cina

Nonostante l’ultimo stop diplomatico, gli analisti ritengono che l’imminente viaggio di Trump in Cina possa potenzialmente favorire futuri colloqui di pace.

I media statali cinesi hanno riferito lunedì che Trump dovrebbe recarsi in Cina tra il 13 e il 15 maggio per un vertice con il presidente Xi Jinping. Si tratterebbe della prima importante visita a Pechino di un presidente statunitense in quasi un decennio e avrebbe l’obiettivo di allentare le tensioni tra le due maggiori economie mondiali.

Oltre alla questione iraniana, Trump e Xi dovrebbero discutere anche di dazi commerciali e Taiwan. Secondo le indiscrezioni, entrambe le parti potrebbero inoltre cercare di prorogare la tregua commerciale concordata lo scorso ottobre.

Questa settimana riflettori sui dati sull’inflazione

I mercati stanno inoltre concentrando l’attenzione sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti prevista questa settimana, che dovrebbe offrire nuove indicazioni sull’andamento dell’inflazione.

I dati CPI di aprile, attesi per martedì, potrebbero fornire i primi segnali sull’impatto del conflitto con l’Iran e dei maggiori prezzi energetici sulle pressioni inflazionistiche nell’economia americana. A marzo, l’inflazione aveva accelerato bruscamente, soprattutto a causa del forte aumento dei prezzi della benzina.

Gli economisti prevedono che l’inflazione annuale headline salga al 3,7% ad aprile dal precedente 3,3%. Su base mensile, tuttavia, i prezzi al consumo dovrebbero rallentare allo 0,6% dallo 0,9%.

L’indice CPI core, che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia, è invece previsto in lieve aumento dello 0,3%. Gli analisti continuano a monitorare attentamente eventuali segnali che mostrino come l’aumento dei prezzi del greggio stia iniziando a trasferirsi anche ai costi di una gamma più ampia di beni e servizi, oltre al carburante.

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