Le azioni hanno aperto in ribasso sulla Borsa Italiana, in linea con gli altri mercati europei, dopo lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che ha lasciato gli investitori in una posizione di incertezza.
I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 100 dollari al barile dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato un blocco dei porti iraniani, misura volta ad aumentare la pressione su Teheran e sui principali acquirenti del suo greggio, in particolare la Cina.
Anche i mercati asiatici hanno risentito della situazione, con la Borsa di Tokyo che ha chiuso in territorio negativo.
Intorno alle 9:30, l’indice FTSE MIB segnava un calo dello 0,5%.
Il settore bancario è stato tra i più colpiti, con l’indice di comparto in flessione dell’1,3%. UniCredit (BIT:UCG) ha perso l’1,9%, mentre Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) è scesa dell’1,3%. Anche gli altri titoli bancari hanno registrato ribassi intorno all’1%.
I titoli ciclici, particolarmente sensibili alle prospettive economiche, sono risultati in calo: Stellantis (BIT:STLAM) ha ceduto oltre il 2%, mentre Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha perso il 2,8%, dopo il forte rialzo di oltre il 5% registrato venerdì scorso a seguito dei risultati trimestrali, con conseguenti prese di profitto.
In controtendenza Leonardo (BIT:LDO), che è rimbalzata del 2,5% dopo il calo marcato della scorsa settimana.
Il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari ha sostenuto il comparto energetico, con Eni (BIT:ENI) in rialzo dello 0,8% e Saipem in progresso dello 0,9%.
Infine, Poste Italiane (BIT:PST) e Telecom Italia (BIT:TIT) hanno guadagnato circa l’1%. L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha dichiarato al Financial Times che l’offerta è adeguata e consentirà agli investitori partecipanti di beneficiare delle sinergie e della politica dei dividendi del gruppo.

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