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  • L’oro supera quota 4.200 dollari grazie al calo dei timori sull’inflazione

    L’oro supera quota 4.200 dollari grazie al calo dei timori sull’inflazione

    I prezzi dell’oro sono balzati di oltre il 2% mercoledì, con i future che hanno superato la soglia dei 4.200 dollari l’oncia. L’ottimismo per un possibile accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz ha infatti ridotto le preoccupazioni sull’inflazione, spingendo gli investitori a ridimensionare le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Alle 02:07 ET (06:07 GMT), l’oro spot (XAU/USD) guadagnava il 2,1% a 4.162,79 dollari l’oncia, mentre i Gold Futures salivano dell’1,7% a 4.222,92 dollari. L’argento (XAG/USD) avanzava del 3,2% a 61,45 dollari l’oncia, mentre il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,8% a 1.768,95 dollari.

    I progressi diplomatici sostengono i metalli preziosi

    L’oro ha esteso il proprio rialzo per la terza seduta consecutiva grazie ai segnali di avanzamento dei negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che hanno attenuato i timori di prolungate interruzioni delle forniture energetiche mondiali.

    Il Qatar ha confermato che i mediatori hanno predisposto una bozza di accordo per ripristinare il traffico marittimo nella strategica via d’acqua. Parallelamente, Axios ha riferito che Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un’intesa, con Washington intenzionata ad annunciarla già mercoledì.

    Anche il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che un accordo per la riapertura dello Stretto potrebbe arrivare già tra martedì e mercoledì, rafforzando le aspettative di una stabilizzazione dei mercati energetici.

    La prospettiva di prezzi del petrolio più contenuti ha spinto gli operatori a ridurre ulteriormente le aspettative di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve. Il mercato sconta ora un solo rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, rispetto ai due previsti appena una settimana fa.

    Anche il Dollar Index statunitense ha registrato un lieve calo, rendendo l’oro denominato in dollari più conveniente per gli acquirenti internazionali e sostenendo ulteriormente il comparto dei metalli preziosi.

    Domanda cinese e politica monetaria restano sotto osservazione

    Dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio, l’oro ha perso oltre il 20%, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia aveva rafforzato le aspettative di un’inflazione persistente e di tassi d’interesse elevati più a lungo.

    Sebbene la Federal Reserve abbia lasciato invariata la politica monetaria per la quinta riunione consecutiva la scorsa settimana, tre membri hanno votato a favore di un aumento dei tassi.

    La presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Anna Paulson, ha affermato di mantenere una posizione “aperta” sull’evoluzione della politica monetaria, alla luce dei segnali contrastanti sull’effettivo grado di restrizione delle condizioni finanziarie.

    Anche il presidente della Fed di Kansas City, Jeff Schmid, ha sostenuto che potrebbero essere necessari tassi più elevati per riportare l’inflazione sotto controllo, invitando a non dare per scontato che le pressioni inflazionistiche causate dagli shock dell’offerta si riducano rapidamente.

    Nel frattempo, anche la domanda proveniente dalla Cina continua a sostenere il mercato dell’oro. Secondo i dati di Bloomberg, gli ETF cinesi garantiti da oro hanno registrato afflussi per la quattordicesima seduta consecutiva fino a lunedì, la serie positiva più lunga da marzo e un segnale del ritorno degli investitori istituzionali.

    Questi acquisti hanno contribuito a mantenere il metallo prezioso stabilmente sopra la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia, nonostante le persistenti incertezze sulle prossime mosse della Federal Reserve.

  • Il petrolio continua a scendere mentre crescono le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio continua a scendere mentre crescono le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio hanno registrato un nuovo calo mercoledì, estendendo le perdite per la terza seduta consecutiva, mentre aumentano le aspettative per un possibile accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran volto a ripristinare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Alle 02:56 ET (06:56 GMT), i future sul Brent con scadenza a ottobre cedevano lo 0,5% a 79,00 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate (WTI) con consegna a settembre perdevano lo 0,7% a 75,27 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark avevano già registrato un calo superiore al 5% nella seduta di martedì, proseguendo il forte ribasso iniziato a inizio settimana.

    I negoziati diplomatici restano al centro dell’attenzione

    Secondo quanto riportato da Axios martedì sera, Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo provvisorio per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz, con Washington intenzionata ad annunciare l’intesa già nella giornata di mercoledì.

    Tuttavia, i media iraniani hanno riferito che Teheran ritiene che la riapertura del passaggio marittimo sarà rinviata finché gli Stati Uniti continueranno a lanciare minacce.

    Anche il Qatar ha confermato che i mediatori hanno predisposto una bozza di proposta nel tentativo di ridurre le divergenze tra Washington e Teheran.

    Il governo qatariota ha inoltre reso noto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha discusso degli sforzi per ridurre le tensioni durante una telefonata con l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani.

    L’obiettivo della proposta è ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    La nuova iniziativa diplomatica segue le dichiarazioni di Trump, secondo cui i colloqui con l’Iran sono iniziati e Teheran avrebbe “un’ultima possibilità” per raggiungere un accordo.

    L’Iran continua però a negare che siano in corso negoziati formali con Washington, mantenendo elevata l’incertezza sull’esito del processo diplomatico.

    Restano i rischi sull’offerta

    Nonostante il miglioramento del clima diplomatico, il mercato continua a monitorare attentamente i rischi geopolitici.

    Martedì un’altra nave commerciale è stata attaccata nei pressi dello Stretto di Hormuz, evidenziando la persistente instabilità della regione.

    Anche i dati sulle scorte statunitensi hanno contribuito a esercitare pressione sui prezzi.

    L’American Petroleum Institute (API) ha comunicato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 2,69 milioni di barili nella settimana conclusa il 31 luglio, a fronte delle attese degli analisti che prevedevano una riduzione di circa 2 milioni di barili.

    Gli operatori attendono ora i dati ufficiali della Energy Information Administration (EIA), in programma nel corso della giornata, per verificare se confermeranno l’aumento inatteso delle scorte.

  • I prezzi del gas europeo restano vicini ai minimi delle ultime tre settimane

    I prezzi del gas europeo restano vicini ai minimi delle ultime tre settimane

    I prezzi del gas naturale in Europa sono rimasti mercoledì vicino ai livelli più bassi delle ultime tre settimane, mentre gli operatori valutavano i progressi diplomatici in Medio Oriente senza perdere di vista le ridotte scorte europee e le persistenti difficoltà nel traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    I future sul gas TTF olandese con consegna nel mese successivo, benchmark europeo, e gli equivalenti contratti britannici hanno registrato variazioni limitate dopo essere scesi ai minimi di diverse settimane nella seduta precedente. Il mercato si è stabilizzato dopo due giornate caratterizzate da forte volatilità e segnali contrastanti sull’offerta energetica.

    I progressi diplomatici riducono il premio per il rischio

    Il sentiment del mercato è migliorato dopo le indicazioni dei mediatori regionali secondo cui i negoziati tra Stati Uniti e Iran stanno avanzando verso una bozza di accordo destinata a garantire la sicurezza della navigazione commerciale nel Golfo Persico.

    La prospettiva di un allentamento delle tensioni geopolitiche ha contribuito a ridurre parte del forte rialzo dei prezzi del gas registrato alla fine del mese scorso.

    Nonostante ciò, gli operatori ritengono che i problemi strutturali dell’offerta continuino a sostenere il mercato, limitando il potenziale di ulteriori ribassi.

    Le difficoltà nei trasporti continuano a limitare le forniture

    Sebbene i negoziati diplomatici mostrino segnali di progresso, il traffico delle navi che trasportano gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo Stretto di Hormuz resta ben al di sotto dei livelli abituali, rallentando le consegne da importanti esportatori come il Qatar.

    Questi ritardi logistici stanno rendendo più difficile per l’Europa ricostituire le proprie riserve di gas in vista della stagione invernale.

    Gli impianti di stoccaggio dell’Unione Europea sono attualmente riempiti tra il 55% e il 57%, il livello stagionale più basso degli ultimi vent’anni e nettamente inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

    Nel frattempo, le temperature estive eccezionalmente elevate nell’Europa centrale e meridionale hanno aumentato la domanda di elettricità per il raffrescamento, incrementando ulteriormente il consumo di gas.

    La concorrenza per il GNL continua a sostenere il mercato

    Le utility europee continuano a competere con gli acquirenti asiatici per assicurarsi i carichi spot di GNL disponibili, limitando la disponibilità di nuove forniture.

    Per questo motivo, gli analisti ritengono che i prezzi del gas europeo continueranno a beneficiare di un sostegno strutturale, rendendo il mercato particolarmente sensibile a eventuali ritardi o battute d’arresto nei negoziati sul Medio Oriente.

  • L’ottimismo sul Medio Oriente sostiene i mercati mentre l’attenzione si concentra sui conti di SpaceX e AMD: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    L’ottimismo sul Medio Oriente sostiene i mercati mentre l’attenzione si concentra sui conti di SpaceX e AMD: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    I future sui principali indici di Wall Street hanno aperto in rialzo mercoledì grazie alle rinnovate speranze di una riduzione delle tensioni in Medio Oriente, mentre i risultati trimestrali di SpaceX (NASDAQ:SPCX), Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Novo Nordisk (NYSE:NVO) hanno animato le contrattazioni prima dell’apertura dei mercati.

    Sebbene gli sviluppi geopolitici abbiano migliorato il sentiment degli investitori, l’attenzione si è concentrata anche sulle ultime dichiarazioni di Elon Musk, che hanno penalizzato sia SpaceX sia AMD.

    I future avanzano grazie alle speranze di un accordo sullo Stretto di Hormuz

    Alle 03:09 ET (07:09 GMT), i future sul Dow Jones erano in rialzo di 156 punti, pari allo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano lo 0,4% e i future sul Nasdaq 100 lo 0,3%.

    Wall Street aveva chiuso in territorio positivo nella seduta precedente dopo che il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva lasciato intendere che un accordo con l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto a breve. Anche le autorità del Qatar hanno espresso ottimismo sull’andamento dei negoziati.

    Il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito a migliorare il clima di mercato, attenuando i timori di una nuova fiammata inflazionistica e di ulteriori rialzi dei tassi di interesse. Anche i Treasury statunitensi hanno beneficiato del calo dei rendimenti, anche se il movimento si è attenuato dopo che il presidente della Federal Reserve di Kansas City, Jeffrey Schmid, ha affermato che riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% richiederà una politica monetaria “più restrittiva”.

    Anche gli utili societari hanno sostenuto il sentiment. Palantir (NASDAQ:PLTR) è balzata di quasi il 30% dopo aver aumentato le previsioni di fatturato annuale, con l’amministratore delegato Alex Karp che ha definito la crescita delle vendite trimestrali “fuori dal comune”. Snap (NYSE:SNAP) ha registrato un forte rialzo dopo aver ridotto le perdite, mentre Caterpillar (NYSE:CAT) è salita di oltre il 5% grazie al miglioramento delle prospettive di vendita per il 2026.

    Anche il comparto dei semiconduttori ha continuato a beneficiare dell’interesse degli investitori. Gli analisti di Deutsche Bank hanno osservato che il mercato sembra “sempre più disposto a tornare a puntare sul tema degli investimenti in conto capitale che era apparso sotto pressione” durante la volatilità di luglio.

    Trump vede progressi nei colloqui con l’Iran

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la Casa Bianca ha avuto colloqui “molto positivi” con l’Iran durante la lunga sessione negoziale di martedì, aumentando le aspettative di una possibile soluzione del conflitto nel Golfo.

    Intervistato da Fox News, Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà “riaperto molto presto” e ha avvertito che l’Iran sarà “colpito molto duramente” qualora decidesse di ritirarsi dall’intesa.

    Gli investitori restano tuttavia prudenti dopo diversi tentativi diplomatici che in passato non hanno prodotto risultati duraturi.

    “I mercati hanno già assistito a numerosi falsi segnali durante questo conflitto, quindi l’attenzione sarà rivolta all’eventuale annuncio di un accordo e ai suoi dettagli”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank.

    Successivamente il Brent è risalito dello 0,8% a 80,01 dollari al barile dopo essere sceso sotto quota 80 nella seduta precedente.

    SpaceX delude sul cash flow nonostante la forte crescita dei ricavi

    Le azioni di SpaceX hanno perso oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours dopo la pubblicazione dei primi risultati trimestrali successivi alla quotazione in Borsa.

    Nonostante i ricavi del secondo trimestre siano aumentati del 92% a 7,8 miliardi di dollari e la perdita netta si sia ridotta, gli investitori hanno concentrato l’attenzione sul forte peggioramento del free cash flow dovuto all’aumento degli investimenti.

    Nel secondo trimestre la società ha investito 18,36 miliardi di dollari, di cui 15,8 miliardi destinati alla divisione dedicata all’intelligenza artificiale. Parallelamente, il business di internet satellitare ha visto i ricavi crescere del 66% fino a 4,3 miliardi di dollari grazie al raddoppio degli abbonati Starlink.

    L’amministratore delegato Elon Musk ha ribadito i suoi ambiziosi obiettivi, indicando un potenziale fatturato annuo di 1.000 miliardi di dollari e lasciando intendere che i primi data center in orbita potrebbero essere lanciati già il prossimo anno.

    “I risultati in termini di ricavi ed EBITDA sono eccellenti, ma i numeri del cash flow sono piuttosto brutti”, hanno commentato gli analisti di Vital Knowledge.

    AMD penalizzata nonostante ricavi record

    Anche Advanced Micro Devices ha perso terreno nelle contrattazioni after-hours dopo che Musk ha annunciato che SpaceX utilizzerà esclusivamente i server Blackwell di Nvidia, rinunciando ai processori AMD.

    Musk ha definito Nvidia la “migliore architettura” e ha confermato che SpaceX costruirà “esclusivamente” sulla piattaforma AI dell’azienda.

    Le dichiarazioni hanno oscurato i risultati trimestrali di AMD.

    La società ha registrato ricavi pari a 11,5 miliardi di dollari nel trimestre concluso il 27 giugno, leggermente superiori alle attese del mercato e sufficienti a segnare il quinto trimestre consecutivo di vendite record.

    I ricavi della divisione data center hanno raggiunto il massimo storico di 6,7 miliardi di dollari, rappresentando il 58% del fatturato complessivo rispetto al 42% dell’anno precedente.

    Novo Nordisk arretra dopo vendite inferiori alle attese di Wegovy

    Novo Nordisk (NYSE:NVO) ha migliorato le proprie previsioni annuali, stimando un calo più contenuto delle vendite e dell’utile operativo grazie alla continua forte domanda dei farmaci per la perdita di peso.

    Nonostante ciò, sia le azioni quotate negli Stati Uniti sia quelle di Copenaghen sono scese dopo che le vendite della versione orale di Wegovy nel secondo trimestre sono risultate inferiori alle attese degli analisti e un farmaco sperimentale di nuova generazione ha prodotto risultati deludenti negli studi clinici.

    La società prevede ora una diminuzione fino al 6% delle vendite e dell’utile operativo a cambi costanti, rispetto alla precedente stima di un calo compreso tra il 4% e il 12%.

    Le vendite della versione orale di Wegovy si sono attestate a 3,2 miliardi di corone danesi nel secondo trimestre, al di sotto dei 3,3 miliardi previsti dal mercato, mentre la versione iniettabile ha generato ricavi per 19,48 miliardi di corone.

  • Le borse europee restano vicine ai massimi storici grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee restano vicine ai massimi storici grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno continuato a muoversi vicino ai livelli record, sostenuti da una nuova serie di risultati societari positivi che hanno compensato le incertezze geopolitiche e i dati macroeconomici contrastanti. Anche il calo del prezzo del petrolio ha contribuito a migliorare il sentiment degli investitori.

    L’indice STOXX 600 è salito dello 0,4%, rimanendo a breve distanza dai massimi storici, mentre i solidi risultati trimestrali di aziende dei settori sanitario, industriale e logistico hanno rafforzato la fiducia del mercato.

    Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,5%, il CAC 40 francese è avanzato dello 0,1% e il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,4%.

    Petrolio in calo e progressi diplomatici sostengono il sentiment

    Anche il mercato energetico ha favorito il clima positivo, con il Brent in ribasso dell’1,4%, contribuendo ad attenuare le pressioni inflazionistiche e a ridurre i rendimenti dei titoli di Stato.

    Gli investitori hanno inoltre accolto con favore le notizie sui progressi dei negoziati in Medio Oriente. Le autorità del Qatar hanno dichiarato che i mediatori stanno continuando ad avanzare nei colloqui per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran, anche se non sono ancora stati resi noti dettagli concreti di un eventuale accordo.

    Nonostante il contesto geopolitico rimanga incerto, i risultati aziendali e il miglioramento delle prospettive continuano a rappresentare il principale sostegno per i mercati azionari europei. I settori farmaceutico e delle infrastrutture energetiche si confermano tra i principali motori della fiducia degli investitori.

    I risultati societari guidano i mercati

    Le trimestrali hanno continuato a dominare l’attenzione degli operatori.

    Novo Nordisk A/S (TG:NOV) ha migliorato le proprie previsioni annuali di ricavi e utili grazie alla forte domanda globale dei farmaci GLP-1 per il diabete e la perdita di peso. Nonostante l’aggiornamento positivo, il titolo ha perso il 3,4%.

    Siemens Energy AG (TG:SIE) è balzata del 5% dopo aver superato le attese sugli utili del terzo trimestre, sostenuta dalla forte domanda di infrastrutture elettriche legata alla crescita dei data center per l’intelligenza artificiale.

    DHL Group (TG:DHL) ha ceduto l’1,7% pur avendo riportato risultati trimestrali superiori alle aspettative e ampliato il proprio programma di riacquisto di azioni.

    Heineken NV (EU:HEIA) ha guadagnato il 2,5% dopo l’aumento dell’utile operativo del primo semestre, favorito da misure di riduzione dei costi, tra cui circa 3.000 tagli occupazionali, che hanno compensato il rallentamento dei volumi in alcuni mercati.

    Il settore dei semiconduttori resta sotto i riflettori

    Anche il comparto tecnologico è rimasto al centro dell’attenzione dopo che Reuters ha riferito che i produttori sudcoreani di memorie SK Hynix Inc. (NASDAQ:SKHY) e Samsung Electronics Co. (USOTC:SSNHZ) stanno valutando macchinari per semiconduttori prodotti dalla cinese Advanced Micro Fabrication Equipment Inc., segnale dell’evoluzione delle catene di fornitura del settore.

    Infineon Technologies (TG:IFX) ha perso il 2,5% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre.

    L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto ADP sull’occupazione privata negli Stati Uniti relativo a luglio, considerato un importante indicatore in vista dei dati ufficiali sui nuovi posti di lavoro non agricoli previsti per venerdì.

  • Le grandi aziende tecnologiche europee trovano nuove opportunità grazie all’IA

    Le grandi aziende tecnologiche europee trovano nuove opportunità grazie all’IA

    L’intelligenza artificiale avrebbe dovuto favorire soprattutto le società impegnate nello sviluppo dei modelli. I risultati finanziari più recenti mostrano invece che alcune delle principali aziende tecnologiche europee stanno emergendo tra i maggiori beneficiari della diffusione dell’IA nelle imprese.

    SAP (TG:SAP), Capgemini (EU:CAP), Sopra Steria (EU:SOP) e OVHcloud (EU:OVH) hanno tutte registrato una domanda più forte, risultati migliori o prospettive più favorevoli, mentre le aziende passano dalla sperimentazione all’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale.

    La vera sfida è integrare l’IA nei sistemi aziendali

    Con l’espansione dei progetti di IA, le imprese stanno scoprendo che integrare questa tecnologia nelle infrastrutture esistenti è molto più complesso che ottenerne semplicemente l’accesso.

    Le grandi organizzazioni difficilmente utilizzeranno un solo modello di IA. È più probabile che adottino soluzioni differenti in base alle esigenze di prestazioni, sicurezza e conformità normativa. Di conseguenza, il vero problema non è più scegliere il modello migliore, ma far funzionare l’IA insieme ai software, ai dati e ai processi già presenti.

    “Le applicazioni di IA sono il vero campo di battaglia ed è lì che verrà creato il maggior valore”, ha affermato UBS in una recente nota.

    Questo scenario favorisce le società europee specializzate in software, consulenza e infrastrutture cloud, che da anni aiutano le grandi imprese a integrare tecnologie complesse.

    I sistemi legacy aumentano il valore degli specialisti

    La maggior parte delle grandi aziende utilizza software sviluppati nel corso di decenni, database frammentati e applicazioni altamente personalizzate. L’implementazione dell’IA richiede quindi soluzioni capaci di accedere ai dati aziendali in tempo reale, rispettare le autorizzazioni, mantenere la tracciabilità delle operazioni e integrarsi nei processi di lavoro esistenti.

    Questa complessità rappresenta uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’intelligenza artificiale. Secondo Boston Consulting Group, l’implementazione dell’IA procede più rapidamente della capacità delle aziende di gestirla, mentre oltre il 70% degli investitori teme che le organizzazioni non dispongano ancora delle competenze tecniche e operative necessarie.

    Con il passaggio dalla sperimentazione all’utilizzo concreto, cresce l’importanza degli investimenti nell’integrazione, nell’implementazione e nella governance.

    Le società di software aziendale beneficiano della crescita della domanda

    SAP ha registrato un aumento del 26% del proprio cloud backlog a cambi costanti, raggiungendo €22,9 miliardi, grazie alla continua migrazione verso piattaforme cloud dei sistemi finanziari, di approvvigionamento, supply chain e risorse umane, sempre più utilizzati come base per l’implementazione dell’IA.

    Le acquisizioni dello specialista dei dati Dremio e della società di IA Prior Labs evidenziano inoltre la crescente importanza di rendere i dati aziendali facilmente utilizzabili dalle applicazioni di intelligenza artificiale.

    Capgemini ha migliorato le proprie previsioni di crescita annuale dopo un aumento del 9,2% delle prenotazioni, mentre Sopra Steria ha rivisto al rialzo l’outlook grazie a una crescita organica del 5,3%.

    Entrambe stanno beneficiando della crescente domanda di servizi di integrazione, gestione dei dati e governance legati all’IA.

    Queste competenze sono particolarmente richieste nei settori della difesa, dell’aerospazio, della sanità e delle infrastrutture critiche, dove l’intelligenza artificiale deve operare all’interno di sistemi altamente specializzati e soggetti a rigorosi controlli.

    Cresce la domanda di infrastrutture AI europee

    Un secondo fattore rafforza il ruolo delle aziende tecnologiche europee: le imprese vogliono mantenere un controllo sempre maggiore sulle proprie implementazioni di IA.

    L’amministratore delegato di Publicis, Arthur Sadoun, ha dichiarato che i clienti desiderano sempre più utilizzare modelli avanzati di IA in ambienti nei quali mantengono il controllo della tecnologia e dei dati.

    Questa esigenza è particolarmente forte nei comparti della difesa, dell’aerospazio e delle infrastrutture strategiche, dove sovranità digitale, sicurezza e conformità normativa assumono un’importanza fondamentale.

    Airbus (EU:AIR) ha scelto Scaleway, controllata dal gruppo francese Iliad, insieme alle tecnologie sviluppate con Mistral per applicazioni industriali e di difesa particolarmente sensibili. Entro la fine del 2028 circa 70 applicazioni critiche di Airbus saranno operative sulla piattaforma Scaleway.

    Nel frattempo, OVHcloud ha registrato una crescita del 20,2% dei ricavi del cloud pubblico nel terzo trimestre, segnale che la domanda di infrastrutture AI europee non soggette a normative extraterritoriali come il Cloud Act statunitense sta iniziando a tradursi in risultati commerciali.

    I principali beneficiari dell’IA potrebbero non essere solo gli sviluppatori dei modelli

    Le aziende tecnologiche europee dovranno ancora dimostrare che la domanda legata all’IA potrà mantenersi nel tempo e che i margini resisteranno all’automazione delle attività di consulenza e sviluppo software a minor valore aggiunto.

    Tuttavia, gli ultimi risultati indicano che i maggiori vincitori dell’intelligenza artificiale potrebbero non essere soltanto le società che sviluppano i modelli, ma soprattutto quelle che permettono alle grandi organizzazioni di utilizzarli in modo efficace.

  • Safilo in forte rialzo dopo il miglioramento della redditività e prospettive più favorevoli

    Safilo in forte rialzo dopo il miglioramento della redditività e prospettive più favorevoli

    Le azioni di Safilo (BIT:SFL) sono salite del 12,4% a €1,956 dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2026, che hanno evidenziato un netto miglioramento della redditività. Sebbene i ricavi abbiano registrato una lieve flessione, il rafforzamento dei margini, un significativo rimborso dei dazi statunitensi e un bilancio più solido hanno sostenuto il forte rialzo del titolo.

    Il gruppo di Padova ha registrato un utile netto rettificato di €49,4 milioni nei primi sei mesi dell’anno, con un incremento di quasi il 47% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il margine EBITDA rettificato è aumentato di oltre cinque punti percentuali, raggiungendo il 16,8%, nonostante i ricavi netti siano diminuiti dell’1,9% a cambi costanti, attestandosi a €512 milioni.

    Un elemento determinante per il risultato è stato un rimborso una tantum di €22,2 milioni relativo a dazi sulle importazioni negli Stati Uniti pagati negli anni precedenti. Circa €20 milioni sono stati contabilizzati direttamente nel conto economico, contribuendo in modo significativo all’aumento dell’utile.

    Migliorano flussi di cassa e solidità finanziaria

    Al di là dell’effetto positivo del rimborso dei dazi, Safilo ha mostrato anche un miglioramento delle performance operative. Il free cash flow del semestre è salito a €36,4 milioni, mentre l’indebitamento netto è sceso a soli €5,4 milioni. Su base pre-IFRS 16, il gruppo ha chiuso il periodo con una posizione finanziaria netta positiva pari a €29,6 milioni.

    L’amministratore delegato Angelo Trocchia ha osservato che la domanda si è indebolita in alcuni mercati chiave durante il secondo trimestre, soprattutto nella categoria degli occhiali da sole, caratterizzata da una maggiore discrezionalità negli acquisti. Tuttavia, ha evidenziato segnali incoraggianti verso la fine del periodo.

    “Nonostante la domanda si sia indebolita nei mercati chiave durante il secondo trimestre, in particolare nella categoria più discrezionale degli occhiali da sole, a giugno sono emersi i primi segnali di stabilizzazione.”

    La società ha inoltre sottolineato il buon andamento di marchi come Carrera, Smith, David Beckham e Kate Spade nei principali mercati e canali distributivi, rafforzando la fiducia nelle prospettive per la seconda metà dell’anno.

    Il titolo supera nettamente il mercato italiano

    Il forte rialzo di Safilo è arrivato in una seduta in cui il FTSE MIB guadagnava circa lo 0,5% in apertura, sostenuto dall’intonazione positiva di Wall Street nella seduta precedente. La performance del titolo è stata però nettamente superiore a quella dell’indice, evidenziando come il movimento sia stato guidato principalmente dai risultati societari.

    Nella stessa giornata, altre società del comparto dell’occhialeria e del lusso, come EssilorLuxottica e Salvatore Ferragamo, non hanno diffuso aggiornamenti di rilievo.

    L’insieme di una redditività superiore alle attese, del rimborso dei dazi, del miglioramento della generazione di cassa, di un bilancio più solido e di indicazioni più positive da parte del management ha favorito uno dei maggiori rialzi giornalieri del titolo degli ultimi anni, avvicinando le azioni alla parte alta dell’intervallo di negoziazione delle ultime 52 settimane, compreso tra €1,236 e €2,195.

  • I futures di Wall Street indicano un’altra apertura positiva: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures di Wall Street indicano un’altra apertura positiva: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi sono saliti martedì, indicando una probabile prosecuzione del forte rialzo registrato nelle ultime sedute.

    I titoli tecnologici si preparavano a guidare i guadagni, con i futures sul Nasdaq 100 in aumento dell’1,1% prima dell’apertura dei mercati.

    Palantir guida i rialzi nel premercato

    Palantir (NASDAQ:PLTR) è balzata di oltre il 15% nel premercato dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese e aver rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio.

    “Questo trimestre è stato fuori dall’ordinario: i nostri ricavi commerciali negli Stati Uniti sono cresciuti del 149% su base annua, i ricavi complessivi del 93% e il nostro Rule of 40 ha raggiunto quota 155%”, ha dichiarato il cofondatore e CEO di Palantir Alex Karp. “La rivoluzione dell’IA sovrana ci rende molto ottimisti per il futuro.”

    Il calo del petrolio sostiene il sentiment

    La flessione dei prezzi del petrolio ha inoltre rafforzato l’ottimismo degli investitori.

    I futures sul greggio statunitense hanno perso oltre il 3% martedì, dopo essere crollati di più del 5% nella seduta precedente, grazie alle speranze di una ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran.

    In precedenza i prezzi del petrolio erano saliti, prima di invertire bruscamente la rotta dopo le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, secondo cui un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto entro pochi giorni.

    “Stiamo parlando con gli iraniani”, ha dichiarato Bessent a CNBC durante “Squawk Box”. “C’è la possibilità che oggi o domani si raggiunga un accordo per riaprire lo stretto e avvicinarsi a una situazione più normalizzata nel conflitto.”

    Wall Street prolunga il rally

    I mercati statunitensi hanno chiuso la seduta di lunedì con forti rialzi, estendendo il recupero iniziato nelle due sessioni precedenti.

    Il Nasdaq è salito di 540,04 punti (+2,1%) a 25.913,90, l’S&P 500 ha guadagnato 110,78 punti (+1,5%) a 7.600,50, mentre il Dow Jones è avanzato di 693,38 punti (+1,3%) a 53.178,41.

    Il rally è stato favorito soprattutto dal forte calo del petrolio, alimentato dalle speranze di una riduzione delle tensioni in Medio Oriente.

    Trump alimenta le speranze di un accordo

    Il greggio è sceso dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver annullato un attacco previsto contro l’Iran.

    “L’Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco perché sono stati concordati i termini di un accordo”, ha dichiarato Trump. “Ciò includerebbe l’APERTURA immediata, completa e totale dello STRETTO DI HORMUZ e la fine della minaccia nucleare iraniana.”

    Ha aggiunto: “Sulla base di questa richiesta, ho accettato, per il bene futuro del MONDO e anche per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l’attacco, a condizione che si possa raggiungere rapidamente un ACCORDO.”

    Trump ha successivamente affermato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran sarebbero iniziati lunedì pomeriggio, anche se Teheran ha smentito qualsiasi negoziato diretto.

    Airline e tecnologia in evidenza

    Le compagnie aeree hanno registrato alcuni dei maggiori rialzi grazie al calo dei costi del carburante, con l’indice NYSE Arca Airline in aumento del 4,9%.

    Anche il settore software ha brillato, con il Dow Jones U.S. Software Index in rialzo del 4,1%, ai massimi da due mesi.

    I titoli del commercio al dettaglio hanno proseguito il loro recupero, mentre edilizia, oro e telecomunicazioni hanno registrato progressi. In controtendenza il comparto farmaceutico, con il NYSE Arca Pharmaceutical Index in calo dell’1,8%.

    L’attività manifatturiera supera le attese

    A sostenere ulteriormente i mercati sono arrivati anche i dati economici.

    L’Institute for Supply Management ha comunicato che l’indice PMI manifatturiero statunitense è salito a 55,6 a luglio da 53,3 di giugno, superando le attese degli economisti ferme a 54,0.

    Si tratta del livello più alto dall’indice di maggio 2022, confermando una solida espansione del settore manifatturiero.

  • Le borse europee avanzano grazie ai risultati societari positivi: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano grazie ai risultati societari positivi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato prevalentemente rialzi martedì, sostenuti da una serie di risultati aziendali migliori delle attese e dai solidi dati sul settore manifatturiero statunitense pubblicati nella notte, che hanno contribuito ad attenuare le persistenti preoccupazioni geopolitiche.

    Il DAX tedesco è salito dello 0,8%, mentre il FTSE 100 britannico ha guadagnato lo 0,4%. Anche il CAC 40 francese ha chiuso in rialzo dello 0,3%.

    Andamento contrastato per i titoli britannici

    Lo specialista in ingegneria geotecnica Keller Group (LSE:KLR) ha perso l’1,3%, nonostante abbia presentato solidi risultati per il semestre concluso il 30 giugno 2026.

    Il distributore di materiali da costruzione Travis Perkins (LSE:TPK), invece, è balzato di quasi il 16% dopo aver pubblicato risultati semestrali superiori alle aspettative.

    Smith & Nephew (LSE:SN.) ha ceduto il 6,7% dopo aver ridotto le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero esercizio, citando una domanda più debole di protesi d’anca e ginocchio negli Stati Uniti.

    Il colosso energetico BP Plc (LSE:BP.) è salito dell’1,4% dopo aver più che raddoppiato l’utile RC del secondo trimestre.

    HSBC Holdings (LSE:HSBA) ha perso l’1,3%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese, l’aumento degli obiettivi di riduzione dei costi e l’annuncio di un nuovo programma di riacquisto di azioni.

    Risultati contrastanti per le società tedesche

    Bayer (TG:BAYN) ha guadagnato il 3,5% dopo aver registrato un inattesa crescita dell’utile del secondo trimestre, sostenuta dalla forte performance della divisione Crop Science.

    Continental (TG:CON) ha ceduto l’1,8% dopo aver riportato un forte calo dell’utile netto del secondo trimestre in seguito allo spin-off di Aumovio.

    Il gruppo chimico Evonik Industries (TG:EVK) è salito dell’1,7% dopo aver migliorato le previsioni sull’EBITDA rettificato per l’esercizio 2026.

    Il rivenditore online Zalando (TG:ZAL) è crollato del 16% dopo aver rivisto le previsioni di crescita e di fatturato per il 2026 verso il limite inferiore dell’intervallo precedentemente comunicato.

    Lufthansa (TG:LHA) ha perso il 10% dopo aver avvertito che l’utile operativo dell’intero anno sarà inferiore alle precedenti attese, a causa dell’incertezza geopolitica e del difficile contesto macroeconomico.

  • L’oro si mantiene stabile mentre i mercati attendono i dati sull’occupazione negli Stati Uniti e seguono gli sviluppi in Medio Oriente

    L’oro si mantiene stabile mentre i mercati attendono i dati sull’occupazione negli Stati Uniti e seguono gli sviluppi in Medio Oriente

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve rialzo martedì, mentre gli investitori guardavano a una settimana ricca di dati sul mercato del lavoro statunitense e continuavano a valutare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le possibili conseguenze per l’inflazione e la politica della Federal Reserve.

    Alle 02:06 ET (06:06 GMT), l’oro spot (XAU/USD) saliva dello 0,1% a 4.058,99 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro guadagnavano lo 0,6% a 4.114,50 dollari.

    L’argento (XAG/USD) avanzava dell’1,3% a 58,95 dollari l’oncia, mentre il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,1% a 1.648,23 dollari.

    Le tensioni geopolitiche e i timori per l’inflazione sostengono il metallo prezioso

    L’oro ha continuato a muoversi all’interno del recente intervallo di contrattazione, con gli investitori divisi tra l’incertezza geopolitica e la possibilità che prezzi energetici più elevati possano ritardare un allentamento della politica monetaria statunitense.

    Il Brent è salito di oltre il 20% nel mese di luglio dopo la ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi contro petroliere commerciali nei pressi dell’Oman, eventi che hanno alimentato le preoccupazioni per le forniture energetiche della regione.

    L’aumento del prezzo del petrolio ha rafforzato i timori di una nuova accelerazione dell’inflazione, sostenendo l’ipotesi che la Federal Reserve possa mantenere i tassi d’interesse elevati più a lungo.

    Ad aumentare l’incertezza, lunedì l’Iran ha dichiarato che non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti e che non è previsto alcun incontro, smentendo le dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui i colloqui diplomatici sarebbero imminenti.

    Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense è rimasto pressoché invariato intorno alla soglia di 100, offrendo pochi nuovi spunti direzionali al mercato dei metalli preziosi.

    I dati sul lavoro saranno determinanti per la Federal Reserve

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai principali dati sull’occupazione statunitense in uscita questa settimana, tra cui il rapporto ADP sull’occupazione privata e i Nonfarm Payrolls di venerdì, che potrebbero fornire nuove indicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve.

    Le recenti dichiarazioni restrittive di tre funzionari della Fed, favorevoli a un rialzo dei tassi nell’ultima riunione, insieme ai commenti del presidente della Federal Reserve di New York John Williams, secondo cui la banca centrale è pronta ad aumentare nuovamente i tassi se l’inflazione dovesse persistere, hanno rafforzato le aspettative di tassi elevati per un periodo prolungato.

    IG individua livelli chiave per una ripresa dell’oro

    Tony Sycamore, analista senior di IG, ha affermato che l’oro continua a muoversi lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra circa 4.000 e 4.200 dollari che caratterizza il mercato nell’ultimo mese.

    Secondo Sycamore, il metallo prezioso dovrà prima superare la resistenza tecnica situata intorno a 4.080 dollari e successivamente il massimo di inizio luglio vicino a 4.202 dollari per confermare un recupero più ampio.

    Un consolidamento sopra questi livelli potrebbe favorire un movimento verso la media mobile a 200 giorni, situata intorno a 4.490 dollari.

    Fino ad allora, Sycamore ritiene che i rischi rimangano orientati verso un nuovo test del minimo di fine giugno vicino a 3.942 dollari, evidenziando la prudenza che continua a caratterizzare il mercato.