Blog

  • Decisione della Fed in arrivo, utili tech potrebbero guidare una seduta volatile: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Decisione della Fed in arrivo, utili tech potrebbero guidare una seduta volatile: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura sostanzialmente invariata mercoledì, suggerendo che i mercati potrebbero faticare a trovare una direzione dopo il calo della sessione precedente.

    Gli investitori appaiono cauti in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa nel corso della giornata.

    Secondo il FedWatch Tool di CME Group, i mercati prezzano una probabilità del 100% che la Fed mantenga i tassi invariati per la terza riunione consecutiva.

    Dato che l’esito è ampiamente atteso, l’attenzione si concentrerà probabilmente sul comunicato della banca centrale per eventuali indicazioni sul percorso futuro dei tassi. Tuttavia, vista la tendenza della Fed a non fornire dettagli precisi sulle decisioni future, l’attenzione potrebbe spostarsi sui risultati delle grandi società tecnologiche.

    Alphabet Inc. (NASDAQ:GOOGL), Amazon.com Inc. (NASDAQ:AMZN), Meta Platforms Inc. (NASDAQ:META) e Microsoft Corporation (NASDAQ:MSFT) pubblicheranno i risultati dopo la chiusura dei mercati.

    In quanto membri dei cosiddetti “Magnificent Seven”, i loro risultati potrebbero avere un impatto significativo sul sentiment, soprattutto mentre riemergono le preoccupazioni legate alla spesa nell’intelligenza artificiale.

    Nel frattempo, i mercati hanno in gran parte ignorato un nuovo aumento dei prezzi del petrolio, anche se i futures sul greggio statunitense hanno superato i 100 dollari al barile dopo nuove minacce all’Iran da parte del presidente Donald Trump.

    “Iran non riesce a organizzarsi. Non sanno come firmare un accordo non nucleare. Farebbero meglio a svegliarsi presto!” ha scritto Trump su Truth Social, accompagnando il messaggio con un’immagine in cui impugna un fucile e la frase “Basta fare il bravo ragazzo!”

    Riepilogo della sessione precedente

    Dopo una seduta volatile e contrastata lunedì, i mercati azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso martedì, con tutti i principali indici in territorio negativo. Il Nasdaq, ricco di titoli tecnologici, ha registrato il calo più marcato.

    Il Nasdaq Composite ha perso 223,30 punti, pari allo 0,9%, a 24.663,80. Lo S&P 500 è sceso di 35,11 punti, pari allo 0,5%, a 7.138,90, mentre il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 25,86 punti, pari allo 0,1%, a 49.141,93.

    Il Nasdaq si è allontanato dal recente massimo storico, con i titoli legati all’IA sotto pressione dopo un report del The Wall Street Journal secondo cui OpenAI non ha raggiunto alcuni obiettivi interni di crescita di utenti e ricavi.

    Secondo fonti citate dal WSJ, queste difficoltà hanno sollevato dubbi all’interno dell’azienda sulla capacità di sostenere gli ingenti investimenti nei data center.

    Oracle Corporation (NYSE:ORCL), partner chiave nello sviluppo delle infrastrutture di OpenAI, è scesa del 4,1%.

    Anche i titoli dei semiconduttori sono stati sotto pressione, con Broadcom Inc. (NASDAQ:AVGO), Advanced Micro Devices Inc. (NASDAQ:AMD) e NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA) in calo significativo.

    Rialzo del petrolio e tensioni geopolitiche

    L’aumento dei prezzi del petrolio ha aggiunto ulteriore pressione ai mercati, con i futures sul greggio statunitense che hanno superato brevemente i 100 dollari al barile prima di ridimensionarsi.

    I prezzi sono saliti nelle ultime sessioni a causa delle tensioni in corso tra Stati Uniti e Iran.

    L’ultimo rialzo è legato alle indicazioni secondo cui Trump difficilmente accetterà la proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al conflitto rinviando i negoziati sul nucleare.

    In un altro post su Truth Social, Trump ha affermato che l’Iran si trova in uno “stato di collasso” ed è desideroso di riaprire lo Stretto di Hormuz mentre cerca di risolvere le proprie questioni interne di leadership.

    CNN ha riferito che l’Iran sta preparando una “proposta rivista”, mentre i mediatori in Pakistan attendono il nuovo piano per porre fine alla guerra.

    Andamento dei settori

    I titoli legati all’oro hanno registrato forti ribassi a seguito del calo del prezzo del metallo prezioso, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in calo del 4,6%.

    Anche i titoli dei semiconduttori hanno subito forti vendite, trascinando l’indice Philadelphia Semiconductor in ribasso del 3,6%.

    Debolezza significativa è stata osservata anche nei settori hardware, networking e compagnie aeree, mentre i titoli energetici, in particolare petrolio e gas, hanno registrato guadagni.

  • Le azioni europee scendono, proseguendo le perdite della seduta precedente: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee scendono, proseguendo le perdite della seduta precedente: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno aperto in calo mercoledì, estendendo le perdite della sessione precedente dopo che un report del The Wall Street Journal ha indicato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è soddisfatto dell’ultima proposta di Teheran per porre fine al conflitto e ha incaricato i suoi collaboratori di preparare un blocco prolungato dei porti iraniani.

    Le preoccupazioni per una riduzione dell’offerta hanno spinto il prezzo del petrolio Brent verso i 115 dollari al barile, riaccendendo i timori su inflazione e tassi di interesse.

    Il FTSE 100 Index ha perso lo 0,9%, mentre il CAC 40 Index è sceso dello 0,3%. Il DAX Index si è mantenuto leggermente sotto la parità.

    Straumann Holding ha guadagnato quasi il 2% dopo aver registrato una crescita organica dei ricavi del 7,1% nel primo trimestre 2026, superiore alle attese.

    UBS (NYSE:UBS) è salita del 4,7% dopo un aumento dell’80% degli utili nel primo trimestre.

    Sandoz (LSE:0SAN) ha perso il 2,4% nonostante una forte crescita dei biosimilari.

    Iberdrola (BIT:1IBE) è scesa di circa il 2% dopo un calo del 15% dell’utile netto nel primo trimestre su base annua.

    GSK (LSE:GSK) ha ceduto l’1,8% nonostante risultati solidi e la conferma della guidance 2026.

    Anche AstraZeneca (LSE:AZN) è scesa dell’1,3% pur avendo pubblicato risultati superiori alle attese.

    Lloyds Banking Group (LSE:LLOY) ha perso l’1% dopo aver segnalato i rischi economici legati al conflitto con l’Iran.

    KPN (EU:KPN) ha ceduto il 2,7% dopo un aumento modesto del 2,1% delle vendite trimestrali.

    Adidas (TG:ADS) è balzata del 6% grazie a risultati operativi e ricavi superiori alle attese.

    Deutsche Bank (TG:DBK) è scesa dell’1,7% a causa di maggiori accantonamenti per rischi di credito e impatti valutari negativi.

  • Recordati registra una crescita dei ricavi nel primo trimestre 2026 nonostante l’impatto dei cambi

    Recordati registra una crescita dei ricavi nel primo trimestre 2026 nonostante l’impatto dei cambi

    Recordati Industria Chimica e Farmaceutica SpA (BIT:REC) ha riportato ricavi pari a 713,4 milioni di euro nel primo trimestre del 2026, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    A parità di perimetro e a cambi costanti, i ricavi sono cresciuti dell’8,7% su base annua, evidenziando una solida performance operativa.

    I risultati sono stati tuttavia penalizzati dalle variazioni valutarie, che hanno avuto un impatto negativo di 29,1 milioni di euro nel trimestre.

    Il titolo Recordati ha registrato un calo dello 0,5% nella seduta di mercoledì.

  • Maire sale del 4,5% dopo solidi risultati del primo trimestre

    Maire sale del 4,5% dopo solidi risultati del primo trimestre

    Maire SpA (BIT:MAIRE) ha registrato un rialzo del 4,5% nel corso della seduta di mercoledì, dopo aver pubblicato risultati del primo trimestre che evidenziano una crescita significativa di ricavi e redditività.

    Il gruppo ha riportato ricavi totali pari a 1,8 miliardi di euro nel trimestre, con un utile netto di 76,7 milioni di euro e un EBITDA di 131,2 milioni di euro.

    Maire ha inoltre registrato nuovi ordini per 4,8 miliardi di euro nel primo trimestre, segnalando una domanda sostenuta per i suoi servizi di ingegneria e costruzione.

    La società ha confermato le previsioni per il 2026, mantenendo invariata la guidance per l’intero anno.

  • Borsa di Milano poco mossa; Nexi vola, Ferragamo in calo

    Borsa di Milano poco mossa; Nexi vola, Ferragamo in calo

    La FTSE MIB ha aperto la seduta in linea con la chiusura precedente, riflettendo un clima prudente condiviso dagli altri mercati europei, mentre gli investitori valutano l’incertezza geopolitica e una nuova ondata di risultati trimestrali.

    Intorno alle 9:20, il FTSE MIB segnava un calo dello 0,2%, in linea con gli altri listini europei. L’attenzione resta puntata anche sulla riunione della Federal Reserve, dalla quale non sono attese variazioni dei tassi di interesse.

    L’indice bancario italiano ha perso lo 0,5%, mentre i titoli energetici hanno registrato un leggero rialzo, sostenuti da un nuovo aumento dei prezzi del petrolio, mentre i tentativi di risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran restano in stallo.

    Nexi (BIT:NEXI) è salita del 7,5% dopo indiscrezioni del Financial Times su un rinnovato interesse da parte di CVC Capital Partners, che starebbe valutando un’offerta da 9 miliardi di euro, anche se le discussioni sono ancora in fase iniziale.

    Al contrario, Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) ha registrato un forte calo del 6% dopo che Jefferies ha avviato la copertura con raccomandazione “underperform” e un target price di 5,5 euro.

    Tra gli altri titoli, STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha guadagnato il 2,4%, mentre Stellantis (BIT:STLAM) è salita dell’1,5%.

  • Il petrolio estende il rialzo tra indiscrezioni su un blocco prolungato degli Stati Uniti contro l’Iran

    Il petrolio estende il rialzo tra indiscrezioni su un blocco prolungato degli Stati Uniti contro l’Iran

    I prezzi del petrolio sono saliti ulteriormente mercoledì, proseguendo il rally delle ultime sedute, dopo indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti si starebbero preparando a estendere il blocco dei porti iraniani, aumentando il rischio di ulteriori interruzioni dell’offerta in Medio Oriente.

    Secondo il The Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato contro l’Iran, citando fonti governative statunitensi.

    Il report afferma che Trump intende intensificare la pressione sull’economia iraniana e sulle esportazioni di petrolio limitando il traffico marittimo da e verso i suoi porti.

    Il Brent con consegna a giugno è salito di 52 centesimi, pari allo 0,47%, a 111,78 dollari al barile alle 01:54 GMT, segnando l’ottava sessione consecutiva di rialzo. Il contratto di giugno scade giovedì, mentre quello più attivo con consegna a luglio è salito dello 0,4% a 104,84 dollari.

    Il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a giugno è avanzato di 57 centesimi, pari allo 0,57%, a 100,50 dollari al barile, dopo un aumento del 3,7% nella sessione precedente. I prezzi sono saliti in sette delle ultime otto sedute.

    “Il recente aumento dei prezzi del petrolio è stato guidato dal blocco dello Stretto. Se Trump è disposto a estendere il blocco, le interruzioni dell’offerta peggioreranno ulteriormente e continueranno a spingere i prezzi del petrolio al rialzo”, ha dichiarato Yang An, analista presso Haitong Futures.

    Sebbene sia in vigore un cessate il fuoco nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, i negoziati restano bloccati mentre le parti cercano una soluzione definitiva. L’Iran continua a limitare il traffico nello Strait of Hormuz—un corridoio chiave per circa il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto—mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco dei porti iraniani.

    Washington sta facendo pressione per porre fine a quello che considera il programma nucleare iraniano, mentre Teheran chiede risarcimenti per il recente conflitto, un allentamento delle sanzioni e maggiore controllo sullo Stretto di Hormuz.

    Le interruzioni in corso nello Stretto stanno anche riducendo le scorte globali. Fonti di mercato hanno riferito che l’American Petroleum Institute ha segnalato un secondo calo settimanale consecutivo delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

    Le scorte di greggio sono diminuite di 1,79 milioni di barili nella settimana terminata il 24 aprile, secondo le fonti. Le scorte di benzina sono calate di 8,47 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono scese di 2,60 milioni di barili.

  • L’oro resta vicino ai minimi di un mese tra tensioni con l’Iran; focus sulla Fed

    L’oro resta vicino ai minimi di un mese tra tensioni con l’Iran; focus sulla Fed

    I prezzi dell’oro si sono mantenuti vicino ai minimi di un mese mercoledì, con la domanda per il metallo prezioso che resta debole a causa dell’incertezza legata al conflitto con l’Iran. Anche l’attesa per la decisione di politica monetaria della Federal Reserve ha contribuito a mantenere pressione sui prezzi.

    Il metallo ha registrato perdite significative questa settimana, mentre i flussi di beni rifugio si sono orientati principalmente verso il dollaro statunitense. Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi del petrolio—sostenuto dalle aspettative di uno stallo prolungato tra Stati Uniti e Iran—ha aumentato l’incertezza sui mercati.

    L’oro spot è sceso dello 0,1% a 4.593,04 dollari l’oncia alle 02:09 ET (06:09 GMT), mentre i futures sull’oro sono calati dello 0,1% a 4.606,31 dollari l’oncia.

    Gli altri metalli preziosi hanno mostrato un andamento misto, ma restano sotto pressione dopo le recenti perdite. L’argento spot è salito dello 0,7% a 73,6135 dollari l’oncia, mentre il platino spot è sceso dello 0,3% a 1.937,75 dollari l’oncia.

    Trump prepara un blocco prolungato dell’Iran – WSJ

    Donald Trump avrebbe ordinato ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco navale prolungato contro l’Iran, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal.

    La strategia mira ad aumentare la pressione economica su Teheran limitando la sua capacità di esportare petrolio, nel tentativo di spingerla verso un accordo.

    Secondo precedenti indiscrezioni, Trump non sarebbe soddisfatto di una proposta iraniana che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz rinviando i negoziati sul programma nucleare.

    Un blocco prolungato potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni, spingendo l’Iran a mantenere chiuso nel breve termine lo Strait of Hormuz. Un simile scenario potrebbe compromettere i flussi di petrolio nel Medio Oriente.

    Le preoccupazioni per un’inflazione alimentata dal petrolio hanno pesato sull’oro dalla fine di febbraio. I mercati temono che un’inflazione elevata possa spingere le banche centrali ad adottare politiche monetarie più restrittive, aumentando il costo opportunità di detenere asset non remunerativi come l’oro e riducendone l’attrattiva come bene rifugio.

    “Perché l’oro torni a guadagnare slancio, i mercati potrebbero aver bisogno di vedere un calo dei prezzi del petrolio oppure segnali di un allentamento delle tensioni geopolitiche tali da favorire aspettative più accomodanti da parte della Fed”, hanno dichiarato gli analisti di OCBC Bank in una nota.

    Attesa per la riunione della Fed

    L’attenzione è rivolta anche alla conclusione della riunione di due giorni della Fed prevista per mercoledì, con la banca centrale ampiamente attesa a lasciare invariati i tassi di interesse.

    La decisione arriva mentre aumentano le aspettative che la Fed possa mantenere i tassi invariati per il resto del 2026, soprattutto alla luce delle pressioni inflazionistiche legate al conflitto con l’Iran.

    Oltre alla Fed, gli investitori monitorano anche le decisioni sui tassi della European Central Bank e della Bank of England previste nel corso della settimana, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni per i mercati globali.

  • I mercati restano cauti in attesa della Fed e degli utili delle big tech: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I mercati restano cauti in attesa della Fed e degli utili delle big tech: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi sono saliti leggermente mercoledì, ma restano vicini alla parità, mentre gli investitori si preparano a una serie di annunci potenzialmente in grado di muovere i mercati. La Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse, anche se alcune indiscrezioni indicano che potrebbe adottare un tono più restrittivo nella comunicazione di politica monetaria. Allo stesso tempo, diverse grandi società tecnologiche sono pronte a pubblicare i risultati, con particolare attenzione ai loro piani di spesa nell’intelligenza artificiale. In Europa prosegue un’intensa stagione di utili, mentre Donald Trump avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani.

    Futures leggermente in rialzo

    I futures sui mercati azionari statunitensi hanno registrato un moderato rialzo nelle prime ore della giornata, in vista di quella che si preannuncia come una delle sessioni più intense dell’anno.

    Alle 03:26 ET, i futures sul Dow Jones erano in aumento di 47 punti, pari allo 0,1%, quelli sull’S&P 500 salivano di 5 punti, ovvero lo 0,1%, mentre i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 85 punti, pari allo 0,3%.

    Nella seduta precedente, i principali indici di Wall Street avevano chiuso in calo, appesantiti soprattutto dalle preoccupazioni sulla situazione finanziaria di OpenAI, dopo che The Wall Street Journal aveva riportato che la società non aveva raggiunto alcuni obiettivi di ricavi e utenti. Anche i titoli delle aziende clienti o investitrici in OpenAI hanno registrato un calo in seguito alla notizia.

    Nel frattempo, lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran continua a pesare sullo sfondo, offuscando le prospettive di una riapertura imminente dello Strait of Hormuz, che è rimasto di fatto chiuso al traffico marittimo per settimane. I prezzi del petrolio sono saliti, aumentando i timori per l’inflazione e per la crescita economica globale.

    Tuttavia, a conferma di una tendenza emergente nei mercati, gli utili societari hanno mostrato una buona resilienza nonostante queste difficoltà. Secondo Reuters, poco più di un terzo dei settori dell’S&P 500 ha già pubblicato i risultati, e l’81% delle aziende ha superato le aspettative degli analisti.

    Attesa per la decisione della Fed

    La Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75% al termine della sua ultima riunione di due giorni, mentre i responsabili della politica monetaria valutano gli effetti inflazionistici del conflitto con l’Iran.

    Secondo il The Wall Street Journal, la Fed potrebbe modificare il linguaggio delle sue indicazioni prospettiche in senso più restrittivo, eliminando il riferimento a possibili tagli dei tassi nel 2026.

    La decisione potrebbe anche includere una delle ultime conferenze stampa del presidente della Fed Jerome Powell, il cui mandato è destinato a scadere a maggio.

    “La (presunta) ultima conferenza stampa di Powell non dovrebbe scuotere i mercati, ma potrebbe adottare un tono leggermente più restrittivo data la mancanza di progressi nel Golfo”, hanno dichiarato gli analisti di ING Group in una nota.

    L’ex governatore della Fed Kevin Warsh è stato indicato da Trump come successore di Powell, con la commissione bancaria del Senato chiamata a votare sulla sua nomina nel corso della settimana. In caso di conferma, Warsh potrebbe assumere la guida della banca centrale prima della prossima riunione prevista per giugno.

    I risultati delle big tech sotto i riflettori

    Gli investitori stanno inoltre esaminando una lunga serie di risultati aziendali, inclusi quelli di alcune grandi società tecnologiche le cui ingenti spese nell’intelligenza artificiale hanno sostenuto il recente entusiasmo per questo settore emergente.

    Alphabet Inc. (NASDAQ:GOOG), Microsoft (NASDAQ:MSFT), Amazon (NASDAQ:AMZN) e Meta Platforms (NASDAQ:META) pubblicheranno i loro risultati dopo la chiusura dei mercati.

    Alla luce dell’impatto negativo sulle azioni tecnologiche derivante dal report su OpenAI, questi risultati rappresenteranno un test importante per valutare la solidità del tema dell’intelligenza artificiale, che ha contribuito a sostenere i mercati azionari nonostante le preoccupazioni legate al conflitto con l’Iran.

    “[I] partecipanti cercheranno non solo il classico “superare le aspettative e alzare le previsioni” da parte di questi titoli dei “Magnifici Sette”, ma anche chiarezza sull’entità degli investimenti previsti nei prossimi trimestri, sulla loro provenienza e sui tempi necessari per ottenere un ritorno su tali investimenti”, ha dichiarato Michael Brown in una nota.

    “Con il settore che arriva alla stagione degli utili sostanzialmente ai massimi storici, siamo in parte in una situazione “prezzata alla perfezione”, lasciando poco margine per delusioni e con il mercato quindi probabilmente pronto a penalizzare qualsiasi risultato inferiore alle attese.”

    Oltre al comparto tecnologico, tra le società che pubblicheranno i risultati figurano anche AbbVie (NYSE:ABBV), Regeneron Pharmaceuticals (NASDAQ:REGN) e Phillips 66 (NYSE:PSX).

    Pioggia di utili in Europa

    Nel contesto delle persistenti tensioni geopolitiche, diverse grandi aziende europee hanno pubblicato i loro risultati trimestrali nella mattinata.

    Le azioni di Adidas AG sono salite di oltre il 7% dopo che il gruppo ha registrato un utile operativo trimestrale superiore alle attese, nonostante un contesto retail definito come “molto volatile e fortemente scontato”.

    UBS Group AG ha registrato un rialzo dopo aver riportato un aumento dell’80% dell’utile trimestrale, sostenuto da una forte attività di trading e dei clienti favorita dalla volatilità dei mercati legata al conflitto.

    STMicroelectronics è salita fino ai livelli più alti dal 2024 dopo risultati superiori alle previsioni.

    Le azioni di Airbus SE sono aumentate leggermente dopo che la società ha confermato il proprio obiettivo annuale di consegne di aeromobili, nonostante carenze di motori da parte del fornitore Pratt & Whitney.

    Mercedes-Benz Group AG ha registrato un lieve rialzo anche se i ricavi sono diminuiti, principalmente a causa della forte concorrenza proveniente dalla Cina.

    Banco Santander si è mantenuta poco sopra la parità dopo aver riportato un aumento del 12,5% dell’utile netto sottostante nel primo trimestre.

    Trump prepara un blocco prolungato dell’Iran

    Donald Trump ha chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal.

    Citando funzionari statunitensi, il report afferma che la strategia punta a intensificare gli sforzi per limitare le esportazioni di petrolio iraniano e restringere il traffico marittimo da e verso i suoi porti, considerando il blocco un’opzione meno rischiosa rispetto a una ripresa di attacchi militari su larga scala o a un rapido accordo diplomatico.

    La mossa segue il cessate il fuoco di aprile, che ha interrotto una vasta campagna di bombardamenti ma ha lasciato elevate le tensioni nella regione.

    Secondo il giornale, Trump avrebbe recentemente respinto una proposta iraniana in tre fasi che avrebbe consentito una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz rinviando i negoziati sul nucleare, ritenendola insufficiente a soddisfare le richieste statunitensi.

    Il report aggiunge che Trump non è disposto a rinunciare alla richiesta che l’Iran si impegni a sospendere l’arricchimento dell’uranio per almeno 20 anni e ad accettare restrizioni anche oltre tale periodo.

  • Le azioni europee oscillano mentre utili, tensioni con l’Iran e attese sui tassi pesano sui mercati: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee oscillano mentre utili, tensioni con l’Iran e attese sui tassi pesano sui mercati: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno registrato un leggero calo nelle prime contrattazioni di mercoledì, con gli investitori impegnati a valutare un’intensa stagione di risultati aziendali, i rischi geopolitici in Medio Oriente e le imminenti decisioni delle banche centrali sui tassi di interesse.

    Alle 07:34 GMT, il Stoxx 600 era in calo dello 0,1%. Il DAX tedesco guadagnava lo 0,1%, mentre il CAC 40 francese scendeva dello 0,2%. A Londra, il FTSE 100 perdeva lo 0,4%.

    I mercati restano cauti a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio legato al conflitto con l’Iran, che potrebbe influenzare inflazione, utili aziendali e il percorso futuro dei tassi di interesse.

    I tentativi di risolvere le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano in stallo, senza segnali concreti di progresso. Secondo alcune indiscrezioni, Donald Trump avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani, mentre le opzioni per una rapida de-escalation appaiono limitate.

    Nel frattempo, lo Strait of Hormuz resta in gran parte chiuso al traffico delle petroliere. Poiché questo passaggio gestisce circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio, i prezzi del greggio si mantengono elevati, alimentando timori di uno shock energetico globale.

    Raffica di risultati

    In questo contesto incerto, diverse grandi società europee hanno pubblicato i risultati trimestrali.

    Le azioni di Adidas AG (BIT:1ADS) sono balzate di oltre il 7% dopo che il gruppo ha riportato un utile operativo trimestrale superiore alle attese, nonostante un contesto retail definito come “molto volatile e fortemente scontato”.

    Anche UBS Group AG (NYSE:UBS) è salita, sostenuta da un aumento dell’80% dell’utile nel primo trimestre grazie a un’intensa attività di trading e dei clienti in un contesto di elevata volatilità.

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha guadagnato terreno, raggiungendo i massimi dal 2024 dopo risultati trimestrali superiori alle previsioni.

    Le azioni di Airbus SE (EU:AIR) sono salite leggermente dopo la conferma degli obiettivi di consegna annuali, nonostante problemi di fornitura di motori da parte di Pratt & Whitney.

    Mercedes-Benz Group AG (TG:MBG) ha registrato un lieve rialzo nonostante il calo dei ricavi, dovuto in gran parte alla crescente concorrenza cinese.

    Banco Santander (LSE:BNC) è rimasta vicino alla parità dopo aver riportato un aumento del 12,5% dell’utile netto sottostante nel primo trimestre.

    GSK plc (LSE:GSK) è scesa di oltre il 3% pur avendo confermato le previsioni per il 2026 su crescita dei ricavi e dell’utile operativo core.

    Aena S.M.E. (BIT:1AENA) è risultata in calo dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

    Guardando avanti, l’attenzione si sposta sulla decisione sui tassi della Federal Reserve prevista più tardi nella giornata. Gli analisti si aspettano tassi invariati, con i mercati concentrati sulle indicazioni future riguardo al costo del denaro.

  • Le azioni Nexi salgono su indiscrezioni di una possibile offerta di CVC

    Le azioni Nexi salgono su indiscrezioni di una possibile offerta di CVC

    Nexi S.p.A. (BIT:NEXI) hanno registrato un rialzo di circa il 6% martedì dopo che un report ha indicato che il fondo di private equity CVC Capital Partners (AS:CVC) starebbe valutando una possibile offerta di acquisizione per circa 9 miliardi di euro (10,54 miliardi di dollari).

    Secondo il Financial Times, che cita fonti vicine alla vicenda, CVC aveva già preso in considerazione l’acquisizione di Nexi in due occasioni precedenti. Le attuali valutazioni sono ancora in una fase iniziale e non è certo che venga presentata un’offerta formale.

    Il rinnovato interesse arriva poco dopo che il titolo Nexi era sceso ai minimi storici, in seguito alla presentazione del nuovo piano triennale da parte dell’ex amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, che non era riuscita a rassicurare gli investitori.

    CVC Capital non ha rilasciato commenti ufficiali sulle indiscrezioni.