I future sugli indici azionari statunitensi faticavano a trovare una direzione chiara mercoledì, con gli investitori divisi tra gli sviluppi geopolitici e l’attesa per un fitto calendario di dati macroeconomici. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Stati Uniti e Venezuela hanno raggiunto un accordo che consentirà a Caracas di esportare fino a 2 miliardi di dollari di greggio domestico verso gli USA, a pochi giorni da un’operazione militare americana di alto profilo che ha portato alla cattura del leader venezuelano. Sul fronte societario, Constellation Brands (NYSE:STZ) si prepara a pubblicare i risultati trimestrali, mentre il gruppo affronta una domanda debole.
Future senza direzione
I future di Wall Street si muovevano intorno alla parità nelle prime ore della seduta, mentre gli operatori valutavano l’attenuarsi dello shock geopolitico e si preparavano ai dati economici in arrivo.
Alle 02:47 ET, i future sul Dow salivano di 46 punti (+0,1%), quelli sull’S&P 500 scendevano di 6 punti (-0,1%), mentre i future sul Nasdaq 100 arretravano di 50 punti (-0,2%).
Nella seduta precedente Wall Street aveva chiuso in rialzo, sostenuta dal balzo dei titoli dei semiconduttori legato all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. I titoli della memoria e dello storage, come Seagate Technology (NASDAQ:STX), SanDisk (NASDAQ:SNDK) e Micron Technology (NASDAQ:MU), sono stati favoriti dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, durante una conferenza tecnologica molto seguita. Nel suo intervento, Huang ha affermato che la prossima generazione di chip includerà un ulteriore livello di tecnologia di archiviazione che consentirà ai chatbot di fornire risposte più rapide a domande più lunghe.
In evidenza anche Moderna (NASDAQ:MRNA), balzata di quasi l’11% dopo che gli analisti di BofA Global Research hanno alzato il target price sul titolo.
I titoli energetici hanno invece invertito la rotta, arretrando dopo i rialzi di inizio settimana seguiti all’operazione statunitense contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Chevron (NYSE:CVX) ha perso il 4,5%, mentre Exxon Mobil (NYSE:XOM) è scesa del 3,4%.
Il Venezuela esporta greggio verso gli USA
Trump ha dichiarato martedì che Washington e Caracas hanno concordato un’intesa che permetterà al Venezuela di esportare fino a 2 miliardi di dollari di petrolio verso gli Stati Uniti.
In precedenza il presidente aveva chiesto che il Venezuela e la presidente ad interim Delcy Rodríguez concedessero agli Stati Uniti e alle compagnie petrolifere americane pieno “accesso” al vasto settore petrolifero del Paese, avvertendo che un mancato accordo avrebbe potuto esporre Caracas a ulteriori interventi militari USA.
In un post sui social media, Trump ha scritto che il Venezuela trasferirà agli Stati Uniti tra 30 e 50 milioni di barili di “petrolio sanzionato”. Milioni di barili sono rimasti bloccati da quando Washington ha imposto un blocco nel mese di dicembre.
Secondo Reuters, l’accordo potrebbe inizialmente costringere a riallocare carichi di greggio destinati alla Cina, uno dei principali acquirenti del petrolio venezuelano nell’ultimo decennio.
Le quotazioni del petrolio sono scese, con il Brent in calo dello 0,9% a 60,18 dollari al barile e il WTI statunitense in flessione dell’1,2% a 56,46 dollari.
Attenzione ai dati
Gli analisti di ING hanno osservato in una nota che lo “shock” legato all’attacco statunitense al Venezuela si è “in gran parte esaurito”, con i prezzi del petrolio tornati su livelli simili a quelli precedenti e le azioni ancora in rialzo.
“A meno che gli Stati Uniti non intensifichino le minacce sulla Groenlandia o non intervengano nuovamente in Venezuela, i mercati dovrebbero tornare a concentrarsi sui dati nella seconda parte della settimana”, hanno scritto gli analisti, tra cui Frantisek Taborsky e Francesco Pesole.
La Casa Bianca ha riferito che Trump sta valutando opzioni per acquisire la Groenlandia, incluso un possibile ricorso alla forza militare, ritenendo il territorio strategico per la sicurezza nazionale. I leader europei hanno però espresso una netta opposizione.
Nonostante l’incertezza geopolitica, l’attenzione dei mercati è destinata a spostarsi su una serie di dati economici chiave dagli Stati Uniti. Gli economisti si aspettano che il rapporto di ADP mostri un aumento di circa 49.000 posti di lavoro nel settore privato a dicembre, dopo il calo di 32.000 a novembre. Altri dati dovrebbero indicare un lieve calo delle offerte di lavoro a 7,61 milioni.
Le condizioni del mercato del lavoro sono state centrali nelle recenti decisioni della Federal Reserve, che nel 2025 ha tagliato i tassi più volte, privilegiando il sostegno all’occupazione rispetto alle pressioni inflazionistiche persistenti.
In arrivo l’ISM servizi
Gli investitori attendono anche nuovi dati sull’attività del settore dei servizi USA. L’indice ISM non manifatturiero dell’Institute for Supply Management è atteso in lieve calo a 52,2 da 52,6.
A novembre il comparto servizi era rimasto sostanzialmente stabile, con occupazione debole e costi degli input in aumento. Poiché i servizi rappresentano oltre due terzi dell’economia USA, i dati ISM potrebbero offrire indicazioni importanti sulla salute della prima economia mondiale a fine quarto trimestre.
Constellation Brands sotto i riflettori
Sul fronte societario, l’attenzione è rivolta ai conti di Constellation Brands. Secondo le stime Bloomberg, il gruppo dovrebbe registrare un utile per azione rettificato di 2,64 dollari nel terzo trimestre fiscale, su ricavi netti di circa 2,16 miliardi di dollari.
Le spedizioni di birra sono viste in calo del 2,91%, mentre i volumi di depletion — che misurano le vendite al consumo finale — dovrebbero scendere del 3,96%. La birra rappresenta la quota maggiore dei ricavi del gruppo.
Constellation e concorrenti come Molson Coors (NYSE:TAP) e Brown-Forman (NYSE:BF.A) stanno affrontando una domanda più debole di alcolici e dazi più elevati sulle lattine in alluminio, che hanno compresso i margini. A ciò si aggiungono le preoccupazioni sull’immigrazione e l’incertezza economica, che hanno frenato la spesa dei consumatori latinoamericani negli USA, un segmento chiave per marchi come Corona e Modelo.