Author: Fiona Craig

  • La Borsa di Milano apre in rialzo insieme all’Europa dopo i risultati di Nvidia; banche in evidenza

    La Borsa di Milano apre in rialzo insieme all’Europa dopo i risultati di Nvidia; banche in evidenza

    La Borsa di Milano ha aperto in territorio positivo giovedì, in linea con gli altri principali listini europei, grazie al miglioramento del sentiment globale dopo i risultati trimestrali superiori alle attese di Nvidia (NASDAQ:NVDA). Il colosso statunitense dei semiconduttori ha inoltre previsto ricavi per il quarto trimestre ben al di sopra delle stime degli analisti, attenuando in parte i timori sulle valutazioni del settore dell’intelligenza artificiale che avevano pesato sulle borse nelle ultime sedute.

    Intorno alle 9:30, il FTSE MIB segnava un progresso dell’1,2%.

    Il comparto bancario è stato tra i migliori in Europa. BNP Paribas (EU:BNP) è balzata del 6% dopo aver alzato il target del proprio CET1 al 13% entro il 2027. L’indice bancario italiano è salito dell’1,5%, con MPS (BIT:BMPS) e Banco BPM (BIT:BAMI) entrambe in rialzo di oltre il 2%.

    Fuori dal listino principale, le azioni MFE B hanno ridotto parte dei guadagni iniziali ma restano in aumento dell’1,7% dopo i risultati dei nove mesi, mentre le azioni di Classe A avanzano del 3,4%.
    Si distingue anche CIR (BIT:CIR), in rialzo del 7% dopo l’annuncio di un accordo vincolante con F2i per l’acquisto della partecipazione del 40,23% in Kos detenuta da F2i Healthcare.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Caccia alle occasioni potrebbe favorire un rimbalzo iniziale a Wall Street

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Caccia alle occasioni potrebbe favorire un rimbalzo iniziale a Wall Street

    I futures statunitensi indicavano un avvio leggermente positivo mercoledì, suggerendo che i mercati azionari potrebbero tentare un recupero dopo diverse sedute di forti ribassi.

    Un primo sostegno a Wall Street dovrebbe arrivare dagli investitori a caccia di occasioni, desiderosi di acquistare titoli scesi su livelli considerati convenienti dopo la recente debolezza.

    Martedì gli indici principali hanno chiuso ai minimi di un mese, mentre continuano le preoccupazioni per una possibile bolla legata all’AI.

    Tuttavia, l’entusiasmo in apertura potrebbe rimanere contenuto. Gli operatori attendono con cautela gli utili di una delle società più influenti del mercato—un importante punto di riferimento per il settore dell’intelligenza artificiale—che pubblicherà i risultati dopo la chiusura odierna.

    Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell, ha dichiarato: “Nvidia pubblica i risultati stasera e il minimo dettaglio capace di deludere gli investitori potrebbe scatenare un tornado sui mercati globali.” Ha aggiunto: “Gli investitori penderanno da ogni parola di [CEO] Jensen Huang e cercheranno indizi sul fatto che i grandi investimenti nell’AI siano davvero giustificati.”

    Mould ha proseguito dicendo: “Huang è un eterno ottimista e Nvidia ha l’abitudine di superare ampiamente le aspettative sugli utili. Pertanto, gli investitori potrebbero analizzare i numeri più del solito per individuare eventuali segnali di debolezza, invece di lasciarsi guidare solo dalla narrativa principale.”

    La cautela potrebbe prevalere anche in vista della pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, prevista per questo pomeriggio.

    I verbali potrebbero offrire ulteriori indicazioni sul futuro dei tassi d’interesse, in un momento in cui sono diminuite le aspettative di un taglio da 25 punti base a dicembre.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, la probabilità di un taglio dei tassi il mese prossimo è attualmente intorno al 50%.

    Martedì, nonostante un tentativo tardivo di contenere le perdite, i mercati hanno chiuso bruscamente al ribasso. I cali hanno ampliato la flessione di lunedì, riportando gli indici ai minimi di un mese.

    Il Dow è sceso di 498,50 punti (-1,1%) a 46.091,74, il Nasdaq ha perso 275,23 punti (-1,2%) a 22.432,85 e l’S&P 500 è arretrato di 55,09 punti (-0,8%) a 6.617,32.

    I titoli tecnologici hanno continuato a pesare sul mercato, complice la debolezza persistente di Nvidia (NASDAQ:NVDA), scesa del 2,8% dopo il calo dell’1,8% di lunedì, mentre gli investitori attendono i risultati trimestrali del colosso dei chip.

    L’andamento dei risultati di Nvidia e le sue indicazioni future potrebbero influenzare in modo significativo i mercati, in un clima già segnato dai timori di una bolla AI.

    Gli operatori guardano anche ai dati economici statunitensi rinviati a causa del recente shutdown governativo, tra cui il rapporto sull’occupazione di settembre in arrivo giovedì.

    Sul fronte macro, il Dipartimento del Commercio ha comunicato che gli ordinativi alle fabbriche sono rimbalzati dell’1,4% in agosto, dopo un calo dell’1,3% in luglio—dati in linea con le attese.

    Tra i settori più deboli spiccano l’hardware informatico, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in calo del 3,7%. Anche semiconduttori e software hanno subito forti vendite, ampliando la discesa del Nasdaq.

    Fuori dalla tecnologia, i titoli retail hanno mostrato forte debolezza, come indica il calo del 2,4% del Dow Jones U.S. Retail Index.

    Home Depot (NYSE:HD) ha guidato i ribassi del settore, scendendo del 6,0% dopo utili trimestrali inferiori alle attese e il taglio dell’outlook sull’intero anno.

    Al contrario, i titoli energetici hanno sovraperformato: il forte rialzo del petrolio ha sostenuto l’indice NYSE Arca Oil, salito dell’1,4%.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le Borse Europee Restano Senza Direzione mentre i Timori sull’AI Mantengono il Mercato Sotto Pressione

    DAX, CAC, FTSE100, Le Borse Europee Restano Senza Direzione mentre i Timori sull’AI Mantengono il Mercato Sotto Pressione

    Le borse europee sono rimaste poco mosse mercoledì, mantenendosi vicino ai minimi di un mese toccati nella seduta precedente, mentre persistono le preoccupazioni per una possibile bolla legata all’intelligenza artificiale, il calo delle aspettative sui tagli dei tassi e i timori sull’outlook economico.

    La sterlina si è indebolita dopo la pubblicazione di nuovi dati che mostrano un rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito a ottobre, complice la diminuzione dei prezzi di gas ed elettricità.

    L’indice dei prezzi al consumo è salito del 3,6% su base annua, in rallentamento rispetto al 3,8% di settembre, pur rimanendo leggermente sopra le stime degli economisti (3,5%).

    Tra i principali indici europei, il FTSE 100 ha perso lo 0,2%, il CAC 40 francese è sceso dello 0,1%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,2%.

    Sul fronte societario, le azioni di Lloyds Banking Group sono scese a Londra dopo che la banca ha confermato l’acquisizione della fintech Curve come parte della propria strategia digitale.

    British Land (LSE:LLOY) è anch’essa arretrata dopo aver comunicato un aumento dell’1,2% del valore del proprio portafoglio immobiliare nel Regno Unito nei sei mesi fino a settembre.

    In controtendenza, Rotork (LSE:ROR) è balzata in avanti dopo l’annuncio di un nuovo programma di buyback da 50 milioni di sterline.

    Il gruppo farmaceutico svizzero Roche (BIT:1RO) ha registrato un rialzo dopo che la Commissione Europea ha autorizzato in via condizionata la versione sottocutanea di Lunsumio.

    Sage Group (LSE:SGE) ha registrato un forte rialzo grazie a risultati annuali migliori del previsto e al lancio di un programma di riacquisto azioni da 300 milioni di sterline.

    Anche Tesco (LSE:TSCO) è salita in seguito all’avvio della terza tranche del suo buyback da 1,45 miliardi di sterline, con un massimo di 350 milioni destinati al riacquisto di azioni.

  • Il petrolio scende per timori di eccesso di offerta, ma le sanzioni limitano le perdite

    Il petrolio scende per timori di eccesso di offerta, ma le sanzioni limitano le perdite

    I prezzi del petrolio sono scesi mercoledì, appesantiti dai segnali di un aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti — il maggiore consumatore mondiale — dopo che un rapporto dell’industria ha indicato un nuovo incremento delle scorte. Il calo è stato però contenuto dall’attenzione degli operatori sull’impatto delle nuove sanzioni statunitensi sul petrolio russo.

    Alle 07:30 GMT, i future sul Brent perdevano 22 centesimi, o lo 0,3%, a 64,67 dollari al barile, dopo un aumento dell’1,1% nella sessione precedente. I future sul WTI statunitense scendevano di 17 centesimi, o lo 0,3%, a 60,57 dollari, dopo un rialzo dell’1,4% martedì.

    Martedì sera, fonti di mercato che citavano i dati dell’American Petroleum Institute (API) hanno riferito che le scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati sono nuovamente aumentate la scorsa settimana. Le scorte di greggio sono salite di 4,45 milioni di barili, mentre la benzina è aumentata di 1,55 milioni di barili e i distillati di 577.000 barili, secondo l’API.

    Gli strateghi delle materie prime di ING hanno affermato che i dati sono stati “nel complesso relativamente ribassisti”, ma hanno anche sottolineato: “I partecipanti al mercato sembrano più preoccupati per i rischi di offerta che per le probabilità di un surplus in futuro.”

    Le nuove sanzioni statunitensi contro Rosneft e Lukoil impongono alle aziende di terminare i rapporti con le due società entro il 21 novembre, aumentando la possibilità di un irrigidimento dell’offerta. Lunedì, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le misure — che stanno già riducendo le entrate petrolifere russe — dovrebbero limitare ulteriormente i volumi di esportazione. Gli acquirenti in Cina e India avrebbero già iniziato a rivolgersi a fornitori alternativi.

    Emril Jamil, analista senior del petrolio presso LSEG, ha osservato che “I prezzi di riferimento sono in un intervallo ristretto, con il mercato che osserva l’impatto delle sanzioni (del 21 novembre), anche se permangono pressioni al ribasso sullo sfondo a causa del sentimento di oversupply.”

    Martedì i prezzi erano saliti mentre gli investitori valutavano l’effetto delle sanzioni e gli attacchi ucraini alle raffinerie e ai terminal russi, che hanno aumentato i timori di interruzioni di greggio e carburanti.

    Tuttavia, secondo gli analisti, la produzione globale continua a superare la domanda attuale, limitando la possibilità di una ripresa sostenuta.

    I margini di raffinazione, soprattutto in Europa, si sono rafforzati: gli spread del diesel hanno raggiunto martedì il livello più alto da settembre 2023 dopo gli attacchi ucraini che hanno esercitato ulteriore pressione sulle infrastrutture energetiche globali.

    Gli analisti di Haitong Futures hanno dichiarato: “I prezzi del petrolio hanno trovato supporto grazie al forte mercato del diesel, ma l’eccesso persistente di greggio mantiene gli investitori cauti nel inseguire ulteriori rialzi del petrolio.”

    Il mercato attende ora i dati ufficiali sulle scorte degli Stati Uniti, attesi più tardi mercoledì. Un sondaggio Reuters tra otto analisti prevede un calo delle scorte di circa 600.000 barili nella settimana terminata il 14 novembre.

  • L’oro rimbalza mentre i timori fiscali e l’incertezza sulla Fed alimentano la domanda di beni rifugio

    L’oro rimbalza mentre i timori fiscali e l’incertezza sulla Fed alimentano la domanda di beni rifugio

    I prezzi dell’oro sono saliti nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì, sostenuti da una rinnovata domanda di asset rifugio a causa delle crescenti preoccupazioni sulle pressioni fiscali nei principali Paesi sviluppati, in particolare in Giappone.

    I dubbi persistenti sul fatto che la Federal Reserve effettuerà un taglio dei tassi a dicembre — insieme ai primi segnali di indebolimento del mercato del lavoro statunitense e all’attesa per la pubblicazione dei verbali della riunione di ottobre — hanno contribuito a sostenere l’oro.

    Il dollaro statunitense si è stabilizzato dopo il recente rialzo, offrendo un po’ di sollievo ai metalli. Anche il forte calo dei mercati azionari globali, alimentato dai timori sulle valutazioni gonfiate del settore tecnologico, ha rafforzato la domanda di oro come bene rifugio. Gli investitori guardano ora ai risultati imminenti di NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA) per ulteriori indicazioni.

    Alle 00:54 ET (05:54 GMT), l’oro spot avanzava dello 0,6% a 4.092,51 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro con consegna dicembre salivano dello 0,7% a 4.093,79 dollari l’oncia.

    Flussi rifugio in aumento tra le tensioni fiscali del Giappone

    Un’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi — soprattutto sulle scadenze più lunghe — ha intensificato i timori riguardo all’espansione della spesa pubblica e alla capacità del governo guidato da Sanae Takaichi di finanziare ulteriori piani di stimolo.

    I mercati sono rimasti turbati da indiscrezioni secondo cui Takaichi starebbe preparando un pacchetto di stimoli molto più grande del previsto, pari a circa 25 trilioni di yen (163 miliardi di dollari).

    I rendimenti dei titoli a 20 e 30 anni sono balzati ai massimi da decenni, mentre il decennale ha raggiunto il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008.

    Il Giappone, essendo un grande creditore globale, rischia di generare effetti di contagio se il mercato obbligazionario dovesse destabilizzarsi ulteriormente, soprattutto mentre l’interesse degli investitori sembra diminuire.

    Anche le tensioni geopolitiche sono aumentate dopo che un attrito diplomatico con la Cina si è intensificato in seguito ai commenti di Takaichi su Taiwan, nonostante i tentativi di Tokyo di ricucire i rapporti.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato forti rialzi: il platino spot è salito dello 0,9% a 1.547,96 dollari, mentre l’argento spot è aumentato dell’1,3% a 51,3825 dollari.

    Attese sulla Fed e probabilità di un taglio dei tassi

    L’incertezza sul prossimo passo della Federal Reserve ha continuato a sostenere l’oro dopo che i recenti dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione hanno mostrato una debolezza persistente nel mercato del lavoro.

    I segnali contrastanti hanno portato a un leggero aumento delle probabilità di un taglio dei tassi a dicembre, anche se il mercato rimane orientato verso una pausa. Secondo CME FedWatch, gli operatori vedono una probabilità del 42,4% di un taglio di 25 punti base nella riunione del 10-11 dicembre, in forte calo rispetto al 62,4% della settimana precedente.

    L’attenzione si sposta ora sui verbali della riunione di fine ottobre. Nonostante il sostegno quasi unanime al taglio di 25 punti base, negli ultimi tempi è emersa una maggiore divisione interna riguardo a un possibile ulteriore taglio a dicembre.

    Il prolungato shutdown del governo statunitense ha inoltre ridotto la disponibilità di dati economici, lasciando la Fed con una visibilità limitata in vista dell’ultima riunione dell’anno — e aumentando le probabilità di una pausa prudente.

    Tassi statunitensi stabili tipicamente riducono l’attrattiva di asset privi di rendimento come l’oro, ma l’incertezza economica mantiene elevata la domanda di rifugio.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I risultati di Nvidia al centro dell’attenzione; Lowe’s e Target pronti a pubblicare – ecco cosa muove i mercati

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I risultati di Nvidia al centro dell’attenzione; Lowe’s e Target pronti a pubblicare – ecco cosa muove i mercati

    I future statunitensi sono rimasti in gran parte invariati mercoledì mattina, mentre gli investitori si preparavano a una giornata ricca di trimestrali guidate da Nvidia (NASDAQ:NVDA). L’aggiornamento del colosso dei semiconduttori è atteso come un potenziale catalizzatore per il sentiment intorno all’intelligenza artificiale, ormai caratterizzato da forte volatilità. Gli operatori guarderanno anche ai risultati di Lowe’s (NYSE:LOW) e Target (NYSE:TGT) per valutare la solidità della domanda dei consumatori prima della stagione natalizia, mentre la Federal Reserve pubblicherà i verbali della riunione di ottobre.

    Future poco mossi

    Verso le 02:37 ET i contratti legati a Dow, S&P 500 e Nasdaq 100 si muovevano appena. La calma arriva dopo una nuova seduta negativa martedì, che ha esteso un selloff alimentato dai timori per investimenti legati all’IA finanziati spesso a debito e per valutazioni elevate nel tech.

    I titoli dei semiconduttori — tra cui Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD), Marvell (NASDAQ:MRVL) e Micron (NASDAQ:MU) — sono scesi ancora, pesando sul Nasdaq Composite.

    Ulteriore segnale di nervosismo, l’ultimo sondaggio di Bank of America ha indicato come maggiore “rischio di coda” per i mercati la possibilità che l’industria dell’IA si trovi in una “bolla”.

    Tra i singoli titoli, Home Depot (NYSE:HD) è crollata del 6% dopo aver abbassato le stime per l’intero anno, un avvio negativo in vista delle altre trimestrali retail attese questa settimana.

    Sul fronte macro, i dati di ADP hanno mostrato un rallentamento dei licenziamenti nel settore privato nelle quattro settimane fino al 1° novembre, mentre i dati governativi hanno evidenziato un incremento nelle richieste di sussidi tra metà settembre e metà ottobre.

    Nvidia in primo piano

    I riflettori ora sono puntati su Nvidia. Con una capitalizzazione di 4,41 trilioni di dollari e un peso superiore al 7% nell’S&P 500, i suoi risultati e le sue prospettive possono influenzare pesantemente l’intero mercato, oltre a incidere su un’economia statunitense spinta proprio dall’IA, come notato da Capital Economics.

    Le stime di consenso Bloomberg prevedono per il terzo trimestre ricavi per 55,19 miliardi di dollari e un utile operativo rettificato di 36,46 miliardi.

    Gli analisti di Stifel hanno scritto che “[c]i aspettiamo che il dibattito degli investitori nel breve termine continui a concentrarsi sulla sostenibilità degli investimenti infrastrutturali”, nonostante gli aumenti nelle spese in conto capitale dei grandi provider cloud. Hanno aggiunto che i timori su un intreccio di operazioni nel settore IA — molte delle quali coinvolgono Nvidia — sono “aumentati”, anche se l’azienda resta “meglio posizionata” per beneficiare dell’aumento della domanda di capacità di calcolo dedicata all’IA.

    Il titolo Nvidia è sceso del 2,8% martedì prima della trimestrale.

    Lowe’s e Target in arrivo

    Prima dell’apertura di Wall Street, Lowe’s e Target presenteranno i risultati, insieme alla retailer off-price TJX Companies (NYSE:TJX). Walmart (NYSE:WMT) pubblicherà giovedì.

    Il settore retail è osservato speciale questa settimana dopo il lungo shutdown governativo, che ha lasciato vuoti molti indicatori necessari per valutare i consumi. Home Depot ha fornito un quadro piuttosto grigio martedì, spiegando che le speranze di una ripresa trainata da tassi e mutui più bassi non si sono concretizzate: i consumatori restano cauti e rinviano interventi costosi, frenati anche dai dazi elevati.

    Verbali della Fed in arrivo

    Mercoledì verranno pubblicati anche i verbali della riunione di ottobre della Federal Reserve. Il mese scorso la banca centrale ha tagliato i tassi di 25 punti base al 3,75%-4%, dopo un taglio simile in settembre.

    Powell ha però avvertito che, nonostante le aspettative di mercato, un ulteriore taglio a dicembre non è garantito. Alcuni membri della Fed hanno chiesto prudenza vista la scarsità di dati durante lo shutdown, anche se il governatore Christopher Waller ha espresso sostegno a un altro taglio questa settimana.

    Secondo il FedWatch Tool del CME, le probabilità di un taglio a dicembre restano attorno al 50%.

    Bitcoin rimbalza

    Il Bitcoin (COIN:BTCUSD) è risalito mercoledì dopo un calo che aveva cancellato tutti i guadagni del 2025. Il sentiment di rischio è stato colpito dalle incertezze sull’IA e dal quadro poco chiaro per le prossime mosse della Fed.

    Reuters ha riportato deflussi per 3,7 miliardi di dollari dagli ETF statunitensi legati al Bitcoin dal 10 ottobre. Secondo CoinGecko, la capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa di circa 1,2 trilioni nelle ultime sei settimane.

  • Il dollaro si rafforza in attesa del rapporto sui salari; la sterlina scivola dopo il calo dell’inflazione

    Il dollaro si rafforza in attesa del rapporto sui salari; la sterlina scivola dopo il calo dell’inflazione

    Il dollaro USA è salito leggermente mercoledì, sostenuto dal clima di avversione al rischio che domina i mercati globali, anche se i guadagni restano contenuti in vista della pubblicazione del rapporto sui salari statunitensi, rinviato e molto atteso.

    Alle 10:15 (09:15 GMT), il Dollar Index — che misura il biglietto verde contro un paniere di sei valute principali — avanzava dello 0,1% a 99,552, vicino ai massimi di una settimana.

    Il dollaro sostenuto dal sentiment risk-off

    I mercati azionari globali sono sotto pressione da giorni, con rinnovate preoccupazioni sulle valutazioni delle società tecnologiche legate all’AI, spingendo gli investitori verso i Treasury USA e quindi verso il dollaro.

    La tensione potrebbe durare fino alla chiusura dei mercati americani, con i risultati di Nvidia (NASDAQ:NVDA) destinati a giocare un ruolo decisivo, data la sua importanza nel commercio legato all’intelligenza artificiale.

    “Le magnifiche sette azioni tecnologiche sono circa il 7% sotto i loro massimi – una goccia nell’oceano rispetto al rally del 70% da aprile. Ma la paura comprensibile è che questo sia un trade molto affollato e che una passeggiata casuale verso l’uscita possa trasformarsi in qualcosa di meno ordinato qualora emergesse un motivo”, hanno scritto gli analisti di ING.

    A peggiorare il sentiment contribuiscono anche segnali di rallentamento economico: i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione pubblicati martedì mostrano un forte aumento degli americani che ricevono benefit tra metà settembre e metà ottobre.

    Il rapporto sui salari non agricoli di settembre — rinviato a causa dello shutdown del governo — sarà pubblicato giovedì.
    I mercati stanno osservando attentamente eventuali indicazioni sulla forza del mercato del lavoro e sulle pressioni salariali. Un dato più debole del previsto aumenterebbe le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed.

    “La pubblicazione del rapporto sui salari di settembre rinviato potrebbe essere la migliore occasione affinché il dollaro scenda questa settimana”, ha affermato ING. “Se i dati non convinceranno il mercato a prevedere un taglio della Fed a dicembre (attualmente prezzato al 50%), allora la pressione rimarrà sui mercati azionari.”

    Sterlina in calo dopo il CPI britannico

    In Europa, EUR/USD è sceso leggermente a 1,1577, vicino ai minimi di una settimana.
    La lettura finale del CPI dell’Eurozona, attesa più tardi, dovrebbe confermare un lieve calo dell’inflazione di ottobre — rafforzando le aspettative che la BCE manterrà i tassi invariati a dicembre.

    ING ha osservato: “Ci aspettiamo range ristretti per EUR/USD, ma un movimento sotto 1,1560/65 potrebbe creare qualche problema intraday.”

    GBP/USD è sceso dello 0,1% a 1,3136 dopo il calo dell’inflazione britannica a ottobre, aumentando le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Bank of England il mese prossimo.
    L’inflazione è scesa al 3,6%, dal 3,8%, il livello più basso da maggio.

    “Ci aspettiamo che la sterlina rimanga fragile in vista della Legge di Bilancio,” ha dichiarato ING.

    La cancelliera Rachel Reeves dovrà trovare decine di miliardi di sterline nel bilancio del 26 novembre per rispettare gli obiettivi fiscali del governo.

    Yen vicino ai minimi di nove mesi

    In Asia, USD/JPY è salito dello 0,1% a 155,67 dopo aver toccato un massimo di nove mesi nella seduta precedente.
    I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine sono ai massimi da decenni, mentre gli investitori mettono in dubbio la sostenibilità delle politiche fiscali espansive del Giappone.

    USD/CNY è salito leggermente a 7,1098, mentre AUD/USD è sceso dello 0,4% a 0,6483 nonostante la crescita dei salari nel terzo trimestre sia rimasta stabile — rafforzando l’aspettativa che la Reserve Bank of Australia manterrà i tassi invariati.

  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee stabili in attesa dei risultati di Nvidia; l’inflazione nel Regno Unito rallenta

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee stabili in attesa dei risultati di Nvidia; l’inflazione nel Regno Unito rallenta

    I mercati europei sono rimasti per lo più invariati mercoledì, mentre gli investitori hanno adottato un atteggiamento prudente in vista dei molto attesi risultati di Nvidia (NASDAQ:NVDA), che dovrebbero influenzare il sentiment nei prossimi giorni.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco era in lieve rialzo dello 0,1%, mentre il CAC 40 francese perdeva lo 0,1% e il FTSE 100 inglese si muoveva senza variazioni significative.

    Risultati di Nvidia al centro dell’attenzione

    I timori legati alle valutazioni elevate delle società tecnologiche esposte all’AI hanno mantenuto i mercati globali in allerta questa settimana.

    Nvidia, considerata il simbolo del boom dell’intelligenza artificiale, ha visto le sue azioni salire di circa il 1.000% dalla fine del 2022, quando OpenAI ha lanciato ChatGPT — superando la soglia dei 5 trilioni di dollari di capitalizzazione.

    La società pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati, e gli investitori attendono di capire se le prospettive saranno all’altezza delle aspettative elevatissime.

    In Europa, Smiths Group (LSE:SMIN) ha registrato una crescita costante nel primo trimestre e ha annunciato un nuovo buyback da 1 miliardo di sterline, che partirà al termine del programma attuale da 500 milioni.

    Jet2 (LSE:JET2) ha riportato un altro semestre da record, con numeri in aumento per passeggeri, ricavi e profitti, nonostante la volatilità delle prenotazioni tardive.

    Sage Group (LSE:SGE) ha presentato risultati annuali solidi fino a settembre 2025, sostenuti dalla strategia basata su soluzioni cloud e sull’integrazione dell’AI.

    CPI britannico in calo a ottobre

    L’inflazione al consumo nel Regno Unito è scesa al 3,6% in ottobre, dal 3,8% del mese precedente, aumentando le probabilità che la Bank of England possa tagliare i tassi a dicembre.

    La BoE aveva mantenuto i tassi invariati con un voto risicato di 5-4 all’inizio del mese, segno di divisioni interne che il nuovo calo dell’inflazione potrebbe aiutare a superare.

    Più tardi nella seduta arriveranno anche i dati sull’inflazione dell’Eurozona, attesi in linea con l’obiettivo del 2% della BCE.

    Petrolio in calo con l’aumento delle scorte USA

    I prezzi del greggio sono scesi dopo nuovi dati che segnalano un aumento delle scorte negli Stati Uniti.

    Il Brent è arretrato dello 0,6% a 64,48 dollari al barile, mentre il WTI ha perso lo 0,6% a 60,30 dollari.

    Secondo l’American Petroleum Institute, le scorte di greggio sono aumentate di 4,45 milioni di barili nella settimana al 14 novembre, insieme a incrementi per benzina (1,55 milioni) e distillati (577.000 barili).

    I dati ufficiali del governo USA saranno pubblicati più tardi oggi.

  • UniCredit Smentisce Trattative di Fusione con Bper e Unipol dopo le Speculazioni di Mercato

    UniCredit Smentisce Trattative di Fusione con Bper e Unipol dopo le Speculazioni di Mercato

    UniCredit (BIT:UCG) ha respinto le indiscrezioni secondo cui starebbe valutando una possibile fusione con Bper Banca (BIT:BPE) o con il suo principale azionista Unipol (BIT:UNI).
    Un portavoce dell’istituto ha ribadito che le voci circolate sulla stampa sono “completamente infondate”.

    Secondo quanto riportato oggi da La Stampa, UniCredit starebbe intensificando il proprio interesse per Bper Banca. Il quotidiano sottolinea però che un’eventuale operazione sarebbe resa complessa dalle valutazioni della banca emiliana — che richiederebbero un “premio significativo” in caso di offerta — e dalla sua struttura azionaria, che vede Unipol con una quota vicina al 20%.

    “Abbiamo un ottimo rapporto con Unipol e Bper e intratteniamo regolarmente discussioni a livello commerciale su numerosi temi, ma non ci sono discussioni attive riguardo a una possibile combinazione tra i due gruppi”, ha dichiarato il portavoce.

  • La Borsa di Milano Scende mentre Banche e Utility Frenano in Attesa dei Conti di Nvidia

    La Borsa di Milano Scende mentre Banche e Utility Frenano in Attesa dei Conti di Nvidia

    La Borsa di Milano ha aperto in calo, proseguendo la fase correttiva mentre i mercati globali restano estremamente prudenti in vista dei risultati trimestrali di Nvidia (NASDAQ:NVDA), attesi questa sera.
    Le attese sono elevate per i conti del colosso dei chip, considerato un indicatore chiave per tutto il settore dell’intelligenza artificiale, che nelle ultime sedute è finito sotto pressione a causa dei timori sulle valutazioni troppo elevate.

    Il FTSE MIB si muove peggio degli altri listini europei, penalizzato dall’elevato peso delle banche e dalle nuove vendite sulle utility.
    Intorno alle 10:10 l’indice perdeva lo 0,7%.

    Il comparto bancario arretra per la quarta seduta consecutiva, con una flessione complessiva vicina all’8%. Tra i titoli più deboli Unicredit (BIT:UCG) a -1,4%, seguita da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) a -1,2% e MPS (BIT:BMPS) a -1%.
    BPER (BIT:BPE) limita i ribassi a -0,2%, mentre indiscrezioni di stampa parlano di un possibile rafforzamento dell’interesse di UniCredit verso la banca emiliana—voci che l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha definito completamente infondate.

    A pesare sul listino è anche Enel (BIT:ENEL), in calo del 2,2% dopo che RBC ha abbassato il rating del gruppo energetico da “sector perform” a “underperform”, pur alzando leggermente il target price a 8 euro dai precedenti 7,8.

    In controtendenza i titoli petroliferi: Tenaris (BIT:TEN) sale dell’1,9% e Saipem (BIT:SPM) guadagna l’1,2%.