Author: Fiona Craig

  • MPS punta a un utile di 3,7 miliardi di euro entro il 2030 nel piano strategico legato alla fusione con Mediobanca

    MPS punta a un utile di 3,7 miliardi di euro entro il 2030 nel piano strategico legato alla fusione con Mediobanca

    MPS (BIT:BMPS) ha presentato il proprio piano strategico al 2030, che include la prevista fusione con Mediobanca (BIT:MB), di cui la banca detiene attualmente l’86,3% del capitale. Secondo le nuove previsioni, l’utile netto rettificato dovrebbe crescere da 2,4 miliardi di euro nel 2025 a 3,7 miliardi entro il 2030.

    Secondo quanto dichiarato dall’istituto in una nota, il piano “segna un cambiamento decisivo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, valorizzando il processo di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni e l’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da una solida redditività, una robusta struttura patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti”.

    Il management ha inoltre sottolineato che la strategia “esprime pienamente il potenziale di creazione di valore del gruppo attraverso la combinazione di BMPS e Mediobanca, generando benefici sostenibili per tutti gli stakeholder e valorizzando i punti di forza distintivi del gruppo”.

    A Piazza Affari, il titolo MPS ha inizialmente aperto in rialzo per poi invertire rapidamente la rotta, scendendo di oltre il 3% fino a 8,55 euro nelle prime fasi di contrattazione.

    Tra i principali pilastri del piano, MPS ha evidenziato la forza dei due marchi coinvolti, definiti “iconici”, ampiamente riconosciuti e sinonimo di affidabilità. La futura struttura del gruppo si baserà su un modello di business diversificato e resiliente, con ruoli chiaramente definiti per ciascuna area operativa al fine di creare valore e rafforzare le capacità di servizio alla clientela.

    La banca ha inoltre sottolineato la forte complementarità tra le attività, con asset gathering e wealth management, corporate & investment banking e private banking destinati a contribuire complessivamente a circa il 44% dei ricavi totali. MPS ha anche evidenziato la solidità della propria rete commerciale, ritenuta in grado di sostenere una crescita profittevole e duratura, supportata da oltre 1 miliardo di euro di investimenti IT previsti nel periodo di piano per lo sviluppo di una piattaforma tecnologica digitale e potenziata dall’intelligenza artificiale.

    Il gruppo ritiene che la maggiore scala operativa e la solida posizione patrimoniale consentiranno di cogliere opportunità ad alto valore aggiunto, anche in nuovi mercati.

    Tra gli obiettivi finanziari indicati, il margine di intermediazione è atteso raggiungere 9,5 miliardi di euro entro il 2030, con un tasso annuo composto di crescita del 4,6%, sostenuto da una struttura dei ricavi più diversificata e da un crescente contributo delle commissioni, previste in aumento con un CAGR del 5,6% tra il 2025 e il 2030. Il cost/income ratio è stimato in miglioramento dal 46% del 2025 al 38% nel 2030, mentre l’utile netto rettificato dovrebbe arrivare a 3,7 miliardi nel 2030, con 3,3 miliardi attesi già nel 2028.

    Il ROTE rettificato è previsto al 18% entro il 2030, mentre il rapporto netto di esposizioni deteriorate (NPE) dovrebbe scendere all’1%. La banca prevede di mantenere un CET1 ratio intorno al 16% lungo tutto l’orizzonte del piano, accompagnato da un buffer di capitale stimato in circa 3 miliardi di euro, destinato a garantire ampia flessibilità strategica sia per la crescita sia per la remunerazione degli azionisti.

    MPS ha inoltre delineato una politica di remunerazione particolarmente generosa, con un payout del 100% che potrebbe tradursi in circa 16 miliardi di euro distribuiti agli azionisti nel periodo di piano. Una volta completata l’integrazione con Mediobanca, il gruppo prevede sinergie per circa 700 milioni di euro.

    Tra gli ulteriori obiettivi figura la crescita degli asset under management nei Private Markets da circa 2,5 miliardi di euro nel 2025 a circa 5 miliardi nel 2030. Per la divisione Corporate & Investment Banking, il piano prevede ricavi da interessi e altre attività bancarie pari a circa 1,3 miliardi di euro e un utile ante imposte di circa 0,8 miliardi entro il 2030, sostenuti da una crescita dei prestiti da circa 22 miliardi a 27 miliardi di euro.

    Il consiglio di amministrazione di MPS ha inoltre confermato che sono in corso le attività istruttorie e le analisi finalizzate alla definizione del progetto di fusione con Mediobanca. Il Consiglio e il Comitato Parti Correlate continueranno le rispettive valutazioni, la cui conclusione è prevista entro il 10 marzo 2026, nel rispetto delle tutele normative previste per le operazioni con parti correlate. Entro tale data dovrebbero essere definiti anche i termini del concambio azionario che porterebbe al delisting di Mediobanca.

    “Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e redditizio, capace di generare crescita sostenibile e rendimenti altamente attrattivi per tutti i nostri azionisti”, ha dichiarato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, aggiungendo che “il nuovo piano industriale rappresenta la naturale evoluzione del processo di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo progettato una struttura di gruppo chiara ed efficace, capace di valorizzare pienamente le piattaforme di MPS e Mediobanca per migliorare l’esperienza del cliente su tutti i canali.”

  • Risultati contrastanti indicano un avvio incerto per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Risultati contrastanti indicano un avvio incerto per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano giovedì un’apertura sostanzialmente piatta, suggerendo che i mercati potrebbero faticare a trovare una direzione chiara dopo due sedute consecutive di forti rialzi.

    Il sentiment degli investitori è apparso diviso dopo gli aggiornamenti sugli utili dei componenti del Dow Nvidia (NASDAQ:NVDA) e Salesforce (NYSE:CRM), preparando il terreno a una sessione potenzialmente volatile e irregolare.

    Le azioni Nvidia sono salite di circa l’1,0% nel premarket dopo che il leader dell’intelligenza artificiale ha pubblicato risultati del quarto trimestre fiscale superiori alle attese e fornito indicazioni prospettiche positive.

    “Nonostante i mercati avessero già prezzato una crescita anno su anno straordinaria, Nvidia ha previsto ricavi per il prossimo trimestre ben superiori alle stime di consenso”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “I risultati hanno ribaltato una narrativa che nelle ultime sedute stava diventando eccessivamente ribassista, con preoccupazioni legate a spese eccessive, rendimenti decrescenti e concorrenza crescente che avevano pesato sulle valutazioni.”

    Al contrario, le azioni Salesforce sono scese di circa l’1,7% prima dell’apertura. Sebbene il fornitore di software aziendale abbia riportato utili del quarto trimestre superiori alle attese, gli investitori hanno reagito negativamente a una guidance più debole per il periodo successivo.

    Wall Street ha chiuso la seduta di mercoledì prevalentemente in rialzo, estendendo il momentum positivo e contribuendo al recupero delle perdite registrate all’inizio della settimana. Nasdaq e S&P 500 hanno ora completamente recuperato i forti ribassi di lunedì.

    Alla chiusura, i principali indici hanno terminato leggermente sotto i massimi intraday. Il Nasdaq è salito di 288,40 punti, pari all’1,3%, a 23.152,08, lo S&P 500 ha guadagnato 56,06 punti, pari allo 0,8%, a 6.946,13 e il Dow Jones Industrial Average è avanzato di 307,65 punti, pari allo 0,6%, a 49.482,15.

    Parte della forza di mercoledì è stata sostenuta dall’attesa per la pubblicazione dei risultati di Nvidia dopo la chiusura dei mercati, con il titolo in rialzo dell’1,4% durante la seduta.

    I titoli tecnologici hanno sostenuto ampiamente il rally. IBM Corp. (NYSE:IBM) è balzata del 3,6%, proseguendo il recupero dopo il forte calo di lunedì, aiutata dall’upgrade di UBS a Neutral da Sell.

    Anche Oracle (NYSE:ORCL) ha registrato un progresso dell’1,2% dopo che Oppenheimer ha migliorato il rating del titolo a Outperform da Perform.

    I titoli software sono stati tra i migliori performer della giornata, con il Dow Jones U.S. Software Index in rialzo del 3,1%. L’indice ha continuato il recupero dopo essere sceso ai minimi di chiusura degli ultimi dieci mesi all’inizio della settimana, mentre si attenuavano i timori legati alle possibili disruption dell’intelligenza artificiale.

    Anche i titoli hardware informatici hanno mostrato solidi guadagni, evidenziati dall’aumento del 2,9% del NYSE Arca Computer Hardware Index.

    I settori finanziario, networking e semiconduttori hanno registrato ulteriori progressi significativi, mentre i titoli immobiliari hanno subito forti ribassi durante la seduta.

  • Le borse europee avanzano sostenute dai risultati di Nvidia: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano sostenute dai risultati di Nvidia: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato prevalentemente rialzi giovedì, sostenuti dai solidi risultati di Nvidia, che hanno contribuito a compensare le persistenti preoccupazioni legate alla politica commerciale degli Stati Uniti e ai rischi geopolitici.

    L’attenzione degli investitori resta inoltre rivolta alla diplomazia internazionale, con funzionari di Iran e Stati Uniti pronti a incontrarsi a Ginevra per un terzo round di negoziati sul nucleare volto ad allentare le tensioni ed evitare un possibile conflitto.

    L’indice CAC 40 francese è salito dello 0,8%, mentre il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,4%. Il FTSE 100 britannico ha registrato un rialzo più contenuto dello 0,2%.

    Le azioni di London Stock Exchange Group (LSE:LSEG) sono balzate di circa il 4% dopo che l’operatore di borsa ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 3 miliardi di sterline insieme alla pubblicazione di un aumento del 56,5% dell’utile ante imposte per il 2025.

    Il gruppo energetico italiano Eni (BIT:ENI) è salito dell’1,4% dopo aver comunicato un incremento del 35% su base annua dell’utile netto rettificato del quarto trimestre.

    Il produttore tedesco di articoli sportivi Puma (TG:PUM) ha guadagnato il 6% dopo aver previsto una perdita EBIT più contenuta per l’esercizio 2026.

    Il colosso assicurativo Allianz (TG:ALV) ha perso l’1,3% dopo aver pubblicato una guidance per il 2026 inferiore alle attese del mercato.

    Il riassicuratore Munich Re (TG:A2TSS7) è sceso del 2,6% dopo aver riportato un calo degli utili del quarto trimestre superiore alle attese, penalizzato dagli effetti negativi dei cambi valutari.

    Il conglomerato francese Bouygues (EU:EN) ha guadagnato l’1,2% dopo aver presentato risultati annuali in linea con le previsioni degli analisti.

    Schneider Electric (EU:SU) è salita del 2,6% dopo aver annunciato ricavi annuali record pari a 40,15 miliardi di euro, sostenuti dalla forte domanda di infrastrutture per data center legate alla crescita dell’intelligenza artificiale.

    La società di pagamenti Worldline (EU:WLN) ha perso il 3% dopo aver confermato la firma di un accordo definitivo per la vendita delle proprie attività in India al gruppo locale BillDesk.

    Il gruppo utility Engie (EU:ENGI) è balzato del 7,3% dopo aver raggiunto un accordo per acquisire la più grande rete di distribuzione elettrica del Regno Unito in un’operazione da 10,5 miliardi di sterline (14,2 miliardi di dollari).

  • L’oro sale leggermente mentre i mercati attendono i negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran

    L’oro sale leggermente mentre i mercati attendono i negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve rialzo giovedì, sostenuti dalla domanda di beni rifugio mentre gli investitori affrontavano l’incertezza legata ai dazi commerciali statunitensi e attendevano i prossimi colloqui nucleari tra Washington e Teheran.

    Alle 05:00 ET (10:00 GMT), l’oro spot è salito dello 0,5% a 5.188,77 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro statunitense sono scesi dello 0,4% a 5.204,49 dollari l’oncia.

    L’attenzione si sposta sui colloqui USA-Iran tra incertezze sui dazi

    Gli investitori stanno monitorando attentamente gli sviluppi geopolitici mentre rappresentanti statunitensi e iraniani si preparano a incontrarsi a Ginevra più tardi nella giornata per riprendere i negoziati sul programma nucleare iraniano.

    I mercati restano sensibili a eventuali segnali di aumento delle tensioni o di stallo diplomatico, fattori che potrebbero rafforzare la domanda per asset difensivi come l’oro.

    Allo stesso tempo, i trader continuano a valutare le implicazioni dei nuovi dazi statunitensi introdotti dopo una recente decisione della Corte Suprema che ha modificato il quadro giuridico relativo ad alcune misure commerciali.

    L’introduzione di nuovi prelievi globali fino al 15% ha aggiunto ulteriore incertezza alle prospettive del commercio internazionale.

    Nel corso della giornata l’attenzione si sposterà anche sui dati macroeconomici statunitensi, incluse le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla futura traiettoria della politica monetaria.

    Dall’inizio dell’anno, il metallo prezioso è rimasto ben sostenuto da tensioni geopolitiche persistenti, acquisti da parte delle banche centrali e flussi di diversificazione dei portafogli.

    “L’oro ha ora recuperato oltre la metà delle perdite registrate durante il forte sell-off della fine del mese scorso”, hanno dichiarato gli analisti di ING in una nota.

    “I rischi geopolitici restano un fattore chiave di rialzo; qualsiasi escalation delle tensioni che coinvolga l’Iran è probabilmente destinata a fornire ulteriore supporto e a rafforzare il ruolo dell’oro come copertura contro gli shock”, hanno aggiunto.

    Argento e platino restituiscono parte dei recenti guadagni

    Altri metalli preziosi e industriali hanno registrato un arretramento giovedì, restituendo parte dei recenti rialzi.

    L’argento è sceso del 4% a 87,37 dollari l’oncia dopo essere salito di oltre il 2% nella sessione precedente.

    Il platino ha perso l’1,5% a 2.298,95 dollari l’oncia dopo un balzo superiore al 5% mercoledì.

    Nel frattempo, i futures sul rame benchmark al London Metal Exchange sono scesi dello 0,1% a 13.315,0 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense hanno ceduto lo 0,2% a 6,0315 dollari per libbra.

  • Bitcoin risale verso i 68.000 dollari grazie al ritorno dei compratori e al miglioramento dell’appetito per il rischio

    Bitcoin risale verso i 68.000 dollari grazie al ritorno dei compratori e al miglioramento dell’appetito per il rischio

    Bitcoin (COIN:BTCUSD) è rimbalzato giovedì, estendendo i guadagni della sessione precedente mentre gli investitori hanno approfittato dei prezzi più bassi e il miglioramento del sentiment a Wall Street ha contribuito a sostenere l’intero mercato delle criptovalute dopo una lunga fase di vendite.

    Il recupero è stato inoltre sostenuto da una serie di liquidazioni forzate tra i trader fortemente posizionati al ribasso, colti di sorpresa dall’improvviso rialzo dei prezzi.

    Bitcoin è salito del 5,3% a 68.349,6 dollari alle 01:22 ET (06:22 GMT), recuperando gran parte delle perdite registrate all’inizio della settimana.

    Acquisti sui ribassi e short squeeze alimentano il recupero

    L’ultimo rialzo è arrivato mentre gli investitori tornavano ad acquistare Bitcoin a livelli fortemente scontati, con la principale criptovaluta mondiale ancora in calo di quasi il 50% rispetto ai massimi storici raggiunti a ottobre.

    Il movimento ha messo sotto pressione le posizioni ribassiste più affollate, innescando uno short squeeze che ha accelerato il momentum rialzista. I dati della piattaforma di analisi crypto Coinglass mostrano che nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni short per un valore di 468,7 milioni di dollari.

    Il sentiment verso Bitcoin si era deteriorato sensibilmente dopo mesi di calo dei prezzi iniziati a ottobre. Anche gli acquisti effettuati dal grande investitore corporate Strategy non erano riusciti ad attenuare i timori di ulteriori ribassi.

    Nonostante il recente rimbalzo, il sentiment complessivo del mercato crypto rimane debole. L’indice fear and greed di Coinmarketcap è rimasto sostanzialmente invariato a “paura estrema” alla giornata di giovedì.

    I rialzi di Wall Street sostengono gli asset rischiosi, reazione limitata a Nvidia

    Gli acquisti nel mercato crypto sono stati favoriti anche da due sessioni consecutive di rialzi a Wall Street, che hanno contribuito a rafforzare l’appetito per gli asset più rischiosi.

    Le azioni statunitensi erano salite insieme al recupero dei titoli tecnologici in vista dei risultati molto attesi di NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA), con i prezzi delle criptovalute che spesso seguono l’andamento del settore tech.

    La società più capitalizzata al mondo ha pubblicato risultati solidi e una guidance positiva mercoledì sera, sostenuta dalla continua forte domanda di chip legati all’intelligenza artificiale.

    Tuttavia, l’entusiasmo degli investitori è rimasto contenuto, con i futures sull’S&P 500 in calo dello 0,2% durante la sessione asiatica. Gran parte dei risultati positivi di Nvidia sembrava già incorporata nelle valutazioni tecnologiche, mentre le preoccupazioni legate agli elevati livelli di inventario e all’esposizione al mercato cinese hanno pesato sul sentiment.

    Le altcoin seguono Bitcoin al rialzo

    Anche il mercato crypto più ampio ha esteso il recupero recente, seguendo in gran parte i guadagni di Bitcoin.

    Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, è salita del 9,4% a 2.062,71 dollari, mentre XRP ha guadagnato il 6,4% a 1,4468 dollari.

    Solana e Cardano sono avanzate rispettivamente del 7,3% e dell’11,1%, mentre BNB ha registrato un rialzo del 5,6%.

    Tra i meme token, Dogecoin è salita dell’8,3%, mentre $TRUMP ha aggiunto il 3,5%.

    Nonostante il recupero settimanale, la maggior parte delle altcoin — come Bitcoin — continua comunque a registrare perdite significative accumulate negli ultimi mesi.

  • Utili Nvidia e Salesforce, colloqui nucleari USA-Iran: cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    Utili Nvidia e Salesforce, colloqui nucleari USA-Iran: cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    I futures azionari statunitensi hanno registrato un lieve calo giovedì mentre gli investitori analizzavano importanti risultati del settore tecnologico e monitoravano gli sviluppi in vista dei colloqui nucleari tra funzionari statunitensi e iraniani. I conti di Nvidia (NASDAQ:NVDA) e Salesforce (NYSE:CRM) hanno dominato l’attenzione dei mercati, mentre i prezzi del petrolio sono rimasti stabili vicino ai recenti massimi.

    Futures in calo

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato un andamento leggermente negativo mentre i mercati valutavano i nuovi risultati del gigante dell’intelligenza artificiale Nvidia.

    Alle 03:05 ET, i futures sul Dow erano in calo di 122 punti, pari allo 0,3%. I futures sull’S&P 500 perdevano 7 punti, o lo 0,1%, mentre quelli sul Nasdaq 100 scendevano di 27 punti, anch’essi dello 0,1%. Nella seduta precedente i principali indici di Wall Street avevano chiuso in rialzo, con gli investitori posizionati in vista dei risultati di Nvidia.

    Il sentiment di mercato mercoledì era migliorato grazie a un rinnovato ottimismo sull’intelligenza artificiale, segnando un ulteriore capitolo in una narrativa estremamente volatile sulla tecnologia emergente. Il Nasdaq ha guidato i rialzi, riflettendo una rinnovata fiducia nel fatto che gli investimenti nell’AI possano generare benefici economici diffusi, in netto contrasto con i timori emersi all’inizio del mese secondo cui nuovi modelli AI avrebbero potuto destabilizzare le società software e ridurre i ritorni sugli ingenti investimenti nei data center.

    Anche i commenti del presidente della Fed di Richmond Tom Barkin hanno sostenuto i mercati azionari. Barkin ha affermato che non è ancora chiaro se l’automazione provocherà una disoccupazione diffusa, aggiungendo che l’AI potrebbe persino rendere il mercato del lavoro più efficiente.

    Azioni Nvidia piatte nonostante risultati solidi

    Nvidia ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese per il trimestre di gennaio e ha fornito previsioni di ricavi per il trimestre in corso superiori alle stime, ma il titolo ha mostrato una reazione limitata nelle contrattazioni after-hours.

    Alcuni investitori hanno espresso preoccupazioni sul fatto che il produttore di semiconduttori non stia restituendo abbastanza capitale agli azionisti nonostante la forte generazione di cassa. Yvette Schmitter, CEO della società di consulenza IT Fusion Collective, ha osservato che Nvidia ha generato 35 miliardi di dollari di cassa nel quarto trimestre ma ne ha restituiti solo il 12%, rispetto al 52% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Schmitter ha aggiunto che “questo sta accadendo nello stesso momento in cui Nvidia sostiene” che i chip Ampere esauriti rappresentano un “segnale positivo per la domanda”.

    “[P]erché l’azienda con una generazione di cassa record sta dimezzando i riacquisti di azioni?” ha dichiarato Schmitter.

    La questione è stata sollevata anche durante la conference call post-risultati, quando un analista UBS ha chiesto se la società intendesse distribuire parte dei circa 100 miliardi di dollari di liquidità previsti per quest’anno. La CFO Colette Kress ha sottolineato che Nvidia punta a continuare a investire nell’ecosistema AI più ampio, mentre il CEO Jensen Huang ha sostenuto che l’output dei modelli di intelligenza artificiale costituirà la base del computing del futuro.

    Salesforce scende dopo una guidance sui ricavi debole

    Le azioni Salesforce (NYSE:CRM) sono scese nettamente nelle contrattazioni estese dopo che la società software cloud ha pubblicato una previsione sui ricavi inferiore alle aspettative di Wall Street.

    La società prevede ricavi per l’esercizio fiscale 2027 compresi tra 45,80 e 46,20 miliardi di dollari, leggermente sotto la stima mediana di consenso pari a 46,06 miliardi, secondo i dati LSEG citati da Reuters. L’outlook segnala che la domanda di software aziendale potrebbe indebolirsi mentre le imprese riducono la spesa in un contesto economico incerto.

    Salesforce sta contemporaneamente aumentando gli investimenti nell’intelligenza artificiale per rassicurare gli investitori preoccupati che nuovi modelli AI, inclusi quelli sviluppati dalla startup Anthropic, possano ridurre la domanda per i servizi software tradizionali. Queste preoccupazioni hanno contribuito alla volatilità del titolo all’inizio del 2026, mentre il gruppo tenta di contrastare quella che alcuni considerano una minaccia esistenziale per il settore software-as-a-service.

    Nonostante le cautele di breve periodo, Salesforce ha alzato l’obiettivo di ricavi per il 2030 a 63 miliardi di dollari dai precedenti 60 miliardi, evidenziando la crescita attesa grazie alla cosiddetta agentic AI.

    “[Q]uesto non è un report perfetto, ma dovrebbe superare la soglia del ‘abbastanza buono’, con i prodotti AI dell’azienda che mostrano una rapida crescita (sebbene da una base molto ridotta), mentre il business core tiene bene (in termini di margini e crescita) e la generazione di cassa resta solida”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

    Petrolio stabile prima dei colloqui USA-Iran

    I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente invariati giovedì, vicino ai massimi degli ultimi sette mesi, mentre i mercati attendevano il terzo round di colloqui nucleari tra Washington e Teheran previsto più tardi nella giornata.

    I futures sul Brent sono saliti dello 0,2% a 70,84 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è avanzato dello 0,2% a 65,62 dollari.

    Delegazioni statunitensi, tra cui l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere presidenziale Jared Kushner, dovrebbero incontrare funzionari iraniani a Ginevra mentre Washington cerca progressi verso un accordo sul programma nucleare iraniano.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che “potrebbero accadere cose negative” se non verranno compiuti progressi concreti, aumentando i timori che tensioni prolungate possano interrompere le esportazioni iraniane, terzo maggiore produttore di petrolio dell’OPEC.

    L’oro sale leggermente

    I prezzi dell’oro sono aumentati leggermente, sostenuti dalla domanda di beni rifugio legata alle incertezze sui dazi commerciali statunitensi, mentre gli investitori attendevano sviluppi dai colloqui USA-Iran.

    L’oro spot era in rialzo dello 0,6% a 5.196,55 dollari l’oncia alle 01:40 ET (06:40 GMT), mentre i futures sull’oro USA scendevano dello 0,5% a 5.200,54 dollari l’oncia.

    Oltre agli sviluppi geopolitici, i trader stanno valutando l’impatto dei nuovi dazi statunitensi annunciati dopo una recente sentenza della Corte Suprema che ha annullato i dazi “reciproci” introdotti dal presidente Trump.

    I mercati attendono inoltre dati macroeconomici statunitensi più tardi nella giornata, tra cui le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Finora quest’anno, il metallo prezioso è rimasto sostenuto da tensioni geopolitiche persistenti, acquisti delle banche centrali e flussi di diversificazione dei portafogli.

  • Borse europee contrastate mentre la stagione delle trimestrali entra nel vivo; Nvidia supera le attese: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate mentre la stagione delle trimestrali entra nel vivo; Nvidia supera le attese: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno registrato un andamento contrastato giovedì mattina, mentre gli investitori valutavano un intenso flusso di risultati societari nella regione insieme ai nuovi conti pubblicati dal produttore statunitense di chip Nvidia.

    Alle 08:10 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,2%, mentre il FTSE 100 di Londra arretrava dello 0,1%. Il CAC 40 francese mostrava invece una performance migliore, salendo dello 0,3%.

    Le trimestrali al centro dell’attenzione

    I risultati societari hanno dominato l’attenzione dei mercati in una delle giornate più intense della stagione delle trimestrali europee.

    Secondo Bank of America, gli utili del quarto trimestre in Europa stanno superando leggermente le aspettative, anche se il quadro generale resta fragile a causa di una crescita poco diffusa e delle forti penalizzazioni di mercato per le società che mancano le stime.

    Con poco più della metà delle società dello STOXX 600 che ha già pubblicato i risultati, la crescita degli utili per azione si attesta attualmente intorno al 2% su base annua, rispetto a un calo del 2% previsto dal consenso in questa fase della stagione.

    “L’effetto sorpresa positivo sugli utili dell’indice è dominato da finanziari e industriali, mentre il comparto tecnologico rappresenta il principale fattore negativo”, hanno scritto in una nota gli strategist di BofA guidati da Andreas Bruckner.

    Tra i singoli titoli, Deutsche Telekom (TG:DBK) ha riportato un calo del 9,2% dell’utile netto adjusted del quarto trimestre, citando l’impatto negativo di un dollaro più debole che ha ridotto il contributo della controllata T-Mobile US, oltre a un ridimensionamento delle prospettive di crescita nel mercato domestico.

    Il gruppo automobilistico Stellantis (BIT:STLAM) ha annunciato la prima perdita annuale della sua storia dopo aver segnalato in precedenza oneri per 22,2 miliardi di euro legati al ridimensionamento delle proprie ambizioni nei veicoli elettrici.

    La compagnia assicurativa Allianz (TG:ALV) ha registrato un utile operativo record per il 2025, ma ha deluso gli investitori con una guidance per il 2026 inferiore alle aspettative degli analisti.

    L’assicuratore francese AXA (TG:AXA) ha pubblicato risultati annuali sostanzialmente in linea con le attese, con un utile per azione sottostante in crescita dell’8% su base annua, raggiungendo la parte alta del proprio intervallo obiettivo.

    La società chimica svizzera Clariant (BIT:1CLN) ha superato le previsioni sugli utili del quarto trimestre, segnando il terzo anno consecutivo di miglioramento dei margini.

    Il produttore tedesco di abbigliamento sportivo Puma (TG:PUM) ha previsto una perdita operativa compresa tra 50 e 150 milioni di euro per l’anno in corso, dopo aver registrato nel 2025 una perdita inferiore alle attese.

    Nel frattempo, Schneider Electric (EU:SU) ha riportato ricavi annuali record, superando per la prima volta la soglia dei 40 miliardi di euro, sostenuti da una crescita a tre cifre della domanda legata ai data center e fissando un obiettivo di crescita degli utili a doppia cifra per il 2026.

    Nvidia supera ancora le attese ma non entusiasma gli investitori

    Negli Stati Uniti, Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha pubblicato mercoledì sera risultati trimestrali superiori alle aspettative e fornito una guidance sui ricavi superiore alle stime di mercato, riflettendo la continua forte spesa delle Big Tech nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Il gruppo dei semiconduttori prevede ricavi per il primo trimestre fiscale pari a 78 miliardi di dollari, più o meno il 2%, rispetto alla stima media degli analisti di 72,60 miliardi di dollari, secondo i dati LSEG.

    Nonostante il superamento delle attese, i guadagni del titolo nel trading after-hours sono rimasti limitati, poiché gli investitori, abituati a sorprese positive significative nelle ultime 14 trimestrali consecutive, hanno reagito con cautela a risultati considerati relativamente ordinari.

    Dati economici e fiducia sotto osservazione

    I mercati attendono inoltre una serie di indicatori economici regionali, tra cui i dati sulla fiducia delle imprese in Italia e Spagna e l’indice di sentiment economico dell’UE.

    Nel Regno Unito, la fiducia nel settore dei servizi professionali e alle imprese è migliorata sensibilmente nel trimestre in corso, interrompendo oltre un anno di cali, mentre le aziende orientate ai consumatori restano pessimiste.

    L’indagine trimestrale sui servizi della Confederation of British Industry ha mostrato che l’ottimismo tra le imprese di servizi professionali è salito a -3 a febbraio da -50 a novembre, il livello più alto da agosto 2024.

    Prezzi del petrolio stabili in attesa dei colloqui USA-Iran

    I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili, vicino ai massimi degli ultimi sette mesi, mentre i mercati attendono il terzo round di colloqui nucleari tra Stati Uniti e Iran previsto più tardi nella giornata.

    I futures sul Brent sono saliti dello 0,2% a 70,84 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è avanzato dello 0,2% a 65,62 dollari.

    Delegazioni statunitensi, tra cui l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere presidenziale Jared Kushner, dovrebbero incontrare funzionari iraniani a Ginevra mentre Washington cerca progressi sul programma nucleare di Teheran.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che “potrebbero accadere cose negative” se non verranno compiuti progressi concreti, aumentando i timori che un conflitto prolungato possa interrompere le forniture dall’Iran, il terzo maggiore produttore di greggio dell’OPEC.

  • Stellantis registra una pesante perdita nel secondo semestre dopo svalutazioni da 22,2 miliardi legate alla strategia EV

    Stellantis registra una pesante perdita nel secondo semestre dopo svalutazioni da 22,2 miliardi legate alla strategia EV

    Stellantis NV (BIT:STLAM) ha riportato una significativa perdita nella seconda metà del 2025 dopo aver contabilizzato ingenti oneri legati alla revisione della propria strategia sui veicoli elettrici, segnando un periodo particolarmente complesso per il gruppo automobilistico globale.

    La società ha registrato una perdita netta di 20,1 miliardi di euro nel periodo luglio–dicembre, dopo aver già annunciato svalutazioni per complessivi 22,2 miliardi di euro connesse agli aggiustamenti strategici nella transizione verso l’elettrico. L’utile operativo adjusted (AOI) del semestre è risultato negativo per 1,38 miliardi di euro, con entrambi i dati in linea con gli intervalli preliminari comunicati all’inizio del mese. I ricavi netti nel periodo sono cresciuti del 10%.

    Nel complesso dell’esercizio, Stellantis ha contabilizzato svalutazioni per 25,4 miliardi di euro, portando a risultati che, secondo l’amministratore delegato Antonio Filosa, «riflettono il costo di aver sovrastimato il ritmo della transizione energetica».

    Le svalutazioni sono state inoltre collegate a problemi di qualità dei veicoli che Filosa ha attribuito alle politiche di riduzione dei costi adottate sotto la guida dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares. Circa 6,5 miliardi di euro degli oneri registrati dovrebbero tradursi in esborsi di cassa distribuiti su quattro anni a partire dal 2026.

    Stellantis ha confermato le proprie previsioni per il 2026, indicando una crescita dei ricavi netti a una cifra media singola e un margine operativo adjusted a una cifra bassa singola. Il gruppo prevede che il free cash flow industriale tornerà positivo solo nel 2027.

    «Nel 2026 il nostro focus sarà continuare a colmare i gap esecutivi del passato, aggiungendo ulteriore slancio al nostro ritorno a una crescita profittevole», ha dichiarato Filosa.

    La società ha inoltre confermato che quest’anno non distribuirà dividendi.

    Per l’intero 2025, Stellantis ha registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. Il risultato operativo adjusted ha evidenziato una perdita di 842 milioni di euro, rispetto a un utile di 8,65 miliardi nel 2024, con un margine operativo adjusted pari a -0,5%.

    I ricavi annuali sono diminuiti del 2% a 153,51 miliardi di euro, penalizzati dagli effetti valutari e dalla riduzione dei prezzi registrata nella prima metà dell’anno.

  • Poste Italiane supera le attese sull’utile operativo nel quarto trimestre grazie alla performance dell’assicurativo

    Poste Italiane supera le attese sull’utile operativo nel quarto trimestre grazie alla performance dell’assicurativo

    Poste Italiane SPA (BIT:PST) ha riportato un utile operativo del quarto trimestre superiore alle aspettative del mercato, sostenuto dai solidi risultati della divisione assicurativa, mentre l’utile netto si è attestato leggermente al di sotto delle previsioni a causa di oneri straordinari e di un carico fiscale più elevato.

    Il gruppo italiano attivo nei servizi postali e finanziari ha registrato un utile operativo pari a 729 milioni di euro nel periodo, superando di circa il 10% le stime degli analisti. Anche i ricavi hanno battuto le attese, risultando circa il 3% superiori al consenso, mentre i costi operativi si sono attestati circa l’1% al di sopra delle previsioni.

    L’utile netto è invece risultato inferiore di circa il 2% rispetto alle stime, risentendo dell’impatto di componenti non ricorrenti e di maggiori imposte nel trimestre.

    La performance è stata trainata dalla divisione assicurativa, i cui ricavi hanno superato le previsioni del 12%, principalmente grazie a un maggiore rilascio del contractual service margin. Nonostante la solidità dei ricavi, l’utile netto del segmento è rimasto sotto le attese a causa di costi finanziari più elevati legati a elementi straordinari.

    Anche la divisione pagamenti ha registrato risultati solidi, con un utile operativo superiore del 20% alle previsioni grazie a ricavi più elevati e a un’attenta gestione dei costi. Al contrario, la divisione corrispondenza e pacchi ha deluso le stime degli analisti a causa dell’aumento dei costi operativi.

    Le attività finanziarie complessive sono diminuite di circa l’1% rispetto al trimestre precedente. Nel periodo, la società ha registrato afflussi per 0,2 miliardi di euro nei fondi comuni e 0,6 miliardi di euro di raccolta assicurativa proveniente da ex clienti Eurovita Assicurazioni. Il risparmio postale ha registrato afflussi per 0,6 miliardi di euro, mentre i depositi hanno evidenziato deflussi netti pari a 5 miliardi di euro.

    Il coefficiente CET1 di BancoPosta è sceso al 19,8% dal 20,5% del trimestre precedente. Il Solvency II ratio è diminuito al 304% dal 312%, mentre il leverage ratio è rimasto stabile al 3,2%.

    Poste Italiane ha annunciato un dividendo annuale di 1,25 euro per azione, circa il 3% superiore al consenso di 1,21 euro. La società aveva già distribuito un dividendo intermedio di 0,40 euro per azione il 26 novembre.

    Per il 2026, Poste Italiane prevede un utile operativo adjusted superiore a 3,3 miliardi di euro e un utile netto intorno a 2,3 miliardi di euro, in linea con le aspettative degli analisti. Il management ha indicato l’intelligenza artificiale come un importante fattore di crescita, destinato a sostenere l’espansione dei ricavi e l’efficienza operativa nei prossimi anni.

  • Prysmian riporta risultati contrastati nel quarto trimestre mentre l’outlook 2026 evidenzia una forte generazione di cassa

    Prysmian riporta risultati contrastati nel quarto trimestre mentre l’outlook 2026 evidenzia una forte generazione di cassa

    Prysmian SpA (BIT:PRY) ha pubblicato giovedì risultati del quarto trimestre leggermente inferiori alle attese degli analisti a livello di EBITDA, pur mostrando una solida generazione di cassa e una redditività annuale record che confermano la buona performance complessiva del gruppo italiano dei cavi.

    L’EBITDA adjusted del quarto trimestre si è attestato a 622 milioni di euro, circa il 2% al di sotto del consenso degli analisti pari a 635 milioni di euro. Il margine EBITDA è stato del 12,5%, rispetto al 12,8% atteso. I ricavi hanno raggiunto 4.966 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il consenso di 4.978 milioni, registrando una crescita organica del 4,3%.

    Il mancato raggiungimento delle attese sull’EBITDA è stato principalmente attribuito a una debolezza dei margini nelle divisioni Power Grids e Specialties, compensata solo in parte dalla forte performance del segmento Transmission, dove i margini hanno raggiunto il 20,9%, centrando già l’obiettivo fissato dalla società per il 2028.

    Per l’intero esercizio 2025, Prysmian ha conseguito risultati record, con un EBITDA adjusted pari a 2.398 milioni di euro e un free cash flow di 1.171 milioni di euro, entrambi superiori alla guidance aziendale e in crescita del 15,8% su base annua. L’utile netto ha raggiunto 1.270 milioni di euro, il livello più alto mai registrato dal gruppo.

    «Questo anno straordinario rappresenta un altro traguardo e segna l’inizio di un nuovo capitolo di crescita e redditività», ha dichiarato Massimo Battaini, CEO di Prysmian. «L’eccellente quarto trimestre, insieme al primo anno del nostro piano strategico ’Accelerating Growth’, dimostra che stiamo procedendo lungo il percorso per raggiungere i nostri obiettivi di medio termine.»

    Guardando al 2026, Prysmian prevede un EBITDA adjusted compreso tra 2.625 milioni e 2.775 milioni di euro. Il punto medio di 2.700 milioni risulta circa l’1% inferiore al consenso degli analisti pari a 2.725 milioni di euro. Al contrario, la guidance sul free cash flow, compresa tra 1.300 milioni e 1.400 milioni di euro, ha superato nettamente le aspettative, con un punto medio circa il 13% superiore al consenso di 1.197 milioni di euro.

    Il segmento Transmission si è confermato il principale motore di crescita, con un aumento organico dell’8,4% e un miglioramento dei margini al 20,9%, rispetto al 14,5% dello stesso trimestre dell’anno precedente.

    Il portafoglio ordini è rimasto stabile a circa 17 miliardi di euro. La divisione Power Grid ha registrato una robusta crescita organica del 12,8%, mentre i margini sono scesi al 12,1% dal 15,4% a causa della pressione legata ai premi sui metalli. Digital Solutions ha quasi raddoppiato l’EBITDA adjusted a 75 milioni di euro dai 40 milioni precedenti, grazie anche al contributo dell’acquisizione Channell.

    Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,90 euro per azione, in aumento del 13% rispetto all’anno precedente.