Futures USA contrastati dopo il crollo di Wall Street, i solidi dati sull’occupazione non attenuano i timori sull’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

Nasdaq sign

I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura contrastata venerdì, dopo le pesanti perdite registrate da Wall Street nella seduta precedente. Gli investitori valutavano dati sull’occupazione superiori alle attese, mentre persistevano le preoccupazioni sulle valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale e sui possibili cambiamenti normativi dopo le elezioni di metà mandato.

I futures sul Nasdaq 100 avanzavano dell’1,3%, suggerendo un possibile recupero dei titoli tecnologici, mentre quelli sul Dow Jones perdevano l’1%, segnalando ulteriori pressioni sulle principali società industriali e finanziarie.

I movimenti contrastati seguivano il forte ribasso di giovedì, che aveva portato il Nasdaq al livello di chiusura più basso da oltre sei mesi.

L’occupazione statunitense cresce oltre le aspettative

L’ultimo rapporto del Dipartimento del Lavoro ha mostrato che l’economia americana ha creato 165.000 posti di lavoro non agricoli a ottobre, superando nettamente le previsioni degli economisti, ferme a 62.000 unità.

L’incremento occupazionale di settembre è stato rivisto al rialzo a 60.000 posti di lavoro, rispetto ai 29.000 inizialmente comunicati.

Anche il tasso di disoccupazione è migliorato, scendendo al 4,1% dal 4,2% di settembre, contro le attese di una lettura invariata.

Nonostante i dati positivi, i futures sono rimasti contrastati, mentre gli investitori valutavano le possibili conseguenze per la politica monetaria e le valutazioni azionarie.

Wall Street registra pesanti perdite, tecnologia in forte ribasso

Le borse statunitensi hanno chiuso nettamente in territorio negativo giovedì, annullando il recupero della seduta precedente a causa delle rinnovate vendite sui titoli tecnologici e su altri importanti settori.

Il Nasdaq Composite è crollato di 1.421,52 punti, pari al 5,5%, chiudendo a 24.315,00 punti, il livello più basso da oltre sei mesi.

L’S&P 500 ha perso 334,89 punti, ovvero il 4,4%, attestandosi a 7.353,73 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso di 1.833,06 punti, pari al 3,4%, a 51.523,06 punti.

Tutti e tre i principali indici hanno terminato la giornata vicino ai minimi della seduta, evidenziando un clima di diffusa cautela.

Valutazioni dell’IA e incertezza politica pesano sui mercati

I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione a causa dei dubbi sulla capacità degli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale di generare rendimenti finanziari adeguati.

La conquista di entrambe le camere del Congresso da parte del Partito Democratico nelle elezioni statunitensi di metà mandato di martedì ha inoltre alimentato i timori di una regolamentazione più severa per le società attive nell’IA.

Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha sottolineato le incertezze relative alle valutazioni del settore tecnologico.

“Nonostante il rally di sollievo registrato ieri a Wall Street, gli investitori rimangono cauti di fronte alle elevate valutazioni dei titoli tecnologici e si interrogano sulla capacità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale di generare rendimenti sufficienti”, ha dichiarato Hathorn.

Queste preoccupazioni hanno contribuito alle forti vendite sui produttori di semiconduttori e sulle società di hardware informatico.

Semiconduttori e finanziari guidano i ribassi

Il Philadelphia Semiconductor Index ha perso il 12,3%, raggiungendo il livello di chiusura più basso da quasi sette mesi.

Anche i produttori di hardware informatico hanno subito forti perdite, con il NYSE Arca Computer Hardware Index in calo del 10%.

La debolezza si è estesa al settore finanziario: il NYSE Arca Broker/Dealer Index ha ceduto il 4,3%, mentre il KBW Bank Index è arretrato del 3,6%.

Trasporti, energia e sanità hanno registrato ribassi significativi, mentre i titoli auriferi sono stati tra i pochi comparti a chiudere in rialzo.

Le richieste di sussidio di disoccupazione scendono ai minimi pluridecennali

I dati pubblicati giovedì dal Dipartimento del Lavoro hanno evidenziato un calo inatteso delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione.

Le domande sono diminuite di 6.000 unità, attestandosi a 189.000 nella settimana terminata il 31 ottobre, rispetto alle 195.000 della settimana precedente, dato rivisto.

Gli economisti avevano previsto un aumento a 196.000 richieste.

Il dato ha eguagliato il minimo pluridecennale già raggiunto nella settimana terminata il 18 luglio, confermando la tenuta del mercato del lavoro statunitense.

Gli investitori valutano le prospettive di recupero

L’andamento contrastato dei futures di venerdì ha evidenziato la persistente divisione degli investitori dopo le pesanti perdite della seduta precedente.

Mentre il rialzo dei futures sul Nasdaq 100 suggeriva un ritorno degli acquisti sui titoli tecnologici, la debolezza dei futures sul Dow indicava che l’incertezza rimaneva diffusa.

I solidi dati occupazionali hanno fornito segnali di resilienza economica, ma le preoccupazioni sulla spesa per l’IA, sulle valutazioni tecnologiche e sulle possibili modifiche normative hanno continuato a condizionare il sentiment.

Gli investitori seguiranno l’evoluzione degli acquisti sui titoli recentemente penalizzati per capire se potrà svilupparsi una ripresa duratura o se le vendite proseguiranno.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *