Prezzi del petrolio in rialzo tra le rivendicazioni degli attacchi Houthi e i colloqui diplomatici in Medio Oriente

Oil refinery

I prezzi del petrolio sono aumentati martedì, invertendo i cali registrati nelle prime contrattazioni, mentre i mercati valutavano gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni con l’Iran e le notizie relative a nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche regionali.

Alle 04:10 ET (08:10 GMT), i futures sul Brent registravano un rialzo dello 0,5% a 116,38 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) guadagnavano lo 0,6% a 102,35 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano registrato ribassi nelle prime ore della seduta.

La scorsa settimana, il Brent aveva raggiunto i massimi degli ultimi sei mesi, in un contesto di preoccupazioni per possibili interruzioni delle attività degli impianti energetici e delle rotte commerciali marittime in Medio Oriente.

Proseguono gli sforzi diplomatici regionali

I colloqui diplomatici tra Iran, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan sono proseguiti mentre i governi della regione cercano di ridurre le tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Lunedì, alti funzionari di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno incontrato i leader iraniani a Teheran per discutere della sicurezza regionale e di possibili negoziati. Anche il Qatar ha mantenuto i contatti con Teheran nell’ambito degli sforzi per evitare un’ulteriore escalation.

Secondo quanto riportato, le discussioni hanno riguardato gli attacchi attribuiti alle forze Houthi sostenute dall’Iran nello Yemen, i possibili negoziati tra Washington e Teheran, le restrizioni al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e il blocco statunitense dei porti iraniani.

Sebbene l’attività diplomatica abbia attenuato alcune preoccupazioni immediate riguardo a un’ulteriore escalation militare, permane l’incertezza sulla possibilità che i colloqui portino a un accordo.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha escluso ulteriori azioni militari contro l’Iran. Teheran, nel frattempo, ha indicato che eventuali negoziati con Washington dipenderebbero da concessioni, tra cui la revoca del blocco statunitense e delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane.

Gli analisti di Capital Economics hanno evidenziato gli effetti economici del blocco e i fattori che potrebbero influenzare la posizione negoziale dell’Iran.

“Il blocco navale statunitense, ormai in vigore da oltre 100 giorni, sta esercitando una forte pressione sull’economia iraniana, con il rial in caduta e un’inflazione vicina al 90% su base annua. Tuttavia, la misura in cui questa situazione influenzerà la posizione negoziale dell’Iran dipende da quale fazione del regime stia prevalendo, nonché dal grado di controllo che l’Iran è in grado di esercitare sullo Stretto di Hormuz”, hanno dichiarato gli analisti di Capital Economics in una nota.

Le forze Houthi rivendicano attacchi contro infrastrutture saudite

Gli sviluppi relativi alla sicurezza regionale sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che lunedì le forze Houthi hanno dichiarato di aver colpito stazioni di pompaggio lungo l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita e l’aeroporto di Riad.

Le autorità saudite non avevano confermato nell’immediato gli attacchi segnalati. Tuttavia, il regno ha riferito di aver intercettato missili e droni negli ultimi giorni.

Le rivendicazioni arrivano mentre le interruzioni del traffico marittimo e le minacce alle infrastrutture energetiche continuano a essere considerate nelle valutazioni delle condizioni di approvvigionamento petrolifero in Medio Oriente.

Lo Stretto di Hormuz rimane una questione centrale nei colloqui diplomatici a causa delle restrizioni che interessano il traffico commerciale attraverso questa via marittima.

L’AIE prevede effetti persistenti sui mercati energetici nel 2027

Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), Fatih Birol, ha dichiarato lunedì che difficilmente i mercati energetici globali torneranno nel corso del 2027 alle condizioni precedenti al conflitto.

Le sue osservazioni indicano che gli effetti del conflitto sulle catene di approvvigionamento energetico potrebbero protrarsi oltre l’attuale fase di attività militare e diplomatica.

Separatamente, il produttore petrolifero statale saudita Saudi Aramco prevede di iniziare a stoccare greggio a Singapore nella seconda metà del 2027.

L’iniziativa, annunciata dai ministri dell’Energia saudita e singaporiano, mira a migliorare la resilienza della catena di approvvigionamento regionale di Aramco.

I mercati petroliferi seguono i negoziati e le interruzioni delle forniture

L’andamento del mercato petrolifero rimane legato ai progressi dei negoziati regionali, agli attacchi segnalati contro le infrastrutture energetiche e alle restrizioni che interessano le rotte marittime.

L’ultimo aumento dei prezzi del Brent e del WTI segue un periodo di volatilità, con colloqui diplomatici che si svolgono parallelamente al proseguimento delle attività militari.

Gli investitori seguono gli sviluppi dei negoziati che coinvolgono l’Iran e i governi regionali, valutando se possano portare a modifiche delle restrizioni marittime, del blocco statunitense o della situazione di sicurezza che interessa le forniture petrolifere mediorientali.

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