Italian Sea Group sale in Borsa dopo l’offerta vincolante da 260 milioni di euro di Sri Global

Oil tanker ship

Le azioni Italian Sea Group (BIT:TISG) hanno registrato un rialzo del 2,2% dopo le indiscrezioni relative alla presentazione di un’offerta vincolante da 260 milioni di euro da parte di Sri Global, holding guidata da Giulio Gallazzi, per acquisire le attività industriali del gruppo nautico e finanziare la ripresa delle operazioni.

Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore, la proposta comprende 220 milioni di euro destinati all’acquisizione delle attività industriali e ulteriori 40 milioni per sostenere la ripartenza operativa.

L’offerta arriva mentre Italian Sea Group affronta difficoltà finanziarie e procedimenti giudiziari riguardanti la propria situazione patrimoniale e gli assetti di governance.

Inizialmente, il titolo ha registrato un aumento di circa il 12% in seguito alle notizie, prima della sospensione delle contrattazioni. Successivamente, le azioni hanno segnato un progresso del 2,2%.

Sri Global propone 220 milioni per gli asset e 40 milioni per la ripartenza

L’offerta vincolante di Sri Global presenta un valore complessivo dichiarato di 260 milioni di euro, secondo Il Sole 24 Ore.

La proposta prevede 220 milioni di euro per l’acquisizione dell’intero perimetro industriale di Italian Sea Group, comprendente anche la controllata turca e la società di lavorazione del legno Celi.

Ulteriori 40 milioni di euro sarebbero destinati al finanziamento della ripresa delle attività operative.

L’operazione proposta riguarda l’acquisizione degli asset industriali e non direttamente l’acquisto di tutte le azioni della società quotata.

Questa distinzione è rilevante perché il trattamento delle passività esistenti e le eventuali conseguenze per gli azionisti dipenderebbero dalle condizioni di una possibile ristrutturazione o transazione approvata.

L’offerta riportata non risulta ancora accettata in via definitiva e la sua attuazione rimane subordinata ai procedimenti e alle autorizzazioni pertinenti.

Il piano industriale prevede ricavi di 376,7 milioni di euro nel 2031

Secondo il quotidiano, Sri Global ha predisposto un piano industriale relativo al periodo 2027–2031.

Il documento prevede ricavi pari a 104,9 milioni di euro nel 2027, con un incremento fino a 376,7 milioni di euro entro il 2031.

Nello stesso periodo, il margine EBITDA dovrebbe passare dal 9,2% al 14,6%.

Si tratta di obiettivi operativi contenuti nel piano proposto da Sri Global e non di risultati finanziari futuri già confermati.

La strategia comprende possibili partnership e acquisizioni in Italia, oltre all’espansione sui mercati internazionali.

Il Nord America figura tra le aree di particolare interesse, con il marchio Perini destinato ad avere un ruolo nella strategia di sviluppo commerciale prevista.

Il raggiungimento degli obiettivi finanziari dipenderà dall’attuazione del piano, dalla disponibilità dei finanziamenti e dalla capacità della società di riprendere ed espandere le proprie attività.

I commissari segnalano un patrimonio netto negativo per 422,6 milioni di euro

La situazione finanziaria di Italian Sea Group rimane un elemento centrale nei procedimenti giudiziari in corso.

I commissari nominati dal tribunale hanno riportato un patrimonio netto negativo per 422,6 milioni di euro al 31 agosto 2026.

La società ha inoltre registrato una perdita di 46,1 milioni di euro nei primi otto mesi dell’anno.

Secondo i commissari, la situazione patrimoniale rettificata risultava già negativa nel mese di ottobre.

È stato inoltre individuato un fabbisogno finanziario stimato di circa 17 milioni di euro entro marzo 2027.

Questi dati costituiscono un elemento importante per valutare la proposta di acquisizione e le risorse aggiuntive previste nell’offerta di Sri Global.

Il patrimonio netto negativo evidenzia inoltre la necessità di distinguere il valore degli asset industriali dall’eventuale valore attribuibile agli azionisti esistenti.

Il Tribunale di Firenze fissa un’udienza per il 28 ottobre

Il Tribunale di Firenze ha fissato un’udienza per il 28 ottobre, durante la quale saranno esaminate questioni relative all’informativa finanziaria e alla governance di Italian Sea Group.

Il procedimento comprenderà l’esame di alcune criticità nelle informazioni contabili segnalate da società che hanno presentato offerte vincolanti.

Il tribunale dovrà inoltre valutare la congruità dei compensi degli amministratori e il rispetto dei requisiti di indipendenza dei consiglieri recentemente nominati Sabrina Bruno e Massimo Mallegni.

Questi aspetti rientrano nell’esame giudiziario della situazione attuale della società.

L’udienza si svolgerà nel contesto delle condizioni finanziarie descritte dai commissari e delle proposte presentate per le attività industriali del gruppo.

Secondo le informazioni riportate, il tribunale avrebbe attribuito alla società una valutazione di circa 162 milioni di euro.

Tale valore è diverso dall’importo complessivo di 260 milioni previsto dalla proposta di Sri Global, che comprende sia il corrispettivo per l’acquisizione degli asset industriali sia le risorse destinate alla ripresa delle operazioni.

L’amministratore delegato e altri consiglieri disponibili a rinunciare ai compensi

L’amministratore delegato di Italian Sea Group, Giovanni Costantino, ha dichiarato che lui e altri componenti del consiglio di amministrazione hanno manifestato la disponibilità a rinunciare ai propri compensi.

La comunicazione arriva mentre il Tribunale di Firenze si prepara a esaminare le questioni relative alla remunerazione degli amministratori e agli assetti di governance.

La disponibilità a rinunciare ai compensi non implica, di per sé, che le modifiche ai trattamenti economici siano già state formalmente attuate.

Il tribunale esaminerà gli aspetti di governance pertinenti nell’ambito dell’udienza programmata.

Attesa per l’udienza e per ulteriori dettagli sull’operazione

Il movimento delle azioni Italian Sea Group ha seguito le notizie relative all’offerta vincolante di Sri Global e alla proposta di riorganizzazione delle attività.

Il pacchetto da 260 milioni di euro comprende 220 milioni per gli asset industriali e 40 milioni di finanziamenti destinati a sostenere la ripartenza operativa.

Restano tuttavia rilevanti, ai fini della valutazione dell’operazione, il patrimonio netto negativo, le perdite operative e il fabbisogno finanziario a breve termine segnalati per la società.

L’udienza del Tribunale di Firenze prevista per il 28 ottobre rappresenta il prossimo appuntamento programmato nell’ambito del procedimento.

Saranno necessarie ulteriori informazioni per stabilire se la proposta di Sri Global verrà accettata, come saranno trattate le passività esistenti e quali conseguenze potrebbe avere un’eventuale operazione sulle azioni quotate di Italian Sea Group.

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