Oro in rialzo, futures sopra 4.200 dollari dopo il calo delle attese sui tassi Fed

Gold bars

I prezzi dell’oro sono aumentati lunedì dopo che gli investitori hanno ridotto le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve statunitense in seguito alle dichiarazioni del presidente Kevin Warsh. I futures sull’oro negli Stati Uniti hanno superato i 4.200 dollari l’oncia, mentre anche gli altri metalli preziosi hanno registrato guadagni.

Alle 00:51 ET (04:51 GMT), l’oro spot è salito dello 0,4% a 4.180,29 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro hanno guadagnato lo 0,5%, raggiungendo 4.200,92 dollari.

I rialzi hanno seguito un calo dello 0,7% dei prezzi del metallo nella settimana precedente, quando dati sull’inflazione statunitense superiori alle attese avevano rafforzato le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario.

Gli investitori hanno inoltre valutato le prospettive del dollaro statunitense, dei rendimenti dei titoli di Stato e della domanda di oro come attività di riserva e investimento.

Le dichiarazioni di Warsh riducono le aspettative di un rialzo Fed

Le aspettative di mercato su un nuovo aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve sono cambiate dopo le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh.

Gli operatori hanno ridotto a meno del 20% la probabilità implicita di un rialzo di 25 punti base nella prossima riunione della banca centrale, interpretando le osservazioni di Warsh come compatibili con il mantenimento dei tassi invariati.

La revisione delle aspettative è arrivata dopo la pubblicazione, nella settimana precedente, di dati sull’inflazione statunitense superiori alle previsioni del mercato.

Quei dati avevano inizialmente aumentato le attese di ulteriori restrizioni monetarie e sostenuto il dollaro statunitense.

Tuttavia, le successive dichiarazioni di Warsh hanno interrotto il rafforzamento del dollaro e spinto gli investitori a riconsiderare la probabilità di un rialzo dei tassi nel breve periodo.

Tassi d’interesse più elevati possono ridurre l’attrattiva relativa dell’oro, poiché il metallo non genera interessi.

In rialzo anche argento, platino e palladio

Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato aumenti durante la seduta di lunedì.

L’argento è salito dell’1,3% a 57,7300 dollari l’oncia, mentre il platino ha guadagnato l’1,3%, raggiungendo 1.655,53 dollari.

Il palladio spot è avanzato dell’1,5% a 1.132,74 dollari l’oncia.

Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense è rimasto sostanzialmente stabile, con una flessione dello 0,04% a 101,80.

Il movimento contenuto del dollaro ha seguito l’aumento della settimana precedente, sostenuto dalle aspettative di una politica monetaria statunitense più restrittiva.

I mercati dei metalli preziosi hanno continuato a reagire ai cambiamenti nelle aspettative sui tassi d’interesse, ai movimenti valutari e alla domanda complessiva di investimento.

Oro sopra 4.000 dollari nonostante le precedenti flessioni

L’oro si è mantenuto sopra i 4.000 dollari l’oncia da agosto, nonostante gli effetti dei rendimenti obbligazionari elevati e dei cambiamenti nelle aspettative sui tassi statunitensi.

Il metallo era precedentemente entrato in una fase di mercato ribassista dopo il calo associato allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio.

Secondo il rapporto di mercato fornito, l’oro resta circa il 20% al di sotto del livello registrato all’inizio del conflitto.

La domanda di attività considerate strumenti di protezione contro l’incertezza geopolitica e finanziaria ha fornito un certo sostegno ai prezzi.

Tuttavia, il costo opportunità di detenere attività prive di rendimento rimane un elemento da considerare finché i rendimenti dei titoli di Stato restano elevati.

ANZ evidenzia rischi fiscali e domanda di investimento in oro

Gli analisti di ANZ hanno affermato che le preoccupazioni relative ai livelli di debito pubblico e alla sostenibilità fiscale stanno influenzando il rapporto tra rendimenti obbligazionari e prezzi dell’oro.

Secondo la banca, l’aumento dei costi di finanziamento sovrani potrebbe riflettere sempre più i timori per le finanze pubbliche anziché aspettative di una crescita economica più sostenuta.

In questo contesto, gli investitori potrebbero considerare l’oro uno strumento per diversificare l’esposizione ai rischi finanziari e legati al debito sovrano.

ANZ ha mantenuto una prospettiva positiva di lungo periodo per il metallo, riconoscendo tuttavia che rendimenti obbligazionari elevati e un dollaro statunitense relativamente forte potrebbero esercitare pressioni sui prezzi nel breve termine.

Gli analisti hanno indicato che potrebbero verificarsi ulteriori vendite prima di una ripresa duratura.

La domanda cinese e delle banche centrali sostiene il mercato

ANZ ha inoltre individuato nella domanda di investimento proveniente dalla Cina e nella diversificazione delle riserve delle banche centrali due fattori che influenzano il mercato dell’oro.

Secondo la banca, gli investitori cinesi hanno continuato a destinare capitali all’oro in un contesto di debolezza dei mercati azionari e immobiliari nazionali.

Anche le banche centrali hanno intensificato gli sforzi per diversificare le riserve e ridurre la dipendenza da singole attività.

Queste fonti di domanda sono rilevanti per le prospettive di lungo periodo del metallo, anche se il loro impatto sui prezzi dipenderà dalle condizioni generali dei mercati finanziari.

ANZ prevede che gli investimenti e gli acquisti delle banche centrali continueranno a contribuire alla domanda di oro nei prossimi anni.

ANZ prevede oro sopra 5.000 dollari nel 2027

ANZ ritiene che il potenziale di rialzo dei prezzi dell’oro resterà limitato nel breve periodo, prima di un possibile aumento oltre i 5.000 dollari l’oncia nel corso del 2027.

La previsione riflette la valutazione della banca sulla domanda di investimento, sulla diversificazione delle riserve delle banche centrali e sulle condizioni fiscali.

Tuttavia, l’aumento previsto dipenderà dall’evoluzione della politica monetaria statunitense, del dollaro e dei rendimenti obbligazionari globali.

Per il momento, gli investitori stanno valutando se la Federal Reserve manterrà invariati i tassi d’interesse nella prossima riunione.

Lunedì i futures sull’oro hanno superato i 4.200 dollari l’oncia, mentre i prezzi spot sono rimasti leggermente al di sotto di tale livello.

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