Le azioni europee sono rimaste sostanzialmente invariate martedì, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali, gli sviluppi in Medio Oriente e i dati economici attesi nel corso della giornata.
L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto stabile, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,6% e il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,1%. Il FTSE 100 di Londra è sceso dello 0,4%.
I produttori di energia hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi delle materie prime, mentre altri settori hanno registrato ribassi in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di finanziamento sovrani e dalle preoccupazioni per il possibile impatto inflazionistico dei maggiori prezzi dell’energia.
I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi raggiungono i massimi di una generazione
I mercati obbligazionari sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che il rendimento del titolo di Stato giapponese decennale di riferimento è salito al livello più alto di una generazione.
Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi e dei titoli di Stato europei sono aumentati, mentre gli investitori rivedevano le aspettative sui tassi d’interesse in presenza di timori sull’inflazione e delle emissioni di debito pubblico.
L’aumento dei rendimenti ha interessato i settori più sensibili ai tassi, tra cui tecnologia, immobiliare e utility con dividendi elevati, mentre gli investitori valutavano l’effetto di tassi di attualizzazione più elevati sulle valutazioni azionarie.
I mercati valutano nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran
Gli sviluppi geopolitici sono rimasti al centro dell’attenzione dopo ulteriori scambi militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Iran.
L’Iran ha lanciato durante la notte attacchi missilistici contro due basi militari statunitensi in Giordania, dopo gli attacchi americani contro obiettivi iraniani avvenuti all’inizio della settimana.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha successivamente prospettato la possibilità di ulteriori azioni militari contro infrastrutture iraniane.
I prezzi delle materie prime energetiche sono aumentati mentre i mercati valutavano il potenziale impatto della prosecuzione delle operazioni militari sulle forniture e sul traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.
Attesi i dati sull’inflazione dell’Eurozona e il rapporto JOLTS statunitense
Gli investitori attendevano inoltre i dati di agosto sull’Indice dei Prezzi al Consumo dell’Eurozona, che dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’inflazione sottostante in vista della riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea della prossima settimana.
Gli operatori di mercato stanno valutando la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE, anche se la decisione resta soggetta ai prossimi dati economici e alle valutazioni della banca centrale.
Negli Stati Uniti è atteso anche il rapporto Job Openings and Labor Turnover Survey di luglio, che fornirà ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro prima del rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì e della decisione di settembre della Federal Reserve.
Sui mercati regionali, i titoli industriali, automobilistici e dei beni di consumo sono stati tra quelli maggiormente sotto pressione. Il FTSE 100 ha registrato un calo inferiore rispetto al DAX tedesco, con le società energetiche e minerarie che rappresentano una quota rilevante dell’indice britannico.

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