I futures sugli indici azionari statunitensi sono saliti venerdì, segnalando un possibile rimbalzo in apertura dopo le pesanti perdite registrate da Wall Street nella seduta precedente a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio e della nuova pressione esercitata dai rendimenti obbligazionari.
Gli investitori sembrano disposti a tornare sul mercato dopo il ribasso di giovedì, anche se la persistente forza del greggio e l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente potrebbero limitare gli acquisti.
I futures sul petrolio statunitense hanno ridotto sensibilmente i guadagni rispetto ai massimi precedenti, ma restano in rialzo di circa lo 0,2% mentre i mercati continuano a valutare le tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Nvidia e Jackson Hole al centro dell’attenzione
Gli investitori potrebbero mantenere un atteggiamento prudente in vista di diversi appuntamenti importanti della prossima settimana, tra cui i risultati trimestrali di Nvidia (NASDAQ:NVDA) e il simposio economico di Jackson Hole.
“I risultati di Nvidia della prossima settimana potrebbero riportare parte dell’attenzione sugli utili societari ma, mentre ci avviciniamo all’autunno, sui mercati ha iniziato a scendere un certo gelo”, ha dichiarato Dan Coatsworth, head of markets di AJ Bell.
Ha aggiunto: “Gli investitori cercheranno una coperta rassicurante quando il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh interverrà alla riunione di Jackson Hole alla fine di questo mese.”
Gli appuntamenti potrebbero risultare importanti per la direzione dei mercati, con Nvidia che offrirà un nuovo test dell’entusiasmo legato agli investimenti nell’intelligenza artificiale e Jackson Hole che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive della politica monetaria statunitense.
Dow perde oltre 700 punti
Il possibile rimbalzo di venerdì arriva dopo una seduta difficile per le azioni statunitensi, con le perdite che si sono intensificate durante la giornata di giovedì cancellando i modesti guadagni di mercoledì.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 703,84 punti, pari all’1,3%, chiudendo a 52.759,21. Il Nasdaq Composite è sceso di 263,92 punti, o dell’1%, a 26.067,17, mentre l’S&P 500 ha ceduto 66,82 punti, pari allo 0,9%, a 7.641,16.
Tutti e tre gli indici hanno terminato la seduta vicino ai minimi giornalieri mentre gli investitori reagivano alla nuova salita del petrolio e dei rendimenti dei Treasury.
Le minacce di Trump all’Iran spingono il petrolio
Le tensioni geopolitiche sono rimaste una delle principali fonti di volatilità dopo che il presidente Donald Trump ha intensificato la retorica contro l’Iran.
In un post su Truth Social, Trump ha dichiarato di voler lanciare una “guerra economica” contro Teheran, descrivendola come “l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro qualsiasi Paese.”
Trump ha inoltre minacciato “enormi conseguenze economiche” per qualsiasi Paese che “consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di ancora di salvezza all’Iran.”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto definendo il cosiddetto “D-Day economico” una “diversione dalla crisi interna dell’America: debito senza precedenti e costi degli interessi in forte aumento.”
“Insistere su politiche fallimentari porterà soltanto a ulteriori sconfitte e all’ostilità degli iraniani”, ha dichiarato Araghchi in un post su X. “Il terrorismo economico degli Stati Uniti minaccia l’economia globale e la sovranità in tutto il mondo.”
I futures sul greggio statunitense sono saliti di quasi il 3% giovedì, raggiungendo i livelli più elevati in quasi un mese, mentre gli operatori hanno interpretato l’escalation della retorica come un segnale che il conflitto tra Stati Uniti e Iran potrebbe protrarsi.
I rendimenti dei Treasury risalgono con il petrolio
L’aumento del greggio ha contribuito anche a una forte ripresa dei rendimenti dei Treasury.
I rendimenti erano scesi sensibilmente mercoledì dopo che il Tesoro statunitense aveva annunciato un ampliamento delle operazioni di riacquisto del debito governativo a più lunga scadenza, ma i nuovi timori per l’inflazione alimentata dall’energia hanno invertito parte del movimento giovedì.
Rendimenti più elevati possono esercitare pressione sulle valutazioni azionarie aumentando i costi di finanziamento e rendendo relativamente più interessanti gli investimenti obbligazionari.
Il crollo di Walmart pesa su Wall Street
Walmart (NYSE:WMT) ha rappresentato un altro importante freno per Wall Street, con le azioni in calo di oltre il 9% dopo che il retailer ha riportato una crescita delle vendite comparabili del secondo trimestre inferiore alle attese e fornito previsioni deludenti.
Il ribasso ha colpito l’intero settore retail, facendo scendere del 2,5% il Dow Jones US Retail Index.
Anche le compagnie aeree sono state sotto pressione, con il NYSE Arca Airline Index in calo del 2,4%, mentre i titoli immobiliari, farmaceutici e biotecnologici hanno registrato perdite significative.
I titoli auriferi si sono mossi in controtendenza, beneficiando dell’aumento del prezzo del metallo prezioso.
I futures positivi di venerdì indicano quindi un tentativo di recupero dopo il selloff generalizzato di giovedì, anche se petrolio, rendimenti obbligazionari e sviluppi geopolitici restano rischi importanti in vista dei risultati di Nvidia e dell’incontro di Jackson Hole.

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