I futures azionari statunitensi hanno registrato un leggero calo giovedì mentre gli investitori assimilavano un nuovo trimestre di risultati eccezionali da parte del leader dei chip per l’intelligenza artificiale Nvidia (NASDAQ:NVDA) e continuavano a seguire gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Alle 03:32 ET, i futures sul Dow Jones perdevano 112 punti, pari allo 0,2%, mentre i futures sull’S&P 500 scendevano di 19 punti e quelli sul Nasdaq 100 arretravano di 126 punti. La flessione è arrivata dopo il rialzo di Wall Street nella seduta precedente, quando i mercati avevano recuperato dopo tre giornate consecutive di ribassi grazie alle crescenti speranze di un accordo di pace tra Washington e Teheran. Anche il calo del petrolio aveva contribuito ad allentare le pressioni sui rendimenti dei Treasury americani e a sostenere il sentiment azionario.
I verbali della riunione della Federal Reserve di aprile hanno mostrato che i policymaker restano preoccupati per i rischi legati all’inflazione. Gli strategist di BCA Research hanno osservato che la maggioranza dei partecipanti ritiene che “un certo irrigidimento della politica monetaria potrebbe diventare appropriato se l’inflazione dovesse continuare a mantenersi persistentemente sopra il 2%.” Nonostante queste preoccupazioni, l’attenzione dei mercati si sta spostando nuovamente verso la crescita legata all’intelligenza artificiale, soprattutto dopo i risultati di Nvidia.
Nvidia registra un nuovo trimestre record
Nvidia ha pubblicato risultati trimestrali che confermano il ruolo centrale della società nel boom dell’intelligenza artificiale, riportando ricavi trimestrali pari a 81,6 miliardi di dollari, in aumento dell’85% rispetto all’anno precedente e superiori alle attese degli analisti. L’utile netto ha raggiunto 58,3 miliardi di dollari, più che triplicato su base annua e nettamente sopra le previsioni di Wall Street.
L’amministratore delegato Jensen Huang ha sottolineato l’arrivo della “era dell’intelligenza artificiale agentica”, aggiungendo che la domanda è diventata “parabolica” grazie alla crescente diffusione di sistemi in grado di svolgere autonomamente compiti per conto degli utenti.
Gli analisti di Wedbush hanno descritto Nvidia come il vero dominatore del settore dei semiconduttori, scrivendo che la società è di fatto il proprietario del mercato mentre “tutti gli altri pagano l’affitto mentre governi e imprese continuano a fare la fila per ottenere i chip di Nvidia.”
Nonostante i risultati superiori alle attese, il titolo Nvidia è rimasto poco mosso nel premarket dopo che alcuni analisti citati da Reuters hanno evidenziato che l’outlook della società non includeva le vendite in Cina ed era solo leggermente superiore alle aspettative. Gli analisti hanno inoltre sottolineato che Nvidia continua a confrontarsi con aspettative di mercato estremamente elevate, rendendo difficile soddisfare pienamente gli investitori anche con risultati molto solidi.
SpaceX presenta domanda per un’IPO potenzialmente record
Al di fuori del settore dei semiconduttori, grande attenzione è stata attirata da SpaceX di Elon Musk, che ha presentato domanda per quella che potrebbe diventare la più grande offerta pubblica iniziale della storia. La società aerospaziale punta infatti a raccogliere almeno 80 miliardi di dollari, superando il record stabilito dall’IPO di Saudi Aramco nel 2019.
La documentazione dell’IPO ha fornito nuovi dettagli sulle attività operative e sulla situazione finanziaria della società. Oltre alle operazioni di lancio spaziale, SpaceX possiede anche una vasta divisione di internet satellitare. L’attività spaziale ha generato 4,1 miliardi di dollari di ricavi lo scorso anno pur restando in perdita, mentre la divisione satellitare ha registrato ricavi per 11,4 miliardi di dollari.
Le spese complessive hanno raggiunto 20,7 miliardi di dollari, principalmente a causa dei forti investimenti di xAI, la startup di intelligenza artificiale di Musk focalizzata sulla costruzione di data center. SpaceX e xAI si sono fuse a febbraio, e alcuni analisti ipotizzano che anche Tesla possa essere integrata nel gruppo in futuro.
OpenAI potrebbe quotarsi in Borsa a breve
Secondo il Wall Street Journal, anche OpenAI starebbe preparando una quotazione in Borsa già a partire da settembre. Fonti vicine alla questione hanno riferito che la società sviluppatrice di ChatGPT starebbe collaborando con banche d’investimento come Goldman Sachs e Morgan Stanley per predisporre la documentazione necessaria all’IPO.
Un ostacolo importante è stato superato all’inizio della settimana, quando OpenAI ha prevalso nella disputa legale contro Elon Musk, anche se Musk ha già annunciato che presenterà ricorso contro la decisione.
I mercati seguono i progressi verso un accordo tra Stati Uniti e Iran
Oltre al settore tecnologico, il sentiment degli investitori è stato sostenuto anche dalle speranze di un possibile accordo per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, in corso da oltre due mesi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Washington si trova nelle “fasi finali” della negoziazione di una possibile intesa di pace, pur avvertendo che “faremo alcune cose piuttosto spiacevoli” se i colloqui dovessero fallire.
L’Iran ha confermato di stare esaminando le ultime proposte statunitensi per mettere fine al conflitto. Gli investitori osservano con particolare attenzione ogni possibile segnale che possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico al largo della costa meridionale iraniana che è rimasto quasi completamente chiuso al traffico petrolifero dall’inizio della guerra a fine febbraio. Dati sulle spedizioni pubblicati dai media nei giorni scorsi indicano che alcune navi hanno recentemente ripreso a transitare nello stretto.
I futures sul Brent scambiavano in lieve rialzo a 106,34 dollari al barile dopo essere scesi dai circa 110 dollari registrati in seguito ai commenti di Trump su un possibile accordo.

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