I prezzi del petrolio scendono mentre aumentano le speranze sui negoziati tra Stati Uniti e Iran

I prezzi del petrolio hanno registrato un calo mercoledì, mentre gli investitori seguivano gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran dopo che Washington ha segnalato progressi nei colloqui diplomatici in corso.

I futures sul Brent con consegna a luglio, riferimento globale per il mercato petrolifero, sono scesi del 2,5% a 109,25 dollari al barile alle 04:44 ET (08:44 GMT), mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense hanno perso l’1,9% a 102,35 dollari al barile. Entrambi i contratti avevano già registrato un ribasso di circa l’1% nella seduta di martedì.

Le petroliere lasciano lo Stretto di Hormuz mentre crescono le speranze sulla ripresa delle forniture

Reuters ha riferito, citando dati di monitoraggio navale di LSEG e Kpler, che due superpetroliere battenti bandiera cinese che trasportavano greggio hanno lasciato lo Stretto di Hormuz mercoledì, alimentando le speranze di una graduale ripresa dei flussi energetici attraverso questa rotta strategica.

Anche la petroliera sudcoreana Universal Winner, classificata come Very Large Crude Carrier, stava lasciando il passaggio marittimo al largo della costa meridionale iraniana, rimasto di fatto chiuso al traffico petrolifero dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran alla fine di febbraio.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato martedì sera ai legislatori che la guerra con l’Iran potrebbe finire “molto rapidamente.” All’inizio della settimana Trump aveva inoltre affermato di aver rinviato un attacco pianificato contro l’Iran e di ritenere che i negoziati con Teheran stessero procedendo positivamente.

Anche il vicepresidente JD Vance ha espresso ottimismo in dichiarazioni separate, affermando che l’Iran sembrava disposto a negoziare un accordo.

Secondo i media statali iraniani, l’ultima proposta di pace di Teheran chiedeva la fine delle ostilità su tutti i fronti, il ritiro delle forze statunitensi dalla regione e risarcimenti per i danni causati dalla guerra. Le precedenti proposte iraniane erano state in gran parte respinte da Washington, che continua a considerare la fine delle ambizioni nucleari iraniane come una condizione centrale per qualsiasi accordo.

I mercati attendono i dati ufficiali sulle scorte statunitensi

Gli investitori guardano ora ai prossimi dati sulle scorte petrolifere statunitensi per ottenere ulteriori indicazioni sulle condizioni dell’offerta energetica in un contesto di persistenti interruzioni dei flussi globali.

I dati pubblicati dall’American Petroleum Institute hanno mostrato una riduzione delle scorte di 9,1 milioni di barili la scorsa settimana, ben superiore alle aspettative di un calo di 3,4 milioni di barili. I dati API sono spesso considerati un indicatore anticipatore del report ufficiale sulle scorte statunitensi previsto più tardi nella giornata di mercoledì.

Si ritiene che le scorte petrolifere americane siano diminuite sensibilmente nelle ultime settimane, mentre gli Stati Uniti hanno aumentato le esportazioni per compensare le interruzioni dell’offerta internazionale. Trump ha inoltre autorizzato il rilascio di 172 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve per limitare l’impatto degli shock energetici causati dal conflitto con l’Iran.

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