I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura leggermente negativa lunedì mattina, suggerendo che Wall Street potrebbe proseguire il movimento ribassista dopo la forte correzione registrata venerdì.
Le tensioni in Medio Oriente continuano a pesare sul sentiment
Il sentiment degli investitori è rimasto fragile a causa delle persistenti preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente, dopo che il presidente Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha dichiarato che l’Iran “farebbe meglio a muoversi, VELOCEMENTE, oppure non resterà più nulla di loro”, alimentando i timori di una possibile ripresa delle operazioni militari statunitensi.
Secondo un rapporto di Axios che cita due funzionari statunitensi, Trump dovrebbe riunire martedì i suoi principali consiglieri per la sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio, provocando un forte aumento dei prezzi del greggio e nuove preoccupazioni per inflazione e tassi di interesse.
Rendimenti obbligazionari e prezzi del petrolio restano i principali driver del mercato
I rendimenti dei Treasury sono aumentati bruscamente venerdì scorso tra le speculazioni secondo cui la prossima mossa della Federal Reserve potrebbe essere un rialzo dei tassi anziché un taglio.
Tuttavia, lunedì mattina i rendimenti hanno perso terreno mentre i futures sul petrolio greggio sono scesi, contribuendo potenzialmente a limitare la pressione su Wall Street.
I principali indici hanno registrato forti perdite venerdì
Dopo il rally di giovedì, i mercati azionari hanno invertito bruscamente la rotta nel corso della seduta di venerdì, con tutti e tre i principali indici in netto ribasso.
Sebbene gli indici abbiano recuperato parte delle perdite dai minimi intraday, il bilancio finale è rimasto decisamente negativo.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 537,29 punti, pari all’1,1%, chiudendo a 49.526,17. Il Nasdaq Composite è sceso di 410,08 punti, pari all’1,5%, a 26.225,14, mentre l’S&P 500 ha ceduto 92,74 punti, pari all’1,2%, a 7.408,50.
Nonostante il ribasso di venerdì, i principali indici hanno chiuso la settimana quasi invariati. L’S&P 500 è salito dello 0,1%, il Nasdaq ha perso lo 0,1% e il Dow Jones è sceso dello 0,2%.
I titoli tecnologici guidano il ribasso del mercato
La correzione riflette in parte prese di profitto dopo il recente rally che aveva spinto Nasdaq e S&P 500 su nuovi massimi storici.
I titoli tecnologici hanno guidato il calo, con Intel (NASDAQ:INTC) in ribasso del 6,6% e Micron Technology (NASDAQ:MU) in calo del 6,2%.
Anche NVIDIA (NASDAQ:NVDA) ha registrato una forte flessione, perdendo il 4,4%.
Nel frattempo, il rendimento del Treasury decennale di riferimento ha raggiunto il livello più alto dell’ultimo anno, aumentando ulteriormente la pressione sui mercati azionari.
L’aumento dei rendimenti è seguito ai recenti dati economici che hanno mostrato una significativa accelerazione dell’inflazione sia al consumo sia alla produzione, alimentando dubbi sull’orientamento futuro della Federal Reserve.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati attribuiscono ora una probabilità del 38,9% a un rialzo di un quarto di punto dei tassi entro l’ultima riunione annuale della Fed, rispetto al 13,7% di una settimana fa.
Il rialzo del petrolio e la debolezza settoriale pesano su Wall Street
Wall Street ha subito ulteriori pressioni a causa di un altro forte rialzo dei prezzi del petrolio, con i futures sul greggio statunitense in aumento di oltre il 4%.
Il mercato petrolifero è salito dopo che l’incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping ha prodotto toni concilianti ma pochi progressi concreti sul conflitto tra Stati Uniti e Iran.
I titoli legati all’oro sono stati colpiti duramente insieme al calo del prezzo del metallo prezioso, causando un crollo del 7,1% dell’indice NYSE Arca Gold Bugs.
Anche i titoli delle compagnie aeree hanno registrato forti ribassi, come dimostra il calo del 4,4% dell’indice NYSE Arca Airline.
I semiconduttori hanno continuato a perdere terreno, trascinando il Philadelphia Semiconductor Index in ribasso del 4%.
Anche i titoli dell’acciaio, del settore immobiliare e dell’hardware informatico hanno mostrato debolezza, mentre i produttori di petrolio e le società software hanno sovraperformato il mercato.

Leave a Reply