Il rame scende ai minimi di una settimana tra dollaro forte e dati deboli dalla Cina

I prezzi del rame sono scesi lunedì, raggiungendo il livello più basso dell’ultima settimana, mentre il rafforzamento del dollaro statunitense, i dati economici deludenti provenienti dalla Cina e il rialzo dei prezzi del petrolio hanno pesato sul sentiment dei mercati dei metalli industriali.

Il rame sotto pressione a causa dei fattori macroeconomici

Il contratto benchmark del rame a tre mesi sul London Metal Exchange è sceso del 2,75% a 13.555 dollari per tonnellata metrica alle 08:19 GMT.

Il calo dei prezzi riflette le crescenti pressioni derivanti da diversi fattori macroeconomici, tra cui i movimenti valutari e gli indicatori economici deludenti provenienti dalla Cina, che rimane uno dei maggiori consumatori mondiali di metalli industriali.

Un dollaro statunitense più forte ha reso le materie prime denominate in dollari più costose per gli investitori che utilizzano altre valute, riducendo l’interesse per il comparto delle commodity.

Allo stesso tempo, i dati economici cinesi inferiori alle attese hanno rafforzato i timori di un rallentamento dell’attività industriale e di una domanda interna più debole, aumentando ulteriormente la pressione sui prezzi del rame.

Anche il rialzo dei prezzi del petrolio ha contribuito ad aumentare la cautela sui mercati, poiché gli investitori temono che costi energetici più elevati possano intensificare le pressioni inflazionistiche e pesare sulla crescita economica globale.

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