Piazza Affari in forte calo dopo il rally, pesano le tensioni su Hormuz e crolla Ferragamo

Piazza Affari e le principali borse europee hanno registrato una seduta decisamente negativa, con prevalenza delle prese di profitto dopo il recente rally, soprattutto su mercati come quello italiano che erano entrati in una fase di forte ipercomprato. L’indice milanese aveva sfiorato ieri i massimi storici raggiunti nel marzo del 2000.

Il sentiment di mercato resta fragile a causa delle persistenti tensioni geopolitiche e dei crescenti timori che lo Stretto di Hormuz possa restare bloccato oltre giugno, con il rischio di comprimere le forniture energetiche globali e aggravare una crisi energetica mondiale.

Il Brent continua a essere scambiato intorno ai 107 dollari al barile.

Sul fronte macroeconomico, i rendimenti obbligazionari sono in rialzo per effetto delle preoccupazioni legate a una possibile accelerazione dell’inflazione, scenario che sta spingendo i mercati a valutare ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

Un trader ha inoltre sottolineato che la seduta odierna è influenzata anche dalle scadenze tecniche di maggio, elemento che sta aumentando la volatilità sui mercati.

Intorno alle 9:50, l’indice FTSE MIB perdeva l’1,15% a 49.471 punti, dopo aver chiuso ieri a 50.050 punti, a un soffio dal massimo storico di 50.108 punti raggiunto il 6 marzo 2000 durante il picco della bolla internet.

Le banche risultavano in calo, con l’indice settoriale in flessione di circa l’1,2%, penalizzato soprattutto da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), in ribasso dell’1,6%, e da Unicredit (BIT:UCG), in calo dell’1%.

Prese di profitto anche su STM (BIT:STMMI), che cedeva il 4,1% dopo il forte rally delle ultime sedute e i ripetuti massimi storici toccati grazie all’entusiasmo per il settore dell’intelligenza artificiale.

Nel comparto del lusso, Ferragamo (BIT:SFER) crollava di quasi il 13% in una seduta volatile dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre diffusi ieri a mercati chiusi. I ricavi sono risultati in calo ma sostanzialmente in linea con le attese. Dopo il forte rialzo registrato alla vigilia dei conti, il titolo è stato colpito dalle prese di profitto.

Equita ha evidenziato nel suo report giornaliero che il titolo è “vicino ai massimi storici ed è tra i migliori performer del settore dall’inizio dell’anno.” Il broker ha inoltre sottolineato che “Il primo trimestre ha registrato una performance solida, in linea con la media del settore ma senza crescita trimestre su trimestre (a differenza dei concorrenti), con maggiori difficoltà in Cina e un rallentamento nel settore della pelletteria,” confermando la raccomandazione “hold” a causa delle valutazioni elevate.

Leonardo (BIT:LDO) si è mosso in controtendenza rispetto al mercato, salendo del 2,1%, mentre Ferretti (BIT:YACHT) ha perso il 3,5% dopo il rinvio della pubblicazione dei risultati trimestrali del consiglio di amministrazione.

Infine, Technoprobe (BIT:TPRO) è balzata del 34%, aggiornando i massimi storici a 26,9 euro dopo la diffusione dei risultati.

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