I future sui principali indici statunitensi erano in calo prima dell’apertura di martedì, con gli investitori che hanno adottato un atteggiamento più prudente dopo che Wall Street aveva chiuso la seduta volatile di lunedì leggermente in rialzo.
La nuova debolezza dei future arriva mentre i prezzi del petrolio continuano a salire con forza, alimentando i timori che le tensioni in Medio Oriente possano intensificarsi nuovamente e pesare sulle prospettive di crescita globale e inflazione.
I future sul greggio statunitense guadagnavano oltre il 3% martedì, dopo essere già balzati del 2,8% nella seduta precedente.
L’ultimo rialzo del petrolio riflette la persistente incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran, mentre entrambe le parti continuano a faticare nel raggiungere un accordo per porre fine al conflitto e riaprire il cruciale Stretto di Hormuz.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti nella tarda serata di lunedì che il cessate il fuoco tra Washington e Teheran era “attaccato a un supporto vitale massiccio”, definendo la tregua “incredibilmente debole”.
I dati sull’inflazione offrono un parziale sollievo agli investitori
Nonostante la pressione derivante dall’aumento dei prezzi energetici, i future hanno recuperato parte delle perdite iniziali dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti.
Secondo il Dipartimento del Lavoro, i prezzi al consumo sono aumentati ad aprile sostanzialmente in linea con le previsioni degli economisti.
La crescita mensile dei prezzi al consumo è rallentata allo 0,6% ad aprile rispetto allo 0,9% di marzo, attenuando parte dei timori che le pressioni inflazionistiche potessero accelerare più rapidamente a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio.
Gli investitori sono sembrati sollevati dal fatto che i dati sull’inflazione non abbiano superato le aspettative.
Wall Street chiude una seduta contrastata a nuovi massimi storici
Le azioni hanno faticato a trovare una direzione chiara durante la seduta di lunedì, dopo i forti rialzi registrati la scorsa settimana.
I principali indici hanno oscillato ripetutamente sopra e sotto la parità prima di chiudere moderatamente in rialzo.
Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 95,31 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 49.704,47. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 27,05 punti, o lo 0,1%, terminando a 26.274,13, mentre l’S&P 500 è salito di 13,91 punti, pari allo 0,2%, a 7.412,84.
Nonostante la performance contenuta, sia il Nasdaq sia l’S&P 500 hanno chiuso la giornata su nuovi massimi storici di chiusura.
Gli investitori restano concentrati sui rischi in Medio Oriente e sui prezzi del petrolio
L’andamento incerto dei mercati riflette la persistente incertezza sulla direzione di breve termine dei listini dopo il recente rally.
Sebbene il sentiment generale resti relativamente costruttivo, gli investitori continuano a monitorare attentamente gli sviluppi in Medio Oriente.
I prezzi del petrolio sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che i future sul greggio sono saliti di oltre il 2% lunedì.
Il rally si è accelerato dopo che Trump ha respinto l’ultima risposta dell’Iran a una proposta di pace statunitense, definendola “totalmente inaccettabile” in un post pubblicato su Truth Social.
Secondo i media statali iraniani, la controproposta di Teheran includeva richieste di compensazioni per i danni di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
Nonostante ciò, la solidità delle recenti trimestrali societarie ha aiutato le azioni statunitensi a mantenersi relativamente resilienti malgrado le tensioni geopolitiche.
In rialzo i titoli legati all’oro, all’energia e ai semiconduttori
I titoli auriferi hanno registrato forti rialzi mentre i prezzi dell’oro salivano moderatamente.
L’indice NYSE Arca Gold Bugs è balzato del 3,7% durante la seduta di lunedì.
Anche i titoli energetici hanno guadagnato terreno insieme al petrolio, con il Philadelphia Oil Service Index in rialzo del 2,6%.
Anche i comparti semiconduttori, servizi petroliferi e networking hanno registrato guadagni significativi.
Deboli compagnie aeree e titoli retail
Le compagnie aeree sono finite sotto pressione a causa dei timori legati all’aumento dei costi del carburante.
L’indice NYSE Arca Airline ha perso il 3,1%.
Anche i titoli retail, immobiliari e bancari hanno registrato ribassi, compensando parzialmente i guadagni dei settori energia, tecnologia e materie prime.

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