Prysmian SpA (BIT:PRY) ha riportato giovedì ricavi nel primo trimestre pari a 5.218 milioni di euro, superando le stime degli analisti di 5.104 milioni di euro di circa il 2%. Tuttavia, l’EBITDA rettificato si è attestato a 601 milioni di euro, risultando inferiore del 2% rispetto alle aspettative di 612 milioni di euro.
Il gruppo ha registrato un margine EBITDA rettificato dell’11,5%, al di sotto del 12,0% previsto dal consenso, a causa di una crescita più debole del previsto nel segmento Renewable Transmission.
Nonostante i risultati contrastanti, Prysmian ha confermato le previsioni per l’intero anno 2026, indicando un EBITDA rettificato compreso tra 2.625 e 2.775 milioni di euro. Il valore medio di 2.700 milioni risulta leggermente inferiore alla stima di consenso pari a 2.758 milioni di euro.
La società ha inoltre ribadito la guidance sul free cash flow, previsto tra 1.300 e 1.400 milioni di euro.
Il titolo è salito del 3,5% dopo l’annuncio, con gli investitori che hanno posto l’attenzione sulla conferma delle previsioni e sulla buona performance di alcune divisioni.
La crescita organica dei ricavi si è attestata al 5,0%, al di sotto del 6,6% atteso dal consenso, con il segmento Renewable Transmission praticamente stabile allo 0,4% rispetto al 13,9% previsto.
Tuttavia, Prysmian ha segnalato un portafoglio ordini nel segmento alta tensione pari a circa 17 miliardi di euro, con ulteriori 2 miliardi di progetti non ancora inclusi.
Il segmento Power Grids ha registrato una crescita organica del 16,2%, superando il 10,4% atteso, mentre Electrification è cresciuta del 2,3% e Digital Solutions del 9,0%.
“La crescita della trasmissione è stata molto inferiore, ma dovrebbe accelerare nei prossimi trimestri con l’entrata in funzione di nuova capacità, contribuendo anche a un’ulteriore espansione dei margini”, ha dichiarato la società nel commento ai risultati.
A livello di segmenti, i margini di Renewable Transmission sono rimasti solidi al 19,4%, in linea con le attese. I margini di Power Grids, pari al 10,6%, restano sotto pressione a causa dei premi sui metalli, ma sono attesi in miglioramento dal secondo trimestre.
I margini di Electrification si sono attestati all’8,7%, inferiori al 9,6% previsto, penalizzati dall’inflazione dei metalli e dalla debole domanda nel segmento Specialties. I margini di Digital Solutions hanno raggiunto il 19,5%, superando il 18,4% atteso.
L’indebitamento netto si è attestato a 3.818 milioni di euro, leggermente superiore ai 3.762 milioni stimati dal consenso.

Leave a Reply