I futures collegati ai principali indici azionari statunitensi si sono mossi in modo contrastato, mentre gli investitori cercavano di valutare una combinazione di fattori, tra cui una serie di risultati delle mega-cap tecnologiche, un nuovo forte aumento del prezzo del Brent e una decisione cruciale sui tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Il ritmo degli eventi non sembra destinato a rallentare: sono attese ulteriori trimestrali, così come nuove decisioni delle banche centrali.
Futures contrastati
I futures azionari statunitensi si sono mantenuti vicino alla parità giovedì, mentre gli operatori cercavano di tenere il passo con una raffica di annunci in grado di muovere i mercati nel corso della settimana.
Alle 03:35 ET, i futures sul Dow Jones risultavano in calo di 275 punti, pari allo 0,6%, i futures sull’S&P 500 perdevano 6 punti, ovvero lo 0,1%, mentre i futures sul Nasdaq 100 guadagnavano 30 punti, pari allo 0,1%.
Gli indici principali di Wall Street avevano chiuso la sessione precedente con andamenti contrastati.
Oltre a una serie di risultati societari nel complesso solidi, gli investitori stavano anche analizzando nel dettaglio la recente decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse.
Gli utili delle big tech evidenziano le dinamiche degli investimenti in IA
Dopo la chiusura dei mercati, numerose grandi società tecnologiche hanno pubblicato i risultati trimestrali, offrendo un nuovo spaccato dello stato degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.
Alphabet (NASDAQ:GOOG) ha guidato quello che gli analisti di Deutsche Bank hanno definito un “insieme di risultati discreto” da parte delle aziende del gruppo delle cosiddette Magnificent 7.
Le azioni della casa madre di Google sono salite nelle contrattazioni after-hours, sostenute in parte da una crescita dei ricavi cloud superiore alle attese. Anche Amazon (NASDAQ:AMZN) ha registrato un rialzo, sostenuta dalla più forte espansione dei ricavi della divisione Amazon Web Services dal 2022.
I ricavi cloud di Microsoft (NASDAQ:MSFT) sono risultati sostanzialmente in linea con le aspettative, mentre la società ha indicato una possibile accelerazione nella seconda metà dell’anno.
Tuttavia, Meta Platforms (NASDAQ:META) è scesa nelle contrattazioni after-hours dopo che il gruppo ha aumentato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026 di 20 miliardi di dollari, portandole in un intervallo compreso tra 125 e 145 miliardi.
Nel complesso, queste quattro aziende hanno speso un totale record di 130,65 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell’anno, principalmente per la costruzione di data center necessari a supportare l’intelligenza artificiale. Si tratta di un aumento del 71% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Il petrolio balza per le tensioni geopolitiche
Mentre i mercati analizzavano nel dettaglio questi risultati, una notizia ha innescato un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, portandoli ai livelli più alti dall’inizio del conflitto con l’Iran alla fine di febbraio.
Il presidente Donald Trump riceverà nel corso della giornata un briefing su una possibile nuova azione militare contro l’Iran, secondo quanto riportato da Axios. L’iniziativa sarebbe volta a spingere Teheran a tornare al tavolo dei negoziati, dopo che i colloqui si sono arenati a causa di divergenze sul programma nucleare iraniano.
Mercoledì, Trump ha inoltre scritto sui social media: “Iran non riesce a organizzarsi. Non sanno come firmare un accordo non nucleare. Devono svegliarsi presto!”
In una nota, gli analisti di ING hanno sostenuto che questi sviluppi hanno ridimensionato le recenti speranze che, nonostante lo stallo con l’Iran, la Casa Bianca stesse iniziando a ridurre il coinvolgimento nel conflitto.
“Il mercato petrolifero è passato da un eccesso di ottimismo alla realtà delle interruzioni dell’offerta che stiamo osservando nel Golfo Persico”, hanno scritto gli analisti di ING.
Powell resterà nel consiglio della Fed
Sempre mercoledì, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, come previsto, ma la decisione è stata una delle più controverse dagli anni ’90, evidenziando profonde divisioni tra i membri.
Pur mantenendo i tassi nell’intervallo 3,5%-3,75%, la Fed non ha modificato il linguaggio del proprio comunicato, che continua a indicare come probabile un futuro taglio dei tassi. Quattro dei dodici membri del Federal Open Market Committee hanno espresso voto contrario.
Il presidente della Fed Jerome Powell ha inoltre dichiarato che resterà nel consiglio della banca centrale anche dopo la fine del suo mandato a maggio, segnando una rottura con la prassi passata e potenzialmente complicando il passaggio di consegne a Kevin Warsh, scelto da Trump come suo successore.
Powell ha affermato di essere preoccupato per “la serie di attacchi legali contro la Fed”, aggiungendo che questi “minacciano la nostra capacità di condurre la politica monetaria senza considerare fattori politici.”
Il Dipartimento di Giustizia ha sospeso la scorsa settimana un’indagine penale sulla gestione da parte di Powell dei lavori di ristrutturazione della sede della Fed. Powell ha dichiarato che la battaglia legale lo ha lasciato “senza altra scelta” se non quella di rimanere.
Decisioni di BCE e BoE in arrivo
Con il rischio di nuovi bombardamenti in Medio Oriente e prezzi dell’energia elevati, anche la European Central Bank e la Bank of England annunceranno le loro decisioni sui tassi nel corso della giornata.
La BCE dovrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2%, ma gli analisti di Deutsche Bank hanno sottolineato che, data l’esposizione dell’Europa all’aumento dei prezzi del petrolio, i mercati si aspettano un rialzo dei tassi nella riunione di giugno.
“La domanda oggi è se la BCE confermerà questa visione”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank.
Per quanto riguarda la Bank of England, i policymaker sono anch’essi attesi mantenere i tassi invariati al 3,75%, pur segnalando rischi combinati di rallentamento della crescita e aumento dell’inflazione nel quadro macroeconomico generale.

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