I mercati azionari europei hanno iniziato la settimana in calo, mentre gli investitori reagivano al fallimento dei negoziati del fine settimana tra Stati Uniti e Iran e alle nuove tensioni dopo l’avvertimento del presidente Donald Trump su un blocco “immediato” dello Stretto di Hormuz.
Alle 07:13 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 era in calo dello 0,8%. Il DAX tedesco perdeva l’1,2%, il CAC 40 francese l’1,0% e il FTSE 100 britannico lo 0,6%.
Trump ha dichiarato domenica che gli Stati Uniti si muoveranno per limitare l’accesso delle navi nello Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il commercio globale che è diventata un punto centrale del conflitto in Medio Oriente. Ha inoltre avvertito che qualsiasi nave che paghi un pedaggio imposto da Teheran non avrà “passaggio sicuro in alto mare.”
Successivamente, il Pentagono ha chiarito che le restrizioni riguarderanno in particolare le navi “in entrata o in uscita dai porti o dalle aree costiere iraniane”, mentre le altre imbarcazioni potranno comunque transitare nello Stretto. Circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio passa attraverso questo stretto passaggio al largo della costa meridionale dell’Iran.
“[L]a formulazione sembra aver attenuato quanto pubblicato dal presidente,” hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge in una nota ai clienti. “Quello che inizialmente sembrava un blocco totale del traffico ora appare limitato alle sole navi iraniane.”
Nel frattempo, il Wall Street Journal ha riportato che Trump starebbe valutando attacchi militari limitati contro l’Iran, il che secondo gli analisti potrebbe indicare che l’amministrazione stia “allontanandosi con decisione da una ripresa” della campagna di bombardamenti su larga scala portata avanti dalla fine di febbraio.
Questi sviluppi arrivano dopo 21 ore di colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani in Pakistan, conclusi senza un accordo per consolidare il cessate il fuoco temporaneo di due settimane.
Gli operatori guardano ora ai dati sull’inflazione dell’Eurozona attesi più avanti nella settimana, che potrebbero offrire indicazioni su come il conflitto stia influenzando i prezzi. L’Europa dipende fortemente dalle importazioni energetiche dal Golfo Persico, in particolare dal gas naturale proveniente dal Qatar, dove le infrastrutture locali sono state colpite dall’intensificarsi del conflitto.
La European Central Bank ha segnalato che monitorerà attentamente gli effetti inflazionistici della situazione. I futures sui tassi indicano attualmente aspettative di circa tre rialzi da 25 punti base ciascuno da parte della BCE entro la fine del 2026, secondo stime LSEG citate da Reuters.
I mercati petroliferi hanno reagito con forza, con il Brent tornato sopra i 100 dollari al barile dopo essere sceso sotto tale livello la scorsa settimana in seguito all’annuncio di una tregua temporanea.
Sul fronte societario, le azioni di Kering SA (EU:KER) hanno ripreso le contrattazioni dopo una sospensione causata da un calo superiore al 3% nelle prime fasi della seduta. Morgan Stanley ha declassato il titolo a “ponderazione neutrale” da “sovrappesare”, ritenendo che gran parte del potenziale di rilancio sia già incorporato nel prezzo.
Altrove, i titoli del comparto viaggi e tempo libero in Europa hanno registrato cali, mentre il gruppo energetico italiano Eni (BIT:ENI) e il gruppo della difesa Leonardo (BIT:LDO) hanno chiuso in rialzo.

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