Borsa di Milano piatta in apertura, focus su USA-Iran; Cucinelli in forte rialzo

Le azioni sulla Borsa Italiana hanno aperto la seduta senza una direzione precisa, mentre gli investitori continuano a monitorare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’attenzione resta sulla fragile tregua tra Stati Uniti e Iran, che appare sotto pressione dopo le recenti operazioni israeliane in Libano.

I prezzi del petrolio si mantengono sotto la soglia dei 100 dollari per il secondo giorno consecutivo, in un contesto di scambi ancora molto volatili. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz rimane inoltre inferiore al 10% dei livelli normali, segnalando persistenti difficoltà logistiche.

Intorno alle 9:30, l’indice FTSE MIB risultava sostanzialmente invariato.

Gli operatori attendono anche i dati sull’inflazione statunitense di marzo, che dovrebbero riflettere almeno in parte l’impatto della crisi energetica legata alle tensioni con l’Iran. Secondo il consenso Reuters, l’inflazione annua potrebbe salire al 3,3% dal 2,4% precedente—il maggiore incremento degli ultimi quattro anni—mentre la componente core è vista in aumento al 2,7% dal 2,5%. Se confermati, questi dati potrebbero ridurre le aspettative di tagli dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.

Tra i titoli, Brunello Cucinelli (BIT:BC) si distingue con un rialzo vicino al 5% dopo risultati trimestrali superiori alle attese. In particolare, le vendite retail sono cresciute del 20,1% nel periodo gennaio-marzo, mentre il canale wholesale ha registrato un aumento del 4,3% a cambi costanti, sopra le stime di mercato rispettivamente del 15% e del 3%.

In progresso anche STMicroelectronics (BIT:STMMI), con un aumento di circa l’1,9%.

In calo invece Leonardo (BIT:LDO), che perde l’1,5% sotto la pressione delle vendite. Il governo italiano ha indicato Lorenzo Mariani come possibile nuovo amministratore delegato, in sostituzione di Roberto Cingolani in occasione del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione. Il comparto difesa appare debole anche a livello europeo, con Rheinmetall in flessione dello 0,4%.

Nel settore energetico, Eni (BIT:ENI) cede lo 0,9%, penalizzata dalla volatilità dei prezzi del greggio. Tra i servizi petroliferi, Tenaris (BIT:TEN) perde l’1,7% e Saipem (BIT:SPM) lo 0,4%.

Infine, il comparto bancario si mostra debole, con l’indice di settore in calo dello 0,10%.

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