L’oro resta stabile mentre gli investitori monitorano le tensioni sul cessate il fuoco con l’Iran; attesa per l’inflazione USA

I prezzi dell’oro hanno mostrato movimenti limitati durante le contrattazioni europee di giovedì, dopo i modesti guadagni della sessione precedente, mentre gli investitori osservavano le rinnovate tensioni in Medio Oriente che potrebbero mettere a rischio il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Alle 05:30 ET (09:30 GMT), l’oro spot era in rialzo dello 0,2% a 4.730,24 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro statunitense con scadenza a giugno scendevano dello 0,4% a 4.756,09 dollari l’oncia.

Il metallo prezioso ha chiuso la sessione di mercoledì con un guadagno dello 0,3% dopo aver registrato in precedenza un rialzo fino al 3%. Il movimento è avvenuto mentre la notizia di un cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran ha contribuito ad attenuare i timori di uno shock immediato sull’offerta, senza tuttavia rassicurare completamente i mercati.

Le tensioni in Medio Oriente continuano nonostante il cessate il fuoco di due settimane annunciato da Trump

La tregua, secondo quanto riportato, è stata mediata dal Pakistan ed è concepita come una pausa di due settimane nelle ostilità con l’obiettivo di riaprire lo strategico Stretto di Hormuz.

Tuttavia, il sentiment degli investitori è rimasto prudente mentre gli attacchi israeliani in Libano sono proseguiti, sollevando dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco. L’Iran ha inoltre segnalato che i negoziati con Washington sarebbero “irragionevoli” nelle attuali condizioni.

Teheran ha sospeso il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che le forze militari americane resteranno dispiegate attorno all’Iran fino a quando non verrà raggiunto un “vero accordo”.

I prezzi del petrolio hanno registrato un leggero recupero giovedì dopo il forte calo della sessione precedente, quando era stato annunciato il cessate il fuoco.

“Segnali geopolitici contrastanti stanno determinando movimenti irregolari dei prezzi dell’oro, con la domanda di beni rifugio compensata dai cambiamenti nel sentiment di rischio e nei movimenti del dollaro”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

“Guardando avanti, è probabile che l’oro rimanga guidato dalle notizie nel breve termine, con una maggiore chiarezza sulla durata e sulla portata del cessate il fuoco che sarà fondamentale per determinare se i prezzi potranno riprendere slancio al rialzo”, hanno aggiunto.

I mercati attendono l’indice dei prezzi al consumo USA per indicazioni sulla politica della Fed

L’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio, ha subito pressioni a causa del recente rimbalzo dei prezzi del petrolio, che ha alimentato timori di inflazione globale.

Gli investitori stanno ora concentrando l’attenzione sui dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense di marzo, attesi per venerdì, che potrebbero offrire ulteriori indicazioni sulle prospettive dell’inflazione e sulla futura traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve.

I mercati si preparano a un aumento significativo, poiché le pressioni sui prezzi legate all’energia, causate dal recente shock petrolifero, continuano a trasmettersi all’economia.

Nel frattempo, il dollaro statunitense si è stabilizzato dopo essere sceso dello 0,7% nella sessione precedente, limitando ulteriori guadagni per l’oro.

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento spot è rimasto invariato a 74,10 dollari l’oncia, mentre il platino è sceso dello 0,5% a 2.021,59 dollari l’oncia.

Nel mercato dei metalli industriali, i futures sul rame di riferimento alla London Metal Exchange sono scesi dello 0,6% a 12.625,33 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense sono diminuiti dell’1,3% a 5,70 dollari per libbra.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *