Le azioni alla Borsa di Milano hanno aperto leggermente in calo, dopo il forte rialzo registrato nella seduta precedente in seguito all’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran.
Alcuni dei titoli protagonisti dei guadagni di ieri hanno continuato a mostrare forza, mentre una rotazione settoriale ha favorito in particolare il comparto delle utility nelle prime fasi della seduta.
Nel complesso, tuttavia, tra gli investitori prevale un atteggiamento prudente, poiché la tregua è considerata fragile. I mercati stanno osservando con attenzione se reggerà, soprattutto dopo le notizie dei violenti attacchi israeliani in Libano avvenuti ieri.
Nel frattempo, la navigazione nello Stretto di Hormuz — riaperto brevemente ieri — resta limitata, con il transito consentito solo alle navi dotate di apposito permesso.
I prezzi del petrolio sono saliti mentre gli investitori mettono in dubbio la stabilità del cessate il fuoco in Medio Oriente. I futures sul Brent sono aumentati di circa 2 dollari, raggiungendo quota 96,90 dollari al barile.
Intorno alle 9:35 l’indice FTSE MIB registrava un calo dello 0,25%.
Dopo il crollo di ieri, quando aveva perso oltre il 5,5%, ENI (BIT:ENI) ha tentato un rimbalzo, salendo di circa l’1%. Il titolo, come l’intero settore petrolifero, si muove seguendo la forte volatilità registrata recentemente dal prezzo del greggio. Nonostante la flessione odierna, il titolo resta in rialzo di oltre il 13% nell’ultimo mese e di circa il 47% dall’inizio dell’anno.
Tra i titoli dei servizi petroliferi, Tenaris (BIT:TEN) ha guadagnato circa l’1%, mentre Saipem (BIT:SPM) è salita dello 0,9%. In apertura il titolo ha toccato quota 4,18 euro, il livello più alto dalla fine di gennaio 2022.
Il comparto delle utility si è distinto tra i migliori della giornata. ERG (BIT:ERG), A2A (BIT:A2A), Ascopiave (BIT:ASC), Acea (BIT:ACE) e IREN (BIT:IRE) hanno registrato rialzi compresi tra l’1,1% e l’1,8%.
I titoli bancari, protagonisti del rally di ieri, sono stati invece penalizzati da prese di profitto. L’indice del settore ha ceduto circa lo 0,6%. Unicredit (BIT:UCG) ha perso terreno in linea con il comparto, mentre Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) è scesa dello 0,7%.
Leonardo (BIT:LDO) ha registrato un calo del 2,4%. Il titolo è sotto pressione da diversi giorni a causa delle incertezze legate al rinnovo del consiglio di amministrazione. Secondo indiscrezioni di stampa, Gianpiero Cutillo e Lorenzo Mariani — rispettivamente responsabile della divisione elicotteri ed ex co-direttore generale del gruppo — sarebbero tra i principali candidati a succedere all’attuale amministratore delegato Roberto Cingolani.
In calo anche i titoli del lusso, con Brunello Cucinelli (BIT:BC) e Moncler (BIT:MONC) in flessione tra l’1% e il 2%. Anche Diasorin (BIT:DIA) ha registrato un ribasso, perdendo circa l’1,3%.
Infine, I Grandi Viaggi (BIT:IGV) ha mostrato una buona performance, salendo del 2,7% grazie all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente, che sta sostenendo il settore turistico.

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