La Borsa di Milano sale con forza sulle speranze di una fine della guerra in Medio Oriente; corrono le banche mentre Eni arretra

La Borsa di Milano ha aperto in forte rialzo, sostenuta dalle crescenti aspettative che il conflitto in Medio Oriente possa concludersi entro le prossime due o tre settimane, dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Anche i mercati globali hanno riflesso un miglioramento del sentiment. La Borsa di Tokyo ha chiuso in forte rialzo, con il Nikkei in aumento di oltre il 5%, mentre a Wall Street il Dow Jones ha guadagnato più del 2% nella seduta precedente.

Resta da capire se il rimbalzo rappresenti soltanto una pausa temporanea dopo l’ondata di vendite scatenata dallo scoppio della guerra oppure se segnali una ripresa più solida e duratura della propensione al rischio.

“C’è molta liquidità sul mercato e gli investitori sono pronti a rientrare non appena si presentano opportunità,” ha osservato un trader.

I prezzi del petrolio stanno registrando un forte calo, influenzati dalle speranze di una possibile fine del conflitto in Medio Oriente. I future sul Brent con scadenza giugno scendono di quasi il 5%, scivolando sotto i 100 dollari al barile.

Intorno alle 9:40, l’indice FTSE MIB segnava un rialzo del 2,9%, tornando sopra i 45.500 punti, il livello più alto da circa un mese.

I titoli bancari guidano i rialzi, con l’indice di settore in crescita del 4%. Unicredit (BIT:UCG) si distingue con un balzo superiore al 5%, mentre Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) sale del 3,6%. Anche le altre banche quotate a Milano registrano rialzi superiori al 2%. Secondo un trader, le prospettive di possibili aumenti dei tassi di interesse favoriscono il settore bancario, che potrebbe beneficiare di margini di interesse più elevati.

Il titolo Nexi prosegue il suo movimento positivo, salendo del 2,2%, mentre BFF Bank (BIT:BFF) continua il recupero con un rialzo del 5,8% dopo il crollo del 55% registrato due giorni fa. Il forte ribasso era seguito alla notizia che la Banca d’Italia aveva nominato due amministratori straordinari per affiancare temporaneamente il consiglio di amministrazione dopo aver individuato problemi contabili che potrebbero generare ulteriori passività scadute fino a 1,3 miliardi di euro.

Il settore petrolifero si muove invece in netto ribasso a causa della discesa dei prezzi del greggio. Eni (BIT:ENI) è tra i titoli peggiori con un calo del 4,2%, mentre la società di servizi petroliferi Saipem (BIT:SPM) perde l’1,5%.

Il comparto del cemento registra forti rialzi sulle aspettative di possibili lavori di ricostruzione dopo la fine della guerra. Buzzi (BIT:BZU) avanza del 5,4% e WeBuild (BIT:WBD) guadagna il 4,2%.

Alcuni upgrade da parte degli analisti hanno inoltre sostenuto gli acquisti su diversi titoli. Prysmian (BIT:PRY) balza del 5,8% dopo che JP Morgan ha alzato il target price a 116 euro da 113. Ferrari (BIT:RACE) sale del 4,2% dopo che Jefferies ha migliorato la raccomandazione a “buy” da “hold”, portando il prezzo obiettivo a 350 euro da 310. Leonardo (BIT:LDO) guadagna il 3% dopo che Citigroup ha rivisto il giudizio a “buy” da “neutral.”

Fuori dal paniere principale, infine, NewPrinces (BIT:NWL) perde oltre il 7%, cancellando quasi interamente i guadagni registrati nella seduta precedente dopo la pubblicazione dei risultati.

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