La Borsa italiana ha avviato la seduta con andamento incerto, con i rialzi dei titoli energetici e delle utility che hanno in parte compensato i cali registrati in altri settori, mentre le tensioni geopolitiche ed economiche pesano sul sentiment degli investitori.
L’escalation delle tensioni in Medio Oriente alimenta la cautela dei mercati. Il coinvolgimento delle forze Houthi dello Yemen nel conflitto al fianco dell’Iran contro Israele solleva timori di ulteriori interruzioni nel traffico marittimo nel Mar Rosso, una rotta fondamentale per il commercio globale di petrolio insieme allo Stretto di Hormuz. I prezzi del greggio hanno superato oggi i 115 dollari al barile dopo essere saliti di quasi il 60% nel mese di marzo.
Intorno alle 9:45 l’indice FTSE MIB era in calo di circa lo 0,2%.
Il comparto energetico guida i rialzi, con l’indice di settore in aumento dello 0,7%. In progresso la utility Enel (BIT:ENEL) e il gruppo petrolifero Eni (BIT:ENI), mentre anche la società di energie rinnovabili ERG (BIT:ERG) sale di circa l’1,7%.
Segnali positivi anche per il gruppo del lusso Salvatore Ferragamo (BIT:SFER), in rialzo di circa l’1,8%.
In calo invece il comparto della difesa, con Leonardo (BIT:LDO) che perde circa il 2% e il costruttore navale Fincantieri (BIT:FCT) in flessione di circa l’1%.
Debole anche il settore bancario, con Banca Monte dei Paschi di Siena in calo di circa l’1,4% mentre l’indice di settore scende dello 0,6%.
Tra i peggiori titoli figura BFF Bank (BIT:BFF), che crolla di oltre il 60% e rimane più volte sospesa dalle contrattazioni dopo la decisione della Banca d’Italia di nominare due commissari temporanei a supporto del consiglio di amministrazione. L’autorità di vigilanza ha individuato criticità contabili che potrebbero generare ulteriori rettifiche “past due” fino a 1,3 miliardi di euro.
Crolla anche Trevi Finanziaria Industriale (BIT:TFIN), in ribasso di circa il 25%, dopo l’annuncio di un piano finanziario che prevede un aumento di capitale da 100 milioni di euro con diritto di opzione da completare entro il terzo trimestre dell’anno, accompagnato da un accordo di pre-garanzia con Mediobanca (BIT:MB).

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